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Matteo Pisoni - Responsabile clienti Alleanza - Agenzia di Manerbio Private Advisor. Aiuto le persone a pianificare il futuro per raggiungere i propri obiettivi di vita.

Perché è importante controllare la propria storia contributiva?Per quale motivo dovremmo controllare periodicamente il n...
16/10/2026

Perché è importante controllare la propria storia contributiva?

Per quale motivo dovremmo controllare periodicamente il nostro estratto conto contributivo? La risposta è semplice: un periodo mancante o un disallineamento può creare problemi nel momento in cui dovrà essere certificato il diritto alla pensione.

Nel caso peggiore, potrà finire per farci andare in pensione più tardi.

Verificare la propria storia contributiva è uno dei primi passaggi per pianificare la propria serenità per gli anni della pensione: contattami per scoprire come farlo insieme.



https://www.orizzontescuola.it/pensioni-scuola-2027-perche-e-importante-controllare-in-anticipo-contributi-riscatti-e-ricongiunzioni-pillole-di-question-time/

Oggi articolo lungo ma da leggere attentamente…A causa di interpretazioni giuridiche difformi, alcune strutture iniziano...
14/10/2026

Oggi articolo lungo ma da leggere attentamente…

A causa di interpretazioni giuridiche difformi, alcune strutture iniziano a pensare di NON CONSENTIRE il ricovero a persone affette da Alzheimer causando problematiche per le famiglie dei pazienti.

Ecco perché diventa indispensabile averci pensato per tempo con tutele assicurative specifiche…

Ecco l’articolo:

E’ un continuo e deciso aumento quello che sta avvenendo da inizio anno ad oggi in tema di procedimenti legali per ottenere la gratuità delle rette per persone ospiti di Rsa e affette da Alzheimer o da patologie neurodegenerative.

Sono almeno una quarantina i casi nel Bresciano, dalla decina che erano a inizio anno: oggi, sebbene non ci siano numeri esatti, si può contare sugli esiti di un questionario che U.P.I.A (Unione provinciale istituti per anziani) ha diffuso tra le 80 fondazioni associate. Le risposte sono arrivate da 32 realtà, ciascuna delle quali può gestire una o più Rsa. Di queste, in diciotto residenze non si sono verificati, almeno per ora, casi; in 14 invece ci sono cause in corso, in 16 ci sono richieste formali e in otto sono arrivate segnalazioni informali.

Numeri, casi e sentenze
Per portare due esempi emblematici: Fondazione Casa di Dio e Fondazione Brescia solidale, che gestiscono in città più Rsa ciascuna, hanno ad oggi 4 casi per quel che riguarda la prima (di cui 2 in tribunale e 2 con la richiesta della documentazione), 5 per la seconda, che a gennaio ne aveva uno solo. Tutto questo in seguito ad alcune sentenze di vario grado per cui queste rette, per chi soffre di Alzheimer e di alcuni tipi di demenza a «elevata integrazione sanitaria», devono essere a carico del Servizio sanitario nazionale. Cioè le famiglie non pagano.

Tuttavia altre sentenze stabiliscono l’opposto, come quella di inizio luglio della Corte di Appello di Brescia che ha respinto la richiesta di rimborso agli eredi, confermando che il ricovero in Rsa di una paziente affetta da morbo di Alzheimer non comporta automaticamente l’integrale assunzione del costo della retta da parte del Servizio sanitario nazionale, dovendosi invece verificare in concreto la natura delle prestazioni erogate e la forma della patologia.

La domanda di rimborso è stata rigettata perché le prestazioni rese dalla struttura non integravano un’assistenza sanitaria ad elevata integrazione sanitaria, bensì una prestazione di lungoassistenza sociosanitaria, soggetta al regime ordinario di compartecipazione. Un ulteriore dato che è emerso in quell’occasione è che il tribunale deve valutare ogni singola situazione e che quindi non può stabilire un criterio generale che valga per tutte le migliaia di persone affette da Alzheimer o demenze, in particolare l’Alzheimer che ne costituisce circa il 50%.

Da uno studio ormai datato ma ancora l’ultimo disponibile pubblicato da Ats Brescia sul suo sito nel 2025 con dati aggiornati al 31 dicembre 2024 emerge che sono circa 8.300 le persone assistite in Ats Brescia che soffrono di Alzheimer, cui se ne aggiungono circa altre 2.300 di Ats Valcamonica: una stima dunque di quasi 11mila persone nel Bresciano, numeri che sono in crescita anno dopo anno e che danno la testimonianza di come sia urgente fare chiarezza, considerato che negli anni il bisogno di assistenza sarà sempre più urgente e si moltiplicheranno i casi in occasione dei quali potrebbero aprirsi delle vertenze.

Le Fondazioni si tutelano
In assenza di una normativa gli enti gestori cercano di tutelarsi, qualcuno anche arrivando a non accogliere più nuovi ospiti con Alzheimer: «Altre Fondazioni lombarde si stanno muovendo con Inps per far sì che chi arriva ad usufruire della gratuità della retta in seguito a sentenza sia costretto a restituire l’indennità di accompagnamento ricevuto negli anni», fa sapere la direttrice della Fondazione Casa di Dio Stefania Mosconi.

Ma c’è un ulteriore aspetto, legato alla possibile discriminazione «tra chi soffre di Alzheimer ed è assistito in una struttura assistenziale e chi invece è a casa, cioè la maggior parte dei pazienti – sottolinea Giacomo Mantelli, presidente della Fondazione Brescia solidale – ma anche tra chi, in Rsa, ha l’Alzheimer e chi un’altra patologia altrettanto bisognosa di cure assistenziali ma che non rientra nella casistica delle sentenze». Insomma, le preoccupazioni non mancano.

https://www.bresciaoggi.it/rubriche/salute-e-benessere/rette-alzheimer-in-rsa-la-pioggia-di-ricorsi-mette-a-rischio-il-sistema-1.13150106/amp

In Italia si vive in media fino a 84 anni, ma in buona salute solo fino a 58, secondo un rapporto Istat 2026 sulla salut...
08/10/2026

In Italia si vive in media fino a 84 anni, ma in buona salute solo fino a 58, secondo un rapporto Istat 2026 sulla salute. Una distanza che per Giancarlo Fancel, country manager di Generali Italia, si traduce in "un grande bisogno di assistenza" e di cure: la sfida è "non aggiungere anni alla vita ma vita agli anni", e deve coinvolgere anche "la parte pubblica" e le istituzioni. Resta da capire come sostenere tutto questo, tema al centro del Longevity Day organizzato da Generali a Roma. Secondo l'Ania, il rapporto tra over 64 e persone in età lavorativa salirà dal 29,4% del 2005 al 63,7% nel 2050, mentre per il Mef la spesa pensionistica passerà dal 15,2% del Pil nel 2025 al 17,1% nel 2041.

E già oggi il peso dell'assistenza ricade spesso sulle famiglie: l'Istat conta 12,3 milioni di caregiver non retribuiti e la spesa sanitaria privata, stima l'Ania, vale circa 49 miliardi, pagata per oltre l'85% dai cittadini. Massimo Monacelli, general manager di Generali Italia, ha spiegato che il gruppo ha creato una business unit dedicata a salute e welfare e una rete di 15.000 strutture che rende le cure "più accessibili", in modo "complementare con il servizio sanitario nazionale".

Accanto alla sanità c'è il capitolo della non autosufficienza. Per Marco Oddone, Ad e direttore generale di Alleanza Assicurazioni, la copertura assicurativa è ancora vista come complessa o come un lusso, ma quando il problema arriva "è forse un po' troppo tardi", e a pagarne il peso è "tutto il sistema familiare". Serve "proteggersi prima" e "affidarsi a degli esperti". Un'altra leva per rendere il sistema più sostenibile è la previdenza integrativa, sia per affrontare le spese di una vita più lunga, sia perché con meno lavoratori attivi le future pensioni poggeranno su una base contributiva più ristretta. Oggi però, ha osservato Monacelli, ne dispongono tra 10 e 11 milioni di italiani, "un numero troppo basso", anche se le istituzioni hanno introdotto facilitazioni per renderla "più accessibile e conveniente". Ma il nodo è anche culturale. L'educazione finanziaria "è ancora molto bassa", ha detto Fancel. Sugli strumenti "noi siamo pronti", ha aggiunto, mentre lo sono "un po' meno" i potenziali clienti, a partire dalle "fasce più giovani".

https://www.ansa.it/ansacom/notizie/economia/generali/2026/10/06/longevita-in-italia-si-vive-fino-a-84-anni-ma-in-buona-salute-solo-fino-a-58_efbf7326-52dc-4250-80ab-c4e3921b5dca.html

06/10/2026

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I campioni dello sport ti trasmettono emozioni e stimoli.Come Edoardo Bove e la sua voglia di continuare a divertirsi su...
05/10/2026

I campioni dello sport ti trasmettono emozioni e stimoli.

Come Edoardo Bove e la sua voglia di continuare a divertirsi su un campo di calcio dopo il grande spavento;

Come la Juve del 1996 che attraverso lo spirito di gruppo e la capacità di concentrazione e fiducia nei compagni ha trionfato nella Champions League;

Come Gimbo Tamberi con la sua forza di rialzarsi dopo ogni imprevisto anche quando ciò sembrava aver fatto perdere i treni importanti per un atleta;

Come Arianna Fontana, l’atleta azzurra più vincente di sempre alle Olimpiadi con le sue 14 medaglie frutto di un lavoro fatto di sacrifici, viaggi continui, analisi maniacale dei numeri e delle strategie riuscendo a trovare comunque l’equilibrio tra professione e tempo privato.

Tra 25 anni il 7% della popolazione avrà più di 85 anniSecondo l’ISTAT il nostro Paese rischia di scendere a 45 milioni ...
05/10/2026

Tra 25 anni il 7% della popolazione avrà più di 85 anni

Secondo l’ISTAT il nostro Paese rischia di scendere a 45 milioni di abitanti nel 2080. Un calo continuo che non modifica solamente il numero assoluto, ma anche i rapporti tra le generazioni.

Tra 25 anni il 7% della popolazione avrà infatti più di 85 anni, con un forte aumento delle persone sole.

Contattami per scoprire come mettere in sicurezza gli anni della tua longevità, per essere indipendente e non dover gravare sui tuoi famigliari..

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https://www.teleborsa.it/News/2026/08/31/nel-2080-popolazione-giu-a-45-8-milioni-sempre-piu-anziani-soli-e-famiglie-senza-nucleo-75.html

1,8 milioni di accessi al pronto soccorso per incidenti domesticiSi stima che nel nostro Paese ci siano ogni anno circa ...
30/09/2026

1,8 milioni di accessi al pronto soccorso per incidenti domestici

Si stima che nel nostro Paese ci siano ogni anno circa 1,8 milioni di accessi al Pronto soccorso a causa di incidenti domestici. Di questi, in 135 mila casi è anche necessario un ricovero.

La casa si conferma dunque come un luogo pieno di insidie, dove le cadute sono la prima causa di infortunio, seguite dagli urti e dai tagli.

Come cambierebbe la tua quotidianità se non potessi lavorare o uscire di casa durante una convalescenza?

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https://www.mondosanita.it/news/salute/107612/incidenti-domestici-i-casi-piu-frequenti-che-arrivano-in-pronto-soccorso.html

29/09/2026

Settembre si chiude con un quadro interessante: l’economia continua a mostrare una buona tenuta sia negli Stati Uniti sia in Europa, ma insieme alla crescita stanno tornando a salire anche i prezzi. Una combinazione che mantiene alta l’attenzione sulle prossime mosse delle banche centrali.

I rendimenti dei titoli di Stato sono ancora aumentati, con il Treasury americano a 10 anni ai massimi dal 2007. Le Borse, però, hanno reagito positivamente: a guidare la settimana è stata soprattutto la tecnologia, mentre le aziende più sensibili al costo del denaro hanno mostrato maggiore difficoltà.

Per chi risparmia, il messaggio è chiaro: crescita, inflazione, tassi e mercati possono muoversi in direzioni diverse. Per questo, più che inseguire il settore o il trend del momento, contano diversificazione, equilibrio e coerenza con i propri obiettivi.

Se vuoi capire meglio cosa significano questi cambiamenti per i tuoi obiettivi, scrivimi: possiamo approfondirli insieme.

Curare il proprio figlio malato di cancro lontano dalla città in cui si vive può arrivare a costare fino a 34.972 euro i...
22/09/2026

Curare il proprio figlio malato di cancro lontano dalla città in cui si vive può arrivare a costare fino a 34.972 euro in un anno per spese indirette e non sanitarie, come dovute ad alloggio, vitto, trasporti locali, viaggi e supporto psicologico, riabilitazione neuro-psico-motoria e pratiche amministrative.

A questo si aggiunge un insieme di scarse tutele per i genitori lavoratori, che spesso rende inconciliabile lavoro e possibilità di seguire le cure del proprio bambino.

Ecco perché diventa importante tutelarsi attraverso coperture sanitarie.

https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/09/21/tumori-curare-un-figlio-lontano-da-casa-costa-fino-a-35mila-euro_e5f73627-ae0f-45a5-87fc-27bc5e3caf20.html

Dal giornale di Brescia di oggi.Certe situazioni (e sono tante…) mi rendono sempre più consapevole di quanto il mio ruol...
15/09/2026

Dal giornale di Brescia di oggi.

Certe situazioni (e sono tante…) mi rendono sempre più consapevole di quanto il mio ruolo di educatore e consulente assicurativo siano importanti per aiutare le famiglie a non avere queste preoccupazioni future…

Sono una caregiver e seguo mia madre disabile e non autosufficiente (art. 3 comma 3) in ossigenoterapia notturna e ormai da un anno a questa parte peggiora continuamente, e vorrei far capire quanto sia faticoso fisicamente e psicologicamente senza aiuti concreti per chi deve stare con queste persone. Da ben 2 anni è in lista per le Rsa e un mese fa ho fatto domanda per l’aggravamento (da 450ª è passata a circa 270ª). Ovviamente ci sono Rsa come solventi per circa 3.000 euro al mese. Nel frattempo ho pensato ad una badante ma anche qui i costi sono abbastanza elevati, una badante convivente costa circa 1.800 euro più contributi (più vitto e alloggio) con sabato e domenica (giustamente) liberi e la notte non ho capito bene se è di aiuto o meno. Mia madre prende 1.400 euro di pensione (con l’accompagnamento) e paga un affitto e spese varie e non ha nessun risparmio da parte. Io contribuisco alle spese dove mia madre non ci arriva. Ho anche un fratello ma al momento del bisogno ha pensato bene di sparire (ormai da più di un anno) dalla vita di mamma e con pochi euro al mese come aiuto si è lavato la coscienza. Usufruisce di servizi di Rsa aperta e mandano un educatrice e una fisioterapista 30/40 min l’una a settimana (cioè una sciocchezza) e un servizio di igiene convenzionato dal Comune per la doccia una volta a settimana (10 euro al mese). Io ho un lavoro part time (sì, ho i famosi 3 giorni di 104) e sono una nonna ma tutto il mio tempo ormai è a casa con mia madre... un anno che non vado in vacanza e non mi allontano da Brescia perché ha bisogno di essere aiutata in ogni cosa. Oggi la riporto a casa dall’ennesimo ricovero e si ricomincia... e la mia depressione ringrazia e farò domanda per me stessa per la Rsa visti i tempi biblici di attesa. Questa è la mia situazione ma penso che siamo in molti a viverla ogni giorno...

Lettera firmata

https://www.giornaledibrescia.it/lettere-al-direttore/sola-e-stanca-assisto-la-mia-mamma-s0n8dyge

Indirizzo

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Manerbio
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