09/06/2026
La grandine sta cambiando: due nuovi studi mostrano che diventerà più grande e più pericolosa
La grandine potrebbe diventare più frequente in alcune regioni e soprattutto più dannosa.
Due nuovi studi pubblicati oggi mostrano come il riscaldamento globale stia modificando gli ingredienti atmosferici che generano i temporali grandinigeni.
Il primo studio, pubblicato su Nature Climate Change, analizza come cambiano le condizioni favorevoli alla grandine usando tre diversi “proxy” applicati a otto modelli climatici.
I risultati indicano che le condizioni favorevoli alla grandine si spostano verso i poli, aumentano in Europa del Nord, Canada, Nord‑Ovest degli USA, Sud dell’Australia e Isola del Sud della Nuova Zelanda, diminuiscono in Australia settentrionale, gran parte dell’Africa, India meridionale e Cina sudorientale, in futuro ci saranno meno grandinate estive e più grandinate invernali, con rischi crescenti per colture come il grano
Il secondo studio, guidato da Shiyi Zhang (Peking University), utilizza un modello fisico di crescita e fusione dei chicchi di grandine.
Le simulazioni mostrano che i chicchi piccoli tenderanno a sciogliersi prima di raggiungere il suolo, i chicchi grandi diventeranno più comuni, perché le correnti ascensionali più forti li sostengono più a lungo, il potenziale di danno aumenta in molte regioni a latitudini medio‑alte dell’emisfero nord e nel Sud‑Est del Sud America
Raupach & Sherwood, 2026 – Nature Climate Change
Zhang et al., 2026 – modellazione della crescita dei chicchi di grandine
Foto
Un chicco di grandine, all'incirca delle dimensioni di una palla da baseball. (OAR/ERL/National Severe Storms Laboratory/CC BY 2.0)