Movimento di Lotta - Disoccupati "7 Novembre"

Movimento di Lotta - Disoccupati "7 Novembre" Precari e disoccupati. Né disoccupato né assistito:
lavoro stabile o salario garantito. Lavoro o non lavoro: vogliamo campare

Comunicato delle donne del movimento di lotta.MULTATECI E DENUNCIATECI PURE, MA LA RAGIONE NON DIVENTERÀ TORTO.  Se vi f...
17/08/2026

Comunicato delle donne del movimento di lotta.

MULTATECI E DENUNCIATECI PURE, MA LA RAGIONE NON DIVENTERÀ TORTO.

Se vi fa sentire più potenti, se vi serve per dimostrare che siete uomini di polso, fateci pure arrivare tutte le carte che vi aggrada.
La giustezza delle nostre ragioni e l'adeguatezza dei nostri comportamenti, non vengono minimamente messe in discussione da questo genere di tentativi.
Il verbale parla di una manifestazione non prevista, di un presidio e di undici donne del Movimento di Lotta – Disoccupati 7 Novembre.

È inesatto.
Quel giorno c'eravamo tutte, ciascuna con la propria vita in ballo, ciascuna con la propria santissima rabbia negli occhi, con la propria testa ed il proprio corpo.

Eravamo lì per chiedere di poter entrare in Consiglio Comunale, dove certamente avremmo usato la temibile arma della parola, per rappresentare con chiarezza le nostre condizioni e così le nostre ragioni, per chiedere un'assunzione di responsabilità all'amministrazione, visto che la sospensione dei tirocini ha rappresentato un enorme disastro per tutte noi.

Non siamo entrate per fare una passeggiata.
Non siamo entrate per provocare, o per essere provocate dai bambolotti in divisa che hanno dovuto affannarsi a rincorrerci, perchè non ci hanno nemmeno viste mentre varcavamo l'ingresso.

Siamo entrate, con tanto di intervento preparato, perchè avevamo pieno titolo e diritto a farci ascoltare. Le istituzioni non ascoltano, sono distratte e lontane dai problemi di chi fatica e di chi in questa città popola i quartieri bassi.
Se i nostri figli iniziano a essere sfruttati a quindici anni, se per loro le possibilità di una vita più serena semplicemente NON ESISTONO, se nelle loro famiglie possono o meno mangiare, se possono permettersi di farli curare o studiare, non è interesse delle istituzioni saperlo e nemmeno vederlo, figurarsi capirlo.

Abbiamo le prove, di questo gelido disinteresse, sulla nostra pelle, il ricordo nei nostri muscoli delle ore passate lontane dalle nostre famiglie, dalle nostre case, per rincorrere risposte.

Questi signori non comprendono che a noi, perchè siamo donne, un posto di lavoro vero è irrinunciabile, se non vogliamo morire scamazzate come viviamo oggi: la quasi totalità delle donne del Movimento pur avendo lavorato sempre, non ha contributi versati.

La totalità delle donne del Movimento non ha una quantità di contributi utili alla pensione. Dopo una vita di lavoro a nero e nerissimo, si spera di poter avere quella sociale, che non ti tocca nemmeno se tuo marito una pensione da lavoro, invece, la prende!
Noialtre abbiamo bisogno di lavorare con i diritti garantiti, come si ha bisogno dell'aria! Adesso, non tra altri dieci anni!

Ma di fronte a questo, ci ritroviamo addirittura ad essere accusate e multate, con un verbale che può comportare una sanzione da 1.000 a 10.000 euro.

Questa è la risposta che viene data a donne che combattono per avere un futuro che non sia di miseria e precarietà.

Noi non ci stiamo.
E sia chiaro: non accettiamo che si provi a trasformare una battaglia collettiva in una responsabilità individuale, inventando l'esistenza di fantomatiche promotrici.

La nostra responsabilità è del tutto orizzontale. Come abbiamo detto, c'eravamo tutte: noi non ci scomponiamo, denunciateci tutte.

Perché se manifestare per chiedere risposte viene considerato un illecito, allora ci assumiamo insieme la responsabilità di aver alzato la voce.
Ma le istituzioni si assumano la loro: perché dietro ogni tirocinio bloccato ci sono persone, famiglie, aspettative e vite sospese.

Noi compagne del Movimento dei Disoccupati non abbassiamo la testa per paura di una sanzione o di una denuncia.

Altrochè. Continueremo a chiedere conto delle decisioni prese sulla nostra pelle.

Abbiamo una dignità che voi non conoscete, e questa non si piega.

Denunce Ferragostiane.Mentre scriviamo dalla giornata di ieri sono in corso convocazioni in Commissariati e notifiche a ...
15/08/2026

Denunce Ferragostiane.

Mentre scriviamo dalla giornata di ieri sono in corso convocazioni in Commissariati e notifiche a diversi nostri compagni/e e delegati/e per denunce e decreti penali tradotti in pene amministrative dai 1000 ai 10000 euro per le manifestazioni e blocchi a seguito della sospensione del progetto DILD.

Diversi giorni fa le nostre compagne disoccupate furono colpite da diverse denunce a seguito della sacrosanta protesta al Consiglio Comunale a fine Luglio. Ora altri compagni per le iniziative di fine Giugno.

Una velocità impressionante che purtroppo non riscontriamo rispetto alle procedure per la ripresa del progetto dopo che 1200 famiglie sono state messe in ostaggio dalle istituzioni.

NON CI PIEGHIAMO. RESISTIAMO.
LAVORO PER TUTTE E TUTTI.

ANCORA REPRESSIONE Denunce e procedimenti amministrativi il 10 Agosto. In queste ore sono in corso notifiche ad alcuni n...
10/08/2026

ANCORA REPRESSIONE

Denunce e procedimenti amministrativi il 10 Agosto. In queste ore sono in corso notifiche ad alcuni nostri delegati per l'ennesimo procedimento a loro carico.

Dopo aver fatto firmare contratti di lavoro, a seguito di visite mediche e sicurezza sul lavoro, sopo avver iniziato a lavorare e non essere stati pagati, dopo aver sospeso un progetto lasciando in ostaggio 1200 famiglie la velocità delle istituzioni nel reprimere e criminaliizzare chi lotta è più importante della risoluzione del problema.

È grazie a noi ed al movimento di lotta senza i riflettori sono sempre stati accesi e abbiamo mantenuto alta la prospettiva di risoluzione e riavvio del progetto.

Noi continuiamo ed insistiamo senza sosta anche in queste settimane di Agosto per far rispettare gli impegni presi per la ripartenza di tutti e 1200 lavoratori e lavoratrici tirocinanti.

ASSEMBLEA REGIONALE UNITARIAPer una mobilitazione regionale a Napoli.📅 Data: Venerdì 4 Settembre h 18:00📍 Luogo: Galleri...
29/07/2026

ASSEMBLEA REGIONALE UNITARIA
Per una mobilitazione regionale a Napoli.

📅 Data: Venerdì 4 Settembre h 18:00
📍 Luogo: Galleria Principe di Napoli
✊ Costruiamo una mobilitazione e sciopero sociale regionale.

INVITIAMO ALLA COSTRUZIONE ED ALLA PARTECIPAZIONE tutto il movimento delle disoccupate e dei disoccupati, oggi tirocinanti, lavoratrici e lavoratori, i sindacati di base combattivi, i comitati ambientali e di difesa territoriale, i movimenti per l'acqua pubblica, il movimento dei migranti di Napoli, i movimenti di lotta per la casa ed comitati, gli studenti e le studentesse autorganizzate, tutte le realtà sociali, politiche e sindacali.

Le ultime settimane hanno visto iniziative e mobilitazioni di lotta costanti da parte dei disoccupati organizzati contro la sospensione del progetto e per la ripresa con un serio piano di lavoro: dalle proteste nel Duomo di Napoli all'occupazione del Museo Nazionale, dal palco di Piazza del Gesù alle occupazioni delle sedi dei partiti, dal Senato alle strade della città, fino allo striscione «Fate presto» srotolato sulla sede del Consiglio Comunale, sopra i tetti di fronte la Prefettura, sul Palazzo Reale.

La parte più avanzata dei 1.200 tirocinanti sospesi hanno gridato che indietro non si torna.

Nelle scorse giornate diverse realtà napoletane sulla base di quanto stava avvenendo si sono incontrate per ricostruire insieme l'attacco politico che sta avvenendo nuovamente contro questa lotta, per schierarsi al fianco dell'esperienza del movimento dei disoccupati/e, per far fronte all'ennesimo tentativo divisivo da parte delle controparti istituzionali, per sostenere le spese legali rispetto l'attacco repressione fatto di multe, denunce, processi, condanne, misure restrittive.

Se vincono i disoccupati/e vinciamo tutti/e.

Nel quadro della guerra generale, dell'economia di guerra, dell'aumento delle spese militari mentre i salari restano fermi, della diminuzione del potere d'acquisto, dell'aumento dei prezzi e del carovita, del restringimento delle libertà di sciopero, della criminalizzazione e repressione delle lotte abbiamo condiviso che, attorno ad essa che rappresenta una delle esperienze più significative di autorganizzazione e resistenza nel Mezzogiorno, bisogna sviluppare solidarietà ma anche e soprattutto allargamento nella costruzione di una piattaforma comune di lotta rispetto le emergenze sociali contrastrando chi, soffiando su queste, alimenta odio, reazione, veleni nazionalisti e guerra tra poveri.

La situazione sociale è nota.

La disoccupazione a Napoli resta a livelli critici, l'assegno di inclusione e la piattaforma SFL non risolvono le conseguenze sugli oltre 160.000 nuclei familiari nell'area metropolitana a cui èstato abolito il RdC.

In Campania il tasso di lavoro sommerso sfiora il 17%. Nei settori della logistica, dei servizi e dei B&B, i contratti sono inesistenti e le paghe restano ferme a 5-6 euro all'ora. Mentre aumentano i dati su incidenti e morti sul lavoro, sono aperte centinaia di vertenze aziendali (dai porti ai magazzini della logistica, dal lavoro privato a quello pubblico) legate a chiusure, ristrutturazioni, licenziamenti e privatizzazioni che mettono a rischio le condizioni di vita e di salario di centinaia di famiglie.

Gli affitti sono da rapina e siamo dinanzi ad una vera emergenza abitativa. La gentrificazione selvaggia e la proliferazione incontrollata di case vacanza e bed & breakfast nel centro storico ha causato un aumento dei canoni di locazione privati fino al +30%, espellendo abitanti storici e studenti.

A questo si aggiunge la valanga degli sfratti: sono oltre 40.000 i nuclei familiari in condizione di morosità incolpevole a Napoli e provincia, con sfratti esecutivi.

All'emergenza sociale si somma la situazione che coinvolge oltre 137.000 cittadini stranieri regolari, dove la Questura di Napoli registra grossi ritardi per il rinnovo dei permessi di soggiorno, spingendo i migranti nel baratro dell'illegalità forzata. Questo peggiora la situazione sociale e di povertà che si concentra soprattutto in alcune zone della citta alimentando situazioni di degrado che senza soluzioni alternative producono la reazione di abitanti contro immigrati mentre nelle cinture agricole (Acerra, Giugliano, agro nocerino) i lavoratori sono ostaggio del caporalato, con turni da 10-12 ore al giorno per 3 euro all'ora.

L'attacco ai salari ed alle condizioni di lavoro fa il paio con la situazione del salario indiretto come la sanità. Dopo la fase di profonda transizione, segnata dall'uscita dal piano di rientro economico dopo ben 19 anni di commissariamenti e rigidi vincoli contabili, il sistema assistenziale vive sul filo del rasoio per via di carenze strutturali e disparità nell'accesso alle cure.

I pronto soccorso sono super affollati: i principali reparti di emergenza (come il Cardarelli di Napoli) subiscono continui sovraccarichi di utenza. Nel frattempo le liste d'attesa sono bloccate: i tempi per visite ed esami diagnostici restano critici, alimentando le contestazioni sulla reale trasparenza dei dati regionali. La situazione si aggrava vista la carenza di personale: il lungo blocco delle assunzioni ha ridotto all'osso l'organico di medici e infermieri, spesso esposti a turni massacranti e aggressioni nei presidi.

La Campania registra una spesa sanitaria per cittadino tra le più basse in Italia, spingendo molti residenti verso la migrazione sanitaria nel Nord Italia o verso il settore privato. E fino ad ora sono inascoltabile le rivendicazioni di tanti comitati e co sulte per una sanità efficace e territoriale contro la privatizzazione, per lo blocco immediato delle assunzioni a tempo indeterminato il personale sanitario necessario nei reparti e sul territorio, per il potenziamento della medicina territoriale, la velocizzazione non solo della apertura ma della vera e piena funzionalità di Case della Comunità e Ospedali di Comunità finanziate dal PNRR per curare i pazienti vicino casa senza intasare gli ospedali, per fermare l'esternalizzazione dei servizi, per l'integrazione dei servizi sociali e sanitari con la richiesta di una presa in carico globale della persona, utile a contrastare la povertà sanitaria crescente nelle fasce più vulnerabili.

E mentre si attaccano le condizioni sociali, di vita e di lavoro, nel frattempo proseguono i tentativi di attacco ai beni comuni con l'apertura a logiche di mercato, tagli ai servizi e definanziamenti che aprono le porte alla privatizzazione dei servizi pubblici come quello del servizio idrico integrato, scippando alla città la storica vittoria del referendum del 2011.

Tutto questo viene ben rappresentato dalle politiche della giunta Manfredi, insieme con il Governo Meloni, che gestisce le risorse pubbliche per creare infrastrutture funzionali al profitto privato come quanto sta avvenendo a Bagnoli dove, dietro la falsa accelerazione della Coppa America, le operazioni in corso servono a tombale la colmata, non procedere per la vera bonifica e trasformare quella che doveva essere la grande spiaggia pubblica in un porto di lusso.

Riteniamo necessario discutere insieme, approfondire, confrontarci, coordinarci ed organizzarci per andare a bussare insieme le porte di chi amministra la città, chi governa la regione, chi rappresenta il governo sul territorio.

Se la lotta dei disoccupati non è sola, la risposta non può che essere generale.

Loro producono sfruttamento, guerra, disastro ecologico, miseria e disagio sociale.
Noi vogliamo lavoro, salario, casa, ambiente, salute e beni comuni.

Diamo una risposta ampia, unitaria e determinata.

STRAORDINARIA PARTECIPAZIONE DEI TIROCINANTI IN TUTTE LE SEDI SUI TERRITORI!Oggi sono in corso le assemblee nelle vari s...
24/07/2026

STRAORDINARIA PARTECIPAZIONE DEI TIROCINANTI IN TUTTE LE SEDI SUI TERRITORI!

Oggi sono in corso le assemblee nelle vari sedi e quartieri per confrontarsi, discutere, affrontare le contraddizioni interne, condividere gli ultimi incontri in Prefettura, crescere ed organizzarsi ancora di più per affrontare i prossimi passaggi della lotta.

FINO ALLA VITTORIA!

PRESE CON FORZA NEL CONSIGLIO COMUNALE. 1200 PERSONE IN OSTAGGIO.FATE PRESTO!Questa mattina un gruppo di donne tirocinan...
22/07/2026

PRESE CON FORZA NEL CONSIGLIO COMUNALE. 1200 PERSONE IN OSTAGGIO.
FATE PRESTO!

Questa mattina un gruppo di donne tirocinanti è entrata nel Consiglio Comunale avendo chiesto di entrare come delegazione per essere ricevute rispetto la situazione della vertenza.

Vogliono essere ricevute.

È necessario sbloccare e far ripartire il lavoro tirocinio per tutti e tutte.

FATE PRESTO!Un gruppo di tirocinanti è sul Palazzo Reale sopra la terrazza. 1200 famiglie in ostaggio ancora in attesa d...
21/07/2026

FATE PRESTO!

Un gruppo di tirocinanti è sul Palazzo Reale sopra la terrazza. 1200 famiglie in ostaggio ancora in attesa di quando iniziare il tirocinio-lavoro sospeso dal 1 Luglio dopo aver firmato contratti, visite mediche, corsi sulla sicurezza e coperture sanitarie.

CHI HA LA RESPONSABILITÀ PAGHI POLITICAMENTE E AMMINISTRATIVAMENTE.

MA NON DEVONO PAGARE I LAVORATORI.

DEVONO SUBITO RIPARTIRE TUTTI INSIEME.
NESSUNO INDIETRO. 1200 DONNE E UOMINI.
NESSUNA GUERRA TRA POVERI.

14/07/2026

UNA FLOTTA DI DONNE INVADE PALAZZO SAN GIACOMO.

UN ONDA DI DONNE ENTRA NEL COMUNE DI NAPOLI!
TENSIONI ANCHE OGGI!

Questa mattina un onda di donne è entrata dentro Palazzo San Giacomo. Verso la stanza del Sindaco e dell'Assessore al Lavoro del Comune di Napoli.

La vita ed il lavoro non si sospendono. Chi ha responsabilità paghi ma non possono ricadere sulle spalle di 1200 famiglie.

Abbiamo firmato contratti, rinunciato ai lavori a nero che questa città offre ed ora ci ritroviamo senza nulla.

Sindaco, Assessore, Prefettura, Ministero ci ricevano subito!

Ripartire subito con il tirocinio lavoro per tutte/i.

FATE PRESTO!Nella notte e all'alba squadre di disoccupati tappezzano la città che si sveglia piena di manifesti. Dal Rio...
14/07/2026

FATE PRESTO!

Nella notte e all'alba squadre di disoccupati tappezzano la città che si sveglia piena di manifesti. Dal Rione Traiano al Rione Sanità, dal Centro Storico alla Stazione Centrale.

Non si ferma l'agitazione della platea dei 1200 tirocinanti.

IL TEMPO È SCADUTO!

13/07/2026

CHI È RESPONSABILE SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITÀ MA NON SI POSSONO SCARICARE SULLA PELLE DEI TIROCINANTI.
La mobilitazione continua.
Senza sosta, senza tregua, senza padroni.
RIPRESA DEL LAVORO-TIROCINIO.
FATE PRESTO!

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