29/08/2026
🏦Il consiglio di amministrazione di Generali, guidato da Philippe Donnet, ha dichiarato, in una nota diffusa al termine della riunione, di essere disponibile a valutare l’offerta di su Banca Generali e Banco Bpm, pur sottolineando che la proposta non era stata né richiesta né concordata in precedenza. Il gruppo analizzerà quindi attentamente gli aspetti commerciali, economici e strategici dell’operazione.
Per Generali, oggi socio di Banca Generali con poco più del 50%, l’ops avrebbe un impatto su più fronti:
➡️cedere il controllo sulla banca
➡️con l’assegnazione del 4,5% del capitale di Generali ai soci Mps, l’azionariato del Leone si modificherebbe: Mps, tramite Mediobanca, scenderebbe dal 13,2% all’8,7%
➡️il primo socio di Generali diventerebbe la Delfin della famiglia Del Vecchio, che grazie al 17,5% detenuto in Mps riceverebbe lo 0,79% del Leone e arrotonderebbe la sua quota attuale al 10,94%. Mentre Francesco Gaetano Caltagirone (che ha il 13,5% di Mps), incasserebbe un ulteriore 0,61% del Leone e salirebbe al 6,93%.
Aderendo all’ops di Lovaglio sulla controllata Banca Generali, il gruppo assicurativo diventerebbe socio di Siena con oltre il 12% del capitale. Tutti elementi che Generali dovrà mettere sul piatto insieme all’offerta economica di Mps che valorizza Banca Generali 8,72 miliardi, con un premio del 10%.
In più occasioni il ceo Donnet ha ribadito che Generali deve restare indipendente e l’eventuale via libera alla cessione di Banca Generali potrà arrivare solo se con Mps ci saranno occasioni per far crescere ancora il business, a vantaggio degli azionisti.
Sul tavolo potrebbe esserci la sostituzione di Generali ad Axa nella bancassurance.