27/08/2026
PREVIDENZA COMPLEMENTARE: LA RIFORMA APRE UNA NUOVA FASE
Dopo oltre vent’anni dall’ultima grande riforma, la previdenza complementare torna al centro dell’attenzione con novità destinate a incidere concretamente sulle scelte dei lavoratori.
Dal 1° luglio 2026 è prevista l’adesione automatica dei nuovi assunti alla previdenza complementare, con possibilità di recesso entro 60 giorni. L’obiettivo è aumentare la diffusione del secondo pilastro e spingere i lavoratori a iniziare prima la propria pianificazione previdenziale.
Tra le principali novità ci sono anche i comparti life cycle, che adeguano progressivamente il profilo di investimento all’età e all’orizzonte temporale dell’aderente, oltre a una maggiore flessibilità nella fase di erogazione delle prestazioni.
Il tema più delicato riguarda però la portabilità del contributo datoriale. Dal 1° novembre 2026, in caso di trasferimento della posizione previdenziale, il contributo versato dal datore di lavoro potrà seguire il lavoratore anche verso altre forme pensionistiche, comprese quelle individuali.
Una novità importante perché potrebbe rendere il confronto tra fondi pensione negoziali, fondi aperti e PIP molto più ampio, valorizzando elementi come:
• costi di gestione
• qualità e caratteristiche degli investimenti
• profilo di rischio
• flessibilità
• servizi offerti
• coerenza con gli obiettivi personali del lavoratore
La riforma, però, da sola non basta. Il vero tema resta quello della consapevolezza previdenziale: ancora oggi molti lavoratori iniziano troppo tardi a occuparsi della propria pensione futura.
In un contesto caratterizzato da carriere più discontinue e da un progressivo cambiamento del sistema pensionistico, iniziare per tempo diventa sempre più importante.
La previdenza complementare non è soltanto una scelta fiscale o finanziaria: è uno strumento di pianificazione del proprio futuro.