Mario Alcide Bruzzone

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Mario Alcide Bruzzone ⛄⛄⛄

[Il sapore di un bacio]Portiamo un cuore di zucchero alle labbra e aspettiamo che il tuo sguardo si fermi lì.Poi abbassi...
15/10/2026

[Il sapore di un bacio]

Portiamo un cuore di zucchero alle labbra e aspettiamo che il tuo sguardo si fermi lì.

Poi abbassiamo la caramella, con la bocca ancora dolce e la voglia di smettere di scherzare.

A volte, mentre mangiamo, ci accorgiamo di essere guardati. La mano esita — un istante appena, ma basta perché il gesto ...
14/10/2026

A volte, mentre mangiamo, ci accorgiamo di essere guardati. La mano esita — un istante appena, ma basta perché il gesto cambi sapore. Un angolo della bocca ci tradisce. Poi alziamo gli occhi, per vedere se sta sorridendo anche lui.

Avvicinarsi pianoMi prende una tenerezza che mi fa esitare.Vorrei avvicinarmi, ma anche un passo potrebbe essere troppo....
13/10/2026

Avvicinarsi piano
Mi prende una tenerezza che mi fa esitare.
Vorrei avvicinarmi, ma anche un passo potrebbe essere troppo.
Mi succede accanto a certe persone.
Le ascolto raccontare ciò che hanno attraversato.
Poi arriva una pausa, una parola detta più piano,
e capisco quanto poco basterebbe a ferirle
proprio nel punto che mi stanno affidando.
A volte poso una mano sulla loro.
Altre aspetto, e imparo a reggere quel silenzio senza riempirlo.
Quel piede raccolto contro l'altro, ancora bagnato, mi riporta lì.
Alla fiducia che comincia con un gesto quasi involontario,
quando il corpo concede qualcosa prima delle parole.
Vorrei ricordarmi, anche domani,
che chi mi sta davanti può avere bisogno di tempo.
E che posso restargli vicino mentre lo trova.
fotografiabiancoenero fiducia silenzi

Fra pocoLa sua mano allenta la presa, ma la mia continua a stringerla.È un gesto da niente, quasi involontario. Avevamo ...
01/10/2026

Fra poco
La sua mano allenta la presa, ma la mia continua a stringerla.
È un gesto da niente, quasi involontario. Avevamo già detto tutto: a che ora ci saremmo sentiti, che cosa restava da fare, persino una raccomandazione inutile. Eppure non la lascio.
Mi succede con le persone a cui voglio bene. Mentre sono con loro penso alla spesa, al lavoro, a ciò che mi aspetta fuori. Poi arriva il momento di salutarci e vorrei riprendermi l'attenzione lasciata altrove, restare qualche minuto senza guardare l'ora.
Non sempre ci riesco. A volte esco in fretta e, per strada, mi torna in mente qualcosa che avrei voluto chiedere. Altre volte resto sulla porta, con le chiavi in mano, ad ascoltare un discorso già sentito. Conosco il seguito, ma lascio che arrivi.
Anche adesso potrei alzarmi. Invece passo il pollice sul dorso di quella mano. Sento le dita che rispondono, la pelle, il calore.
«Devi andare?» mi chiede.
Guardo l'ora. «Fra poco», dico, e resto.
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Mi accorgo di essere stanco quando qualcuno mi chiede come sto e, prima di rispondere, raddrizzo la schiena.Ci sono mome...
30/09/2026

Mi accorgo di essere stanco quando qualcuno mi chiede come sto e, prima di rispondere, raddrizzo la schiena.

Ci sono momenti in cui mi stendo e lascio che il corpo si sistemi da solo. Una mano aperta sulle lamelle della sdraio, già calde, un piede n**o sul cemento. All’inizio ripasso le cose da fare. Poi il sole scalda la pelle e perdo il conto.

Quando sarà ora, mi alzerò. Intanto tengo gli occhi chiusi ancora un po’. Le chiavi sono nello zaino, il telefono sotto l’asciugamano. Per qualche minuto possono restare lì.

Senza ricomporsi.

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Dove finisce la stradaPer molto tempo ho creduto che fermarsi fosse una forma di resa. Bisognava andare avanti, raggiung...
27/09/2026

Dove finisce la strada

Per molto tempo ho creduto che fermarsi fosse una forma di resa. Bisognava andare avanti, raggiungere almeno il punto che ci eravamo promessi.

Poi arrivano certe ore senza un nome. Non accade nulla che valga la pena raccontare, e proprio per questo si abbassa la guardia.

Forse la pace comincia così: quando smettiamo di trattare ogni istante come un passaggio verso il successivo.

Una ferita smette di bruciare. Una decisione perde la sua urgenza. Il desiderio trova una forma diversa da quella che avevamo immaginato.

Adesso possiamo restare qui, senza trasformare questo intervallo in una lezione.

Non tutto ciò che conta deve condurci da qualche parte.

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Il motore del cuoreCi sono partenze che non conducono in nessun luogo preciso — eppure, nel punto più freddo, l’amore ri...
21/09/2026

Il motore del cuore

Ci sono partenze che non conducono in nessun luogo preciso — eppure, nel punto più freddo, l’amore rimette in moto il cuore.

Non chiede permesso. Arriva ronzando come un vecchio motore che tossisce, esita e infine riparte.

Trattenerlo è soltanto un altro modo di seguirlo.

Liberamente ispirato a Vladimir Majakovskij.

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Il resto è acquaUn corpo, la sua ombra liquida e una mano che tenta di raggiungerla.Il riflesso conserva la forma, ripet...
13/09/2026

Il resto è acqua

Un corpo, la sua ombra liquida e una mano che tenta di raggiungerla.

Il riflesso conserva la forma, ripete i gesti, accompagna ogni movimento; eppure appartiene già a un’altra materia. Basta sfiorarlo perché ciò che appariva intero si spezzi in cerchi, frammenti e tremori.

Anche la memoria obbedisce all’acqua: trattiene i contorni, ma li lascia oscillare. Ci restituisce ciò che abbiamo perduto, senza permetterci di riprenderlo.

I piedi restano sulla terra, ancora affidati al peso. Il corpo riflesso, invece, galleggia tra ciò che esiste e ciò che appare.

Nel mezzo, una mano continua a protendersi verso ciò che sfugge.

Resta un corpo che guarda la propria assenza.
Resta una mano che non smette di cercarla.
Il resto è acqua.

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Coma idilliacoAlcuni abbandoni somigliano alla felicità.Il corpo si rovescia verso la luce e dimentica il proprio peso. ...
10/09/2026

Coma idilliaco

Alcuni abbandoni somigliano alla felicità.

Il corpo si rovescia verso la luce e dimentica il proprio peso. Non è sonno, non è pace: è il desiderio di restare nel punto esatto in cui il piacere diventa oblio.

Essere ancora nel mondo senza dovervi più appartenere.

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10/09/2026

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