24/05/2025
Educare & Formare, vuol dire anche includere.
Esempi da applausi! 👏
Mentre il professor Engelberg spiegava con calma e passione la sua lezione a un’aula attenta di studenti universitari, un pianto improvviso ruppe il silenzio. Un neonato, tra le braccia di sua madre – una giovane studentessa seduta in fondo alla sala – iniziò a piangere con insistenza, attirando gli sguardi di tutti.
La madre, visibilmente imbarazzata, si alzò istintivamente, pronta a lasciare l’aula per non disturbare la lezione. Ma prima che potesse raggiungere la porta, il professore fece qualcosa che nessuno si aspettava.
Sydney Engelberg, 45 anni, stimato docente universitario, interruppe per un attimo la spiegazione, si avvicinò con calma alla giovane madre e, senza dire una parola, prese tra le braccia il bambino. Poi, con lo stesso tono tranquillo e rassicurante, tornò alla cattedra e riprese a insegnare, tenendo il piccolo stretto a sé.
Non mostrò alcun segno di fastidio. Non chiese spiegazioni. Non fece cenno alla regola che vietava, normalmente, la presenza di bambini in aula. Al contrario, continuò a spiegare ogni passaggio del corso come se quella scena fosse del tutto abituale per lui.
Gli studenti presenti osservarono la scena con stupore e ammirazione. Molti raccontarono poi che il professore non tralasciò nulla della lezione, affrontando ogni punto con la consueta chiarezza, mentre cullava il bambino tra le braccia.
In effetti, per Engelberg non si trattava di un episodio isolato. Era già conosciuto all’interno dell’università per la sua sensibilità e il suo costante sostegno alle studentesse-madri. Nei suoi corsi di master, accolse sempre con naturalezza le madri con i loro figli. Permise loro di portare cibo per i bambini, di allattarli in aula, di prendersi cura di loro senza mai farle sentire fuori posto o d'intralcio.
Secondo le sue parole, riportate più volte dagli stessi studenti:
“Una madre non avrebbe mai dovuto essere costretta a scegliere tra la maternità e l’istruzione. Una madre istruita contribuiva a far crescere l’intero paese, perché educava una generazione. È così che una nazione poteva davvero progredire.”
Quell’episodio, immortalato in una semplice fotografia, fece rapidamente il giro del mondo. Non fu solo il gesto tenero di un uomo che prese in braccio un neonato. Fu l’immagine concreta di una cultura dell’accoglienza, del rispetto e dell’uguaglianza.
E mentre le sue parole continuarono a ispirare, la lezione più importante di tutte rimase impressa nei cuori di chi assistette a quella scena: educare significava anche includere. E un’aula poteva essere il primo luogo dove insegnare cosa fosse davvero l’umanità.