12/10/2026
Tassi mutui: come si posiziona l'Italia rispetto agli altri Paesi europei?
Nel primo trimestre del 2026 il tasso medio sui mutui in Italia si ferma al 3,37%, tra i livelli più bassi d'Europa, secondo i dati dell'European Mortgage Federation. Solo Spagna, Francia e Danimarca registrano tassi inferiori, mentre Germania e Regno
La BCE è tornata ad alzare il costo del denaro, ma il mercato italiano dei mutui casa continua a distinguersi nel panorama continentale. Secondo un'analisi sui dati più recenti dell'European Mortgage Federation, nel primo trimestre 2026 il tasso medio dei finanziamenti per la casa nel nostro Paese si è fermato al 3,37%. È un valore praticamente invariato rispetto al 3,38% di fine 2025, che colloca l'Italia nella parte più conveniente della classifica europea.
Mutui: tassi stabili in Italia, ma lo scenario cambia
Il dato del primo trimestre descrive una fase di sostanziale equilibrio. Dopo la discesa dei tassi tra il 2024 e il 2025, il mercato si è assestato su livelli che, nel confronto storico, restano accettabili per le famiglie.
Lo scenario, tuttavia, è cambiato nel corso dell'estate. La BCE ha deciso un rialzo di 25 punti base a settembre 2026. A fine mese l'Euribor a 3 mesi, parametro dei mutui variabili, si attestava poco sopra il 2,6%, mentre l'IRS a 20 anni, riferimento per il fisso, viaggiava intorno al 3,7%.
Sono segnali che lasciano intravedere un possibile ritocco delle condizioni dei tassi nei prossimi mesi, anche se il punto di partenza italiano resta favorevole.
Mutui a confronto: le differenze tra Italia, Francia e Spagna
Analizzando i dati dell'EMF, il continente si divide in tre gruppi ben distinti.
Il primo è quello dei mercati dove acquistare casa con un mutuo costa decisamente di più. Si tratta soprattutto di Paesi dell'Europa centro-orientale e del Nord fuori dall'area euro.
In Ungheria il tasso medio supera il 6,5%, in Romania si avvicina al 5,7%, in Norvegia va oltre il 5% e nella Repubblica Ceca sfiora il 4,5%. Anche il Regno Unito, con un tasso medio del 4,10%, sconta oltre 70 punti base in più rispetto all'Italia. In queste realtà pesano politiche monetarie nazionali più restrittive e un'inflazione rimasta a lungo elevata.
Il secondo gruppo comprende alcune delle principali economie dell'Europa occidentale, dove i tassi sono di poco superiori ai nostri. La Germania si attesta al 3,75%, i Paesi Bassi al 3,67% e il Belgio al 3,45%. Sono differenze di pochi decimali, ma su un finanziamento ventennale possono comunque tradursi in migliaia di euro di interessi in più.
Il terzo gruppo, infine, è quello dei Paesi che registrano tassi più bassi dell'Italia: la Danimarca, con il 3,32%, la Francia, con il 3,21%, e soprattutto la Spagna, che con il 2,72% registra il valore più basso tra i mercati analizzati.
Costi accessori dei mutui: perché la Spagna è un caso particolare?
Il risultato spagnolo merita però una lettura attenta. Nel Paese iberico è molto diffusa la pratica di applicare tassi agevolati ai clienti che sottoscrivono prodotti aggiuntivi, come un conto corrente, una polizza o altri servizi bancari. Il tasso nominale risulta così più basso, ma il costo effettivo del finanziamento dipende anche dalle spese legate a questi prodotti.
È un modello che inizia a diffondersi anche in Italia, dove diverse banche riducono lo spread a chi accredita lo stipendio, sottoscrive una copertura assicurativa o richiede il mutuo online. Questa tendenza amplia le possibilità di risparmio, ma rende ancora più importante considerare il calcolo del TAEG l'indicatore che include tutti i costi obbligatori e non soltanto il TAN.
Mutui in Italia: quali fattori mantengono competitivo il mercato?
Alla base del buon posizionamento italiano ci sono diversi fattori. Il mercato è caratterizzato da una forte concorrenza tra gli istituti di credito, che puntano sui mutui per acquisire nuovi clienti e costruire relazioni di lungo periodo.
A questo si aggiunge un livello di indebitamento delle famiglie storicamente contenuto rispetto alla media europea, che rende il credito immobiliare un segmento considerato solido.
Infine, la netta maggioranza dei mutuatari sceglie il mutuo a tasso fisso, e questo ha spinto le banche a competere soprattutto su questo prodotto.
Proprio per effetto della concorrenza tra gli istituti, a fronte di un buon livello medio, le differenze tra un'offerta e l'altra restano rilevanti in termini di tasso, spese e condizioni accessorie.
Previsioni mutui: come potrebbero evolvere tassi e condizioni
Con la politica monetaria di nuovo in fase restrittiva, i prossimi mesi potrebbero portare un graduale aumento dei tassi. L'effetto si sentirebbe soprattutto sul variabile, più sensibile alle decisioni di Francoforte. Il fisso, legato all'andamento dell'IRS, potrebbe invece risentire delle attese dei mercati sulla durata del nuovo ciclo di rialzi.
Per chi sta per acquistare casa diventa quindi importante non rimandare troppo la scelta, definire con attenzione importo e durata sostenibili e valutare il tipo di tasso più adatto alla propria propensione al rischio.
Il vantaggio dell'Italia rispetto a buona parte d'Europa resta un elemento rassicurante, ma la direzione dei tassi nei prossimi trimestri dipenderà soprattutto dalle future mosse economiche.
Saverio Fenza / Consulente mutui, prestiti e cessione del quinto