Studio Naiade Risarcimenti

Studio Naiade Risarcimenti Patrocinatore stragiudiziale · dalla parte del danneggiato. Perito Assicurativo Ruolo CONSAP, laureato in Giurisprudenza. Compenso a risultato, nessun anticipo.

Primo contatto gratuito, anche WhatsApp. Post illustrati con IA. Ogni danno ha un valore.

«Si è fermato un attimo, ha detto due parole ed è ripartito.»Ce lo sentiamo dire spesso, e chi lo racconta pensa che non...
02/09/2026

«Si è fermato un attimo, ha detto due parole ed è ripartito.»

Ce lo sentiamo dire spesso, e chi lo racconta pensa che non sia successo niente. Per la legge, invece, quella è fuga: bisogna restare il tempo necessario a vedere le conseguenze, prestare aiuto e farsi identificare (Cass. pen., ordinanza n. 13817/2026).

Non basta neanche dire «non me ne sono accorto»: conta l'urto che poteva far male a qualcuno, non il danno accertato dopo (Cass. pen. n. 32793/2024). E non basta che sia arrivato qualcun altro: si è liberi dall'obbligo di soccorso solo se l'aiuto è già stato prestato davvero e in modo adeguato (Cass. pen. n. 8286/2024).

Se ti è successo, raccontacelo per intero: i dettagli che sembrano piccoli quasi mai lo sono.

Le immagini di questo carosello sono illustrazioni generate con intelligenza artificiale e rappresentano situazioni-tipo: non sono fotografie né ricostruzioni di fatti reali. I testi sono redatti con il supporto di strumenti di IA e sottoposti a revisione umana dal titolare dello Studio, che ne assume la responsabilità editoriale.

Dieci minuti di grandine su Cremona, venerdì scorso, e l'auto sembra un campo da golf.In questi giorni sentirò la solita...
31/08/2026

Dieci minuti di grandine su Cremona, venerdì scorso, e l'auto sembra un campo da golf.

In questi giorni sentirò la solita frase: «Tranquillo, ho la polizza eventi atmosferici». Poi arriva la risposta della compagnia, e spuntano la franchigia, lo scoperto, e quella riga sul fenomeno che «non risulta eccezionale».

Una cosa la dico subito: franchigia e scoperto non sono un imbroglio, sono scritti nel contratto e sono legittimi. Il punto è un altro, ed è quando la clausola è scritta in modo ambiguo: allora si legge contro chi l'ha scritta, non contro di te (art. 1370 c.c.; App. Napoli n. 2931/2025).

E se sull'auto è caduto un ramo, la polizza può non servire affatto: risponde chi doveva custodire quell'albero (art. 2051 c.c.; Trib. Velletri n. 738/2024).

Intanto fai così: foto con data e luogo, un chicco accanto a una moneta, denuncia subito e non riparare prima della perizia. Quella foto vale più di mille discussioni dopo.

Le immagini di questo carosello sono illustrazioni generate con intelligenza artificiale e rappresentano situazioni-tipo: non sono fotografie né ricostruzioni di fatti reali. I testi sono redatti con il supporto di strumenti di IA e sottoposti a revisione umana dal titolare dello Studio, che ne assume la responsabilità editoriale.

«Quattro anni di udienze e adesso mi dicono: prescritto.»Ce lo sentiamo dire spesso, e quasi sempre chi lo dice è convin...
28/08/2026

«Quattro anni di udienze e adesso mi dicono: prescritto.»

Ce lo sentiamo dire spesso, e quasi sempre chi lo dice è convinto di aver perso anche il risarcimento. Non è così.

Quando l'incidente è anche un reato, i tempi per chiedere i danni non sono i due anni soliti: valgono quelli, più lunghi, del reato (art. 2947, comma 3, c.c.). E se nel primo processo il giudice aveva già riconosciuto il risarcimento, la prescrizione dichiarata in appello non cancella la parte civile: sui danni il giudice deve decidere lo stesso (art. 578 c.p.p.; Corte Cost. n. 182/2021 e n. 2/2026; Cass. pen. n. 1246/2024).

Una condizione però c'è, ed è tutta lì: bisogna essersi costituiti parte civile, all'inizio, non alla fine.

Se hai un processo fermo da anni, facci leggere le carte prima di rinunciare.

Le immagini di questo carosello sono illustrazioni generate con intelligenza artificiale e rappresentano situazioni-tipo: non sono fotografie né ricostruzioni di fatti reali. I testi sono redatti con il supporto di strumenti di IA e sottoposti a revisione umana dal titolare dello Studio, che ne assume la responsabilità editoriale.

Il modulo blu, firmato da tutti e due. Pensavi bastasse.Poi arriva la lettera: «le circostanze del sinistro non risultan...
25/08/2026

Il modulo blu, firmato da tutti e due. Pensavi bastasse.

Poi arriva la lettera: «le circostanze del sinistro non risultano provate». E ti chiedi a cosa sia servito firmarlo insieme all'altro conducente.

Serve, eccome. La legge dice che quello che c'è scritto si presume vero, e chi deve provare il contrario è la compagnia, non tu (art. 143, comma 2, Cod. Ass.; Cass. Sez. III, ord. n. 15431 del 3 giugno 2024). Un no generico non basta: senza prove concrete, quel modulo vale.

Un'avvertenza però: vale se è compilato per intero, con dinamica, schizzo e punti d'urto. Un modulo a metà è mezza tutela.

Ti hanno risposto così? Facci leggere il modulo e la lettera prima di replicare.

Le immagini di questo carosello sono illustrazioni generate con intelligenza artificiale e rappresentano situazioni-tipo: non sono fotografie né ricostruzioni di fatti reali. I testi sono redatti con il supporto di strumenti di IA e sottoposti a revisione umana dal titolare dello Studio, che ne assume la responsabilità editoriale.

25/08/2026
Faccio il perito di parte per mestiere, e questa domanda me la sento fare spesso: «Ma poi la sua perizia chi la paga?» 📄...
22/08/2026

Faccio il perito di parte per mestiere, e questa domanda me la sento fare spesso: «Ma poi la sua perizia chi la paga?» 📄

Molti rinunciano al proprio tecnico proprio per questo: la compagnia il suo perito ce l'ha già, il danneggiato teme il conto.

Le Sezioni Unite della Cassazione (ordinanza numero 24699 del 18 agosto 2026) hanno messo il punto fermo: il consulente di parte nominato in causa è una spesa del processo. Se hai ragione, la liquida il giudice a carico di chi perde — e non serve dimostrare di averlo già pagato. ⚖️

Ti è mai capitato di rinunciare a un tecnico per paura del costo?

Le immagini di questo carosello sono illustrazioni generate con intelligenza artificiale: rappresentano situazioni-tipo, non persone reali né fatti fotografati. I testi sono redatti con il supporto di strumenti di IA e rivisti e validati dal titolare dello Studio, che ne assume la responsabilità editoriale.

Mi capita spesso di vedere questa scena: piove, il soffitto si macchia, e il danneggiato passa mesi a fare ping-pong tra...
21/08/2026

Mi capita spesso di vedere questa scena: piove, il soffitto si macchia, e il danneggiato passa mesi a fare ping-pong tra il proprietario della terrazza di sopra e l'amministratore. «È privata, non c'entro io». «È del condominio, chieda a loro». E intanto il secchio in camera diventa un mobile.

La Cassazione a Sezioni Unite (sentenza n. 9449 del 2016) ha messo ordine: di regola rispondono entrambi, un terzo il titolare della terrazza e due terzi il condominio, e il risarcimento si può chiedere anche a uno solo dei due. La lite su chi paga cosa è un problema loro, non di chi ha il soffitto macchiato.

Due avvertenze. Che l'acqua venga proprio da lassù bisogna dimostrarlo, e la prova tocca a chi chiede il risarcimento.

E se ci si rivolge a un singolo condomino anziché al condominio, gli si può chiedere soltanto la sua quota.

Vi è mai capitato un rimbalzo del genere in condominio? Raccontatemelo nei commenti.

Le immagini di questo carosello sono illustrazioni generate con intelligenza artificiale e rappresentano situazioni-tipo: non sono fotografie né ricostruzioni di fatti reali. I testi sono redatti con il supporto di strumenti di IA e sottoposti a revisione umana dal titolare dello Studio, che ne assume la responsabilità editoriale.

Ho letto un'ordinanza che aspettava da ventitré anni. 📄Il fatto è del 2003: in un piazzale aziendale, durante il carico ...
18/08/2026

Ho letto un'ordinanza che aspettava da ventitré anni. 📄

Il fatto è del 2003: in un piazzale aziendale, durante il carico di un camion, il muletto sulla pedana cade e travolge un uomo. La risposta, per due gradi di giudizio: «area privata, infortunio sul lavoro, la RC auto non c'entra».

La Cassazione (ordinanza n. 19364 del 12 giugno 2026) ha annullato quella decisione: non conta dove succede, conta cosa stava facendo il veicolo. Un camion che carica sta facendo il suo mestiere di trasporto: sta circolando. Anche in un cortile. ⚖️

Attenzione però: dal 2026 alcuni mezzi confinati in aree chiuse sono esonerati dall'obbligo di RC auto, ma solo se assicurati altrove (L. 34/2026). Il caso va letto, sempre.

Ti è mai capitato di sentirti dire «qui la polizza non vale»?

Le immagini di questo carosello sono illustrazioni generate con intelligenza artificiale: rappresentano situazioni-tipo, non persone reali né fatti fotografati. I testi sono redatti con il supporto di strumenti di IA e rivisti e validati dal titolare dello Studio, che ne assume la responsabilità editoriale.

Ti svaligiano casa. Hai la polizza furto, la paghi da sette anni. E la risposta della compagnia è: «la serratura non era...
14/08/2026

Ti svaligiano casa. Hai la polizza furto, la paghi da sette anni. E la risposta della compagnia è: «la serratura non era del tipo previsto».

Ho visto spesso questa scena. E va detto con onestà: la clausola sui mezzi di chiusura spesso è valida. Il punto è un altro: se per sette anni hanno incassato i premi senza mai chiedere nulla della serratura, e se ne ricordano solo dopo il furto, quel rigetto formalistico non regge (Cass. 16024/2024). E se la clausola è scritta in modo ambiguo, si legge contro chi l'ha scritta (art. 1370 c.c.).

Un consiglio pratico: fotografa i beni di valore e conserva le ricevute ORA. Dopo il furto, la prova del danno tocca a te.

Ti è mai arrivato un no del genere su una polizza pagata per anni?

📲 Diniego sulla polizza furto? Facci leggere polizza e lettera prima di rispondere.

Le immagini di questo carosello sono illustrazioni generate con intelligenza artificiale: rappresentano situazioni-tipo, non persone reali né fatti fotografati. I testi sono redatti con supporto di strumenti di IA e verificati dal titolare dello Studio.

Ci capita spesso di sentirci dire: «il processo penale si è chiuso con un'assoluzione, quindi non c'è più niente da fare...
11/08/2026

Ci capita spesso di sentirci dire: «il processo penale si è chiuso con un'assoluzione, quindi non c'è più niente da fare».

Non è così, e questa storia lo spiega bene. Uno scontro frontale, un uomo che non torna a casa. In due gradi l'imputato viene assolto: la vittima aveva invaso la corsia. Vero, in parte. Solo che lui viaggiava a 103 dove il limite era 90, e nessuno si era chiesto cosa sarebbe successo a velocità regolare.

La Cassazione penale, Sezione IV, con la sentenza n. 12314/2026 depositata il 1 aprile 2026, ha annullato agli effetti civili: l'assoluzione penale resta, il risarcimento si decide di nuovo davanti al giudice civile.

Tu avresti smesso di cercare dopo la prima assoluzione?

Le immagini di questo carosello sono illustrazioni generate con intelligenza artificiale: rappresentano situazioni-tipo, non persone reali né fatti fotografati. I testi sono redatti con supporto di strumenti di IA e verificati dal titolare dello Studio.

Indirizzo

Via I Maggio 2/P
Giugliano In
80014

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 13:00
15:30 - 19:00
Martedì 09:30 - 13:00
15:30 - 19:00
Mercoledì 09:30 - 13:00
15:30 - 19:00
Giovedì 09:30 - 13:00
15:30 - 19:00
Venerdì 09:30 - 13:00
15:30 - 19:00

Telefono

+390818949521

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Studio Naiade Risarcimenti pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Studio Naiade Risarcimenti:

Condividi