Studio Legale Tributario Avv. D'Arrigo

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"Utile è quell'avvocato che parla lo stretto necessario, che scrive chiaro e conciso, che non ingombra l'udienza con la sua invadente personalità, che non annoia i giudici con la sua prolissità e non li mette in sospetto con la sua sottigliezza"

05/08/2026

🚗 Sicilia: al via la regolarizzazione agevolata ( )!

L'Assemblea Regionale Siciliana ha approvato una misura che consente di regolarizzare le posizioni pendenti relative ai tributi regionali ( , ma anche altre entrate regionali, tra cui i ) non versati fino al 31 dicembre 2025, corrispondendo solo la quota capitale, senza somme aggiuntive.

Per l’operatività si attende il decreto attuativo della Regione; da quel momento, ci sarà tempo fino al 31 ottobre per aderire.

⚠️ Ma attenzione: prima di aderire, è fondamentale verificare se il credito richiesto sia ancora esigibile oppure se sia già colpito da o .

✅ Tradotto in pratica: non tutti gli importi inseriti nella rottamazione sono necessariamente ancora dovuti.

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29/07/2026

📢 Rottamazione-quinquies per i carichi del Comune di Messina

🗓️ Le scadenze principali

📆Dal 15 ottobre 2026 saranno disponibili nell’area riservata dell’Agenzia i dati per individuare i carichi definibili.

📆Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 sarà possibile presentare la dichiarazione di adesione esclusivamente in via telematica.

Entro il 28 febbraio 2027 sarà comunicato l’importo complessivo dovuto, con il relativo piano di pagamento.

💶 Come si paga

In un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027;
oppure fino a 54 rate bimestrali di pari importo, secondo il calendario previsto dalla legge.

📈 In caso di pagamento rateale, si applicano interessi del 3% annuo.

⚠️ Attenzione: il mancato, insufficiente o tardivo pagamento, nei casi previsti dalla legge, comporta la decadenza dai benefici della definizione agevolata

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24/07/2026

🔍 Rottamazione quinquies, anche Messina aderisce.

Una vera opportunità per regolarizzare tributi (IMU, TARI...) e multe (contravvenzioni stradali) affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, pagando il solo dovuto senza sanzioni e interessi.

⚠️ Ma attenzione: prima di aderire, è fondamentale verificare se il credito richiesto sia ancora esigibile oppure se sia già colpito da decadenza o prescrizione.

✅ Tradotto in pratica: non tutti gli importi inseriti nella rottamazione sono necessariamente ancora dovuti.

📂 La rottamazione può essere molto conveniente, ma va valutata con grande attenzione: in alcuni casi il credito potrebbe essere già prescritto e quindi non più esigibile.

🔎 Prima di aderire, è bene far esaminare con attenzione la propria posizione debitoria e tutta la documentazione disponibile.

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24/07/2026

Messina ha aderito ufficialmente alla rottamazione Quinquies: una vera opportunità per regolarizzare tributi e multe affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, pagando il solo dovuto senza sanzioni e interessi.

Ma attenzione: prima di aderire, è fondamentale verificare se il credito richiesto sia ancora esigibile oppure se sia già colpito da decadenza o prescrizione.

Per i tributi locali (IMU, TARI)
l’avviso di accertamento deve essere notificato entro il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello in cui il pagamento o la dichiarazione avrebbero dovuto essere effettuati; il titolo per la riscossione coattiva deve essere notificato entro il 31 dicembre del 3° anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo; dopo la notifica dell’atto, il credito si prescrive in 5 anni dall’ultimo atto interruttivo validamente notificato.

Per le contravvenzioni stradali
il diritto a riscuotere la sanzione si prescrive in 5 anni.

Tradotto in pratica: non tutti gli importi inseriti nella rottamazione sono necessariamente ancora dovuti.
Per questo è essenziale controllare con precisione:

l’anno del debito;
il tipo di entrata;
le date di notifica di verbali, avvisi, cartelle o intimazioni;
l’eventuale presenza di atti interruttivi.

La rottamazione può essere molto conveniente, ma va valutata con grande attenzione: in alcuni casi il credito potrebbe essere già prescritto e quindi non più esigibile.

Prima di aderire, è bene far esaminare con attenzione la propria posizione debitoria e tutta la documentazione disponibile.

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22/07/2026

🏛️ Tributi locali: cumulo giuridico delle sanzioni per più annualità

Quando Comune o altro ente impositore contesta violazioni relative a più anni d'imposta, il contribuente può chiedere il cumulo giuridico delle sanzioni. ✅

📌 Il principio vale, per le violazioni commesse prima del 1° settembre 2024, sia per l'omessa dichiarazione sia, in presenza di accertamenti omogenei fondati sui medesimi presupposti, per l'omesso o insufficiente versamento di ICI, IMU, TARI e TARSU.

⚖️ Non viene meno l'autonomia dell'obbligazione tributaria di ogni anno: resta possibile contestare la violazione per ciascuna annualità. Tuttavia, sul piano sanzionatorio, non opera automaticamente la somma di tutte le sanzioni: si applica una sanzione unica, calcolata sulla violazione più grave e aumentata dalla metà al triplo.

🔍 La Cassazione ha chiarito che l'omessa dichiarazione reiterata nel tempo integra violazioni della stessa indole, oggettivamente collegate; lo stesso criterio opera per omessi versamenti relativi a più annualità, se derivano da identici accertamenti. Il principio è esteso ai tributi locali e, per identità di ratio, anche all'IMU e alla TARI.

💡 In pratica: il cumulo giuridico si applica sia in caso di unico atto di accertamento per più anni, sia quando l'ente emette atti separati per singole annualità. Una regola di favore per il contribuente, nel rispetto del principio di proporzionalità della sanzione.

⚠️ Attenzione: dal 1° settembre 2024 la riforma dell'art. 12 del d.lgs. 472/1997 ha escluso dal cumulo le violazioni concernenti gli obblighi di pagamento e le indebite compensazioni. Occorre quindi verificare sempre la data di commissione della violazione.

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21/07/2026

📌 Rottamazione “Quinquies” a Messina: occasione utile, ma prima bisogna capire se il debito è davvero ancora dovuto

A Messina è in corso il percorso per aderire alla cosiddetta rottamazione quinquies, riferita ai carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023; secondo le notizie di stampa, il totale coinvolto riguarda soprattutto IMU, TARI e contravvenzioni.
La base normativa della misura prevede effettivamente l’applicazione ai debiti, tributari e non, risultanti dai carichi affidati in quel periodo dagli enti locali che deliberano l’adesione, con domanda del debitore tra il 16 ottobre 2026 e il 15 dicembre 2026.

⚖️ Il punto però è questo: non sempre tutto ciò che compare in un carico è automaticamente ancora esigibile.

Per i tributi locali come IMU e TARI, bisogna distinguere tra decadenza e prescrizione.

✅ Decadenza dell’accertamento: l’avviso di accertamento deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il versamento o la dichiarazione avrebbero dovuto essere effettuati.

✅ Decadenza della riscossione coattiva: se l’accertamento è diventato definitivo, il titolo esecutivo deve essere notificato entro il 31 dicembre del terzo anno successivo.

✅ Prescrizione: per i tributi locali, la giurisprudenza considera applicabile il termine quinquennale.

🧾 In pratica, questo significa che prima di aderire conviene controllare molto bene:

👉a quale anno si riferisce il debito;
👉quale atto è stato notificato (avviso, cartella, intimazione, preavviso di fermo);
👉quando è stato notificato l’ultimo atto;
👉se ci sono stati atti interruttivi della prescrizione.

📍 C’è poi il tema delle sospensioni Covid, che in molte pronunce vengono considerate rilevanti nel calcolo dei termini di decadenza e prescrizione. Questo vuol dire che, in alcuni casi, un debito che “sembra vecchio” potrebbe non essere ancora prescritto proprio per effetto di queste proroghe.

🚨 Quindi la regola pratica è semplice:
la rottamazione può essere conveniente, ma non va accettata “al buio”.
Prima bisogna capire se il debito è:

👉ancora validamente accertabile,
👉ancora riscuotibile,
👉oppure già prescritto o non più esigibile.

📍 In sintesi:
prima si verifica, poi eventualmente si aderisce.
Per IMU e TARI, il controllo dei termini, degli atti notificati e degli eventuali atti interruttivi è decisivo

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02/07/2026

NOVITÀ SUL SOVRAINDEBITAMENTO: COSA CAMBIA PER IL CONSUMATORE?

Il Decreto Correttivo-ter ha introdotto importanti modifiche alla disciplina dell'esdebitazione prevista dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza. Ecco le principali novità.

CHE COS'È L'ESDEBITAZIONE?

L'esdebitazione è l'istituto che consente, nei casi previsti dalla legge, la liberazione dai debiti residui non soddisfatti al termine della procedura di liquidazione controllata.

COSA CAMBIA CON IL CORRETTIVO-TER?

👉 Nuova modalità di concessione. L'esdebitazione è pronunciata dal Tribunale con decreto motivato, nei casi e con le modalità previste dalla legge.

👉 Istanza anche prima della chiusura della procedura. Decorso il termine di tre anni dall'apertura della liquidazione, è possibile presentare la relativa richiesta senza attendere necessariamente la conclusione della procedura.

👉 Osservazioni dei creditori. I creditori vengono informati e possono presentare eventuali osservazioni entro i termini stabiliti dalla normativa; la decisione finale spetta comunque al Tribunale.

👉 Requisiti previsti dalla legge. Tra gli elementi valutati rientrano la collaborazione del debitore con la procedura, l'assenza di condotte fraudolente e il rispetto delle condizioni previste dal Codice della crisi.

🛑 UN IMPORTANTE CHIARIMENTO DELLA CASSAZIONE

Con l'ordinanza n. 11603/2026, la Corte di Cassazione ha precisato che la valutazione della meritevolezza non costituisce, di per sé, un requisito per l'accesso alla liquidazione controllata, ma rileva ai fini della concessione dell'esdebitazione.

E PER IL DEBITORE INCAPIENTE?

Anche la disciplina dell'esdebitazione del debitore incapiente è stata modificata dal Correttivo-ter, con una semplificazione della procedura e l'eliminazione del precedente meccanismo di monitoraggio quadriennale.

👉 IN SINTESI

Le modifiche introdotte dal D.Lgs. 136/2024 incidono su tempi, modalità e presupposti dell'esdebitazione, rendendo ancora più importante una valutazione tecnica del singolo caso alla luce della normativa vigente e della giurisprudenza più recente.

🛑 Ogni situazione è diversa. Approfondisci sempre con un professionista del settore.

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30/06/2026

🚨 Pignoramento presso terzi: attenzione, va notificato anche al debitore!

Nel pignoramento presso terzi, l’atto non deve essere notificato solo alla banca o al datore di lavoro, ma anche al debitore/esecutato: lo prevede espressamente l’art. 543 c.p.c.

📌 Non si tratta di un semplice formalismo.
Secondo la giurisprudenza più recente, la notifica al debitore è un requisito essenziale, perché serve a informarlo del vincolo esecutivo e a consentirgli di difendersi.

⚖️ Le decisioni più recenti affermano, infatti, che se il pignoramento non viene notificato al debitore, non si è davanti a una semplice nullità sanabile, ma addirittura a una inesistenza giuridica del pignoramento.

✅ Questo principio vale anche nel pignoramento esattoriale: la procedura semplificata dell’art. 72-bis d.P.R. 602/1973 non elimina la necessità della notifica al debitore.

💡 In più, una volta notificato l’atto, il terzo pignorato è tenuto agli obblighi di custodia delle somme nei limiti di legge.

📣 In sintesi
Se manca la notifica al debitore, il pignoramento presso terzi può essere radicalmente viziato

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26/06/2026

🚨 ATTENZIONE PROFESSIONISTI: NUOVE REGOLE SUI PAGAMENTI DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE! 🚨

Dal 15 giugno 2026 cambia tutto per i compensi pagati dalla PA. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha modificato l'art. 48-bis del D.P.R. 602/1973 CIT. 6. Ecco cosa devi sapere.

Cosa cambia in sintesi?

Fino ad oggi, la PA bloccava i pagamenti superiori a €. 5.000 se avevi un debito fiscale di pari importo.

Dal 15 giugno 2026, la regola diventa più stringente:

Verifica su TUTTI i pagamenti anche per compensi inferiori a €. 5.000.

Niente più blocco, ma SCOMPUTO DIRETTO: La PA non sospende più il pagamento, ma versa la somma direttamente all'Agente della Riscossione per coprire il tuo debito.

Come funziona il nuovo meccanismo? 🤔

La PA deve pagarti un compenso (qualsiasi importo).
Prima di erogare la somma, verifica se hai debiti iscritti a ruolo scaduti per almeno €. 5.000.
Se la verifica è positiva:
La PA paga direttamente l'Agenzia della Riscossione fino a coprire il debito.
Tu ricevi solo l'eventuale somma che eccede il debito.
ESEMPIO PRATICO:

Compenso da ricevere: €. 3.000
Debito fiscale scaduto: €. 8.000 €
Risultato: La PA versa tutti i €. 3.000 all'Agente della Riscossione. Tu non ricevi nulla. Il tuo debito fiscale scende a €. 5.000.
Quali debiti fanno scattare lo scomputo? ⚖️

Contano solo le cartelle di pagamento notificate e scadute.

❌ NON RILEVANO i debiti per cui hai:

Una rateazione in corso e sei in regola con i pagamenti.
Una sospensione della riscossione.
Aderito a definizioni agevolate (es. rottamazione).
Ricevuto solo avvisi bonari o avvisi di accertamento non ancora esecutivi.

💡 COME TUTELARSI: 3 MOSSE FONDAMENTALI

CONTROLLA: Accedi al sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione e verifica la tua "Situazione Debitoria - consulta e paga".
VERIFICA: Assicurati che eventuali rateazioni o sospensioni siano correttamente registrate nei sistemi. In caso di errori, contatta subito l'Agenzia.
SII TRASPARENTE: Quando emetti la fattura elettronica verso la PA, puoi allegare l'estratto di ruolo aggiornato per anticipare i controlli.

Non farti cogliere impreparato! Un controllo preventivo è la migliore difesa.



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18/06/2026

📌Autotutela Tributaria: quando il Fisco deve (o può) correggere i propri errori

Con la riforma dello Statuto del Contribuente, il legislatore ha finalmente codificato, in modo organico, l'istituto dell'autotutela tributaria, distinguendola in due tipologie: obbligatoria (art. 10-quater) e facoltativa (art. 10-quinquies).

✅ AUTOTUTELA OBBLIGATORIA (art. 10-quater)
Quando scatta? Quando l'atto fiscale presenta una manifesta illegittimità, riconducibile a uno di questi casi tassativi:
❌ Errore di persona
❌ Errore di calcolo
❌ Errore sull'individuazione del tributo
❌ Errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile
❌ Errore sul presupposto d'imposta
❌ Mancata considerazione di pagamenti regolarmente eseguiti
❌ Mancanza di documentazione successivamente sanata

L'Amministrazione è obbligata ad annullare l'atto, anche senza richiesta del contribuente, anche se il giudizio è in corso, anche se l'atto è definitivo.

⚠️ Attenzione ai limiti: l'obbligo non sussiste se è intervenuta una sentenza passata in giudicato favorevole al Fisco, oppure se è decorso un anno dalla definitività dell'atto per mancata impugnazione.

🔄 AUTOTUTELA FACOLTATIVA (art. 10-quinquies)
Quando si applica? In tutti gli altri casi — al di fuori dell'elenco tassativo dell'art. 10-quater — in cui l'Amministrazione ravvisi comunque una illegittimità o infondatezza dell'atto o dell'imposizione.

L'Amministrazione può (ma non è obbligata) annullare l'atto, anche definitivo, anche in pendenza di giudizio. Si tratta di un potere discrezionale.

⚖️ La differenza chiave sul piano processuale
Qui sta il punto più importante per il contribuente:
Autotutela Obbligatoria
Impugnabile il rifiuto espresso? ✅ Sì
Impugnabile il silenzio-rifiuto ? ✅ Sì
Autotutela Facoltativa
Impugnabile il rifiuto espresso? ✅ Sì
Impugnabile il silenzio-rifiuto ? ❌ No

Come chiarito dalla giurisprudenza di merito, il legislatore ha reso impugnabile non l'esito del riesame, ma il "rifiuto" di procedere: nell'autotutela facoltativa, il motivato rigetto dopo un esame nel merito non costituisce atto impugnabile.

🔑 Il vantaggio più importante: nessun atto impugnabile? Non importa.
Entrambi gli strumenti operano anche in assenza di un atto ancora impugnabile.

Questo significa che il contribuente che non ha impugnato nei termini un avviso di accertamento, o che ha lasciato scadere i 60 giorni, non è necessariamente senza tutela: può presentare istanza di autotutela e — almeno per i casi di manifesta illegittimità ex art. 10-quater — ottenere l'annullamento dell'atto e, in caso di rifiuto, ricorrere al giudice tributario.

Due rimedi preziosi, soprattutto quando i termini per il ricorso ordinario sono ormai scaduti. Conoscerli può fare la differenza.

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Indirizzo

Via Romagnosi 7
Messina
98122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 14:00

Telefono

+390902008793

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