06/08/2026
Il primo semestre del 2026 si chiude con una parola che sintetizza bene l'andamento dei mercati: 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚.
In questi mesi non sono mancati gli elementi di incertezza. Il 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐨 𝐎𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞, la conseguente volatilità delle materie prime energetiche, il ritorno dell'𝐢𝐧𝐟𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 tra le principali preoccupazioni degli investitori e il cambio di tono delle banche centrali hanno ridefinito più volte lo scenario.
Eppure, dopo una fase di correzione a fine primo trimestre, i mercati hanno recuperato terreno fino a raggiungere nuovi massimi storici.
L'S&P 500 ha chiuso il semestre intorno al +10%, l'Eurostoxx 50 al +11,7% e il Nasdaq 100 oltre il +20%.
A sostenere questa dinamica sono stati, ancora una volta, i titoli bancari, specialmente in Europa, il settore tecnologico ed i titoli legati all'intelligenza artificiale, su tutti il comparto dei semiconduttori.
Il semestre ha però evidenziato anche un altro elemento: la rapidità con cui gli scenari possono cambiare.
Nel giro di pochi mesi il dibattito è passato dalle attese di taglio dei tassi alle ipotesi di nuovi rialzi, con energia, inflazione e crescita economica al centro delle decisioni di politica monetaria.
Guardando alla seconda parte dell'anno, saranno 𝐭𝐫𝐞 i 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 da osservare con attenzione:
📌l'evoluzione del quadro geopolitico, il suo impatto sul mercato energetico e sulla crescita economica
📌le scelte delle banche centrali, in particolare della Federal Reserve e della BCE
📌la capacità dell'intelligenza artificiale di continuare a tradurre investimenti e aspettative in crescita concreta.
In contesti come quello che stiamo vivendo, una lezione rimane particolarmente attuale: i mercati possono cambiare direzione rapidamente, ma il valore si costruisce mantenendo lo sguardo sui trend di 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐨 periodo.
(Davide Passaro)