08/10/2026
𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚' ?
"𝑄𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑎 𝑎 𝑢𝑛'𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑑𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑜𝑐𝑐𝑢𝑝𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑏𝑒𝑛𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑒?"
Spesso guardiamo al welfare aziendale come a un benefit, ma durante la giornata del 6 ottobre presso la Scuola Nazionale di Educazione Civica - Fondazione Campus Montecitorio è emersa una prospettiva molto più interessante: 𝐢𝐥 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐮𝐨' 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚'.
I dati presentati da 𝐖𝐞𝐥𝐥𝐌𝐚𝐤𝐞𝐫𝐬, con riferimenti alla ricerca accademica, riportano un dato particolarmente significativo: un lavoratore tutelato e in condizioni di salute migliori può esprimere un livello di produttività superiore, fino al 𝟏𝟑%.
Il problema però, non è soltanto dentro l'azienda.
Le famiglie sostengono direttamente 𝟒𝟐,𝟒 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 di spese sanitarie e di cura.
E quando il peso della cura diventa troppo grande, qualcuno finisce per pagare il prezzo anche sul piano professionale.
Durante l'incontro è stato richiamato anche il tema delle dimissioni volontarie delle neo-madri e della difficoltà di conciliare lavoro e responsabilità familiari.
Qui il welfare cambia ancora prospettiva.
Non è soltanto: “𝐶𝑜𝑠𝑎 𝑜𝑓𝑓𝑟𝑜 𝑎𝑙 𝑑𝑖𝑝𝑒𝑛𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒?”
La domanda diventa: “𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞' 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐚 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚, 𝐮𝐧 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚?”
E questo diventa ancora più importante davanti a una società che invecchia.
Giada Antonia Lo Prete ha evidenziato il legame tra 𝐥𝐨𝐧𝐠𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚', 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐫𝐚, 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐧𝐚𝐭𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚'.
Se una famiglia deve sostenere quasi da sola la cura di un genitore anziano, quella stessa famiglia avrà meno tempo, energie e risorse per progettare il proprio futuro.
Per questo credo che il welfare del futuro dovrà essere sempre meno un catalogo di servizi e sempre più 𝐮𝐧 𝐞𝐜𝐨𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚.
Perché quando una persona sta bene, anche il sistema ne beneficia.
𝐈𝐥 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞' 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨. 𝐏𝐮𝐨' 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞.
Relatori: by / - ricerca e dati Oxford/MIT /