18/06/2025
In questi giorni fioccano post sul nuovo 𝗕𝗧𝗣 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮: 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝘁𝗼 𝟭,𝟴𝟱%, 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗳𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗙𝗢𝗜, 𝗽𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼 𝗳𝗲𝗱𝗲𝗹𝘁𝗮̀…
Ma, da consulente, mi chiedo: se fossi un cliente, avrei davvero capito qualcosa da tutto questo?
Molti parlano di “𝗰𝗲𝗱𝗼𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝗻𝗼”.
Qualcuno lascia intendere (sbagliando) che se l’inflazione semestrale fosse al 2%, la cedola diventerebbe 𝟭,𝟴𝟱% + 𝟮% = 𝟯,𝟴𝟱%.
𝗢𝗩𝗩𝗜𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗡𝗢.
Facciamo chiarezza:
L’𝟭,𝟴𝟱% 𝗲̀ 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗼 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲 → 𝟬,𝟵𝟮𝟱% 𝘀𝗲𝗺𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲, calcolato 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝘂𝗹 𝗰𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲, ma su quello 𝗿𝗶𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘁𝗼.
𝗘𝘀𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼:
• Investo 𝟭𝟬.𝟬𝟬𝟬 €
• Inflazione 0%: ricevo 𝟵𝟮,𝟱𝟬 € lordi
• Inflazione 2%: capitale rivalutato a 𝟭𝟬.𝟮𝟬𝟬 €, cedola =
𝟭𝟬.𝟮𝟬𝟬 × 𝟬,𝟵𝟮𝟱% = 𝟵𝟰,𝟯𝟱 €
+𝟭,𝟴𝟱 € in più grazie all’inflazione.
𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗶.
Ma quant’è stata l’inflazione semestrale negli ultimi 2 anni?
• 𝟬,𝟲𝟳%
• 𝟬,𝟬𝟴%
• 𝟬,𝟲𝟴%
• 𝟬,𝟵𝟴%
𝗧𝗼𝘁𝗮𝗹𝗲 “𝗯𝗼𝗻𝘂𝘀 𝗰𝗲𝗱𝗼𝗹𝗲”?
+4,88 € lordi, 4,27 € netti, cioè 2,13 €/anno su 𝟭𝟬.𝟬𝟬𝟬 €.
Va aggiunta la rivalutazione del capitale distribuita.
Va riconosciuta la serietà dello strumento.
Ma se è comprensibile che lo promuovano:
• le 𝗯𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲, per commissioni e deposito titoli
• i 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝘀𝗲𝗱𝗲, con costi simili
…mi chiedo: 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗹𝗼 𝗰𝗮𝗹𝗱𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝗻𝗼?
È corretto 𝗲𝘀𝗰𝗹𝘂𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗰𝗲𝗹𝗹𝗮 questo tipo di proposta?
Per il cliente:
• 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗲𝗹𝗹𝗮 𝟭% + 𝗜𝗩𝗔 = 𝟭,𝟮𝟮%
• Per una 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲, ma con 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼
𝗘̀ 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗹𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲?
𝗖’𝗲̀ 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮?
Non è un post “𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼” 𝗶𝗹 𝗕𝗧𝗣 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮,
ma un invito a riflettere sul 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮
e sul senso di “𝗮𝗴𝗶𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗹𝗶𝗲𝗻𝘁