31/12/2021
Che cosa determina un risultato?
Qualche giorno prima della finale dell’Etihad Airways Abu Dhabi Grand Prix 2021, il gioco ufficiale del Fia Formula One World Championship, simulando la competizione sportiva ha previsto chi sarebbe stato il vincitore.
I piloti Verstappen ed Hamilton erano appaiati con lo stesso punteggio ma, nonostante questo, per il gioco il risultato è inequivocabile: il primo posto del podio va all’olandese Max Verstappen, seguito da Hamilton e Perez. Una previsione rischiosa ma che, stando all’esito della gara, si è rivelata corretta, con eccezione del terzo posto conquistato invece dalla Ferrari di Sainz Jr.
Difficile decretare quanta casualità o concretezza si nascondano in questo risultato ma è innegabile che la tecnologia, grazie ad algoritmi sempre più complessi, stia oggi arrivando a risultati che fino a poco tempo fa potevano essere considerati impensabili.
Tralasciando videogiochi, innovazione e compagnia bella, quanto è possibile prevedere un risultato?
Quanto c’è di pronosticabile e quanto invece è pressoché impossibile definire a priori?
Evitando altri contesti ma limitandoci alle realtà aziendali che ognuno di noi si trova a vivere ogni giorno, ciò che ho sempre pensato è che se lavora applicando determinati criteri, qualsiasi imprenditore o professionista sia in grado di conoscere a priori quale sarà l’esito delle sue azioni.
Quando si è a capo di un’azienda o si è liberi professionisti non si lavora mai “a braccio” ed ogni azione deve essere frutto di riflessioni e valutazioni che permettano in parte di prevederne l’esito, e dall’altra, se qualcosa dovesse andare storto (come a causa di una pandemia o di un altro evento che noi non possiamo controllare) di cadere comunque in piedi. Perché è solo così che possiamo avere il controllo della nostra azienda, conquistare la fiducia delle persone intorno a noi (sia che si tratti di clienti, dei nostri collaboratori, sia degli investitori) e diventare a poco a poco leader della nostra nicchia di mercato.
Prendiamo ad esempio un’operazione immobiliare, come quelle che in genere vengono proposte nei business plan. Per noi l’iter che permette di farvi trovare l’operazione nella mail del lunedì è lungo e tortuoso e, credimi, per una che scegliamo ne vengono scartate almeno altre 100.
Il motivo è semplice: abbiamo un processo di valutazione scientifico, fatto di regole talmente rigide che solo pochi immobili riescono a superare la fase di selezione. Ma quando ce la fanno, quando decidiamo di procedere è perché la nostra esperienza ci ha permesso di pronosticare un
risultato in linea con i nostri criteri.
Tu analizzi un Business Plan dopo almeno 2 mesi di valutazione.
Una prima scrematura dalla lista che ci inviano le banche fatta da parte di 3 persone con ruoli specifici dalla lettura perizie alla valutazione finale per il potenziale acquisto.
Non hai idea di quanto sforzo mettiamo per effettuare i controlli su ogni immobile che decidiamo di acquistare: sui prodotti simili in zona (i comparabili), sui prezzi, sul target delle persone, le svariate chiamate alle agenzie, e in alcuni casi a coloro che abitano nello stesso condominio, o nel vicinato per capire, da insider, come se abitassimo lì e conoscessimo i segreti del quartiere, quali sono le “dinamiche nascoste” a favore o contro di un immobile.
Questo cosa significa?
Che in genere quello che otterremo è un risultato che siamo già riusciti a prevedere. E dato che siamo sempre estremamente prudenziali, in molti casi riusciamo anche a superare le aspettative.
Tutto questo senza tecnologie estreme e senza giochi di simulazione, solo frutto dell’esperienza e del duro lavoro.
Se vuoi saperne di più, clicca qui e dai un’occhiata ai risultati.
Per conoscere i dettagli su come partecipare alle nostre operazioni...
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