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Nella coltivazione fuori suolo, una parte della soluzione nutritiva distribuita alle piante può essere recuperata attrav...
16/09/2026

Nella coltivazione fuori suolo, una parte della soluzione nutritiva distribuita alle piante può essere recuperata attraverso la raccolta del drenaggio.
A
nalizzarla, correggerla e, quando possibile, reintrodurla nel ciclo produttivo permette di:
utilizzare meglio l'acqua
ridurre la dispersione di nutrienti
ottenere nuove informazioni sulla zona radicale
costruire sistemi produttivi più circolari

È un passaggio importante: dall'irrigazione come semplice distribuzione d'acqua alla gestione completa del ciclo idrico.
Famidan integra sistemi di irrigazione, fertirrigazione, raccolta e recircolazione del drenaggio, filtrazione e tecnologie di monitoraggio per sviluppare soluzioni sempre più efficienti per la coltivazione fuori suolo.
Abbiamo approfondito questo tema nel nuovo articolo pubblicato su Agroconsulenze.com.
Il futuro dell'efficienza idrica potrebbe essere anche nel recupero di ciò che abbiamo già utilizzato.

https://www.agroconsulenze.com/post/recircolo-dell-acqua-nella-coltivazione-fuori-suolo-la-nuova-frontiera-dell-efficienza

🐝 SENZA UNA BUONA IMPOLLINAZIONE NON C'È UNA BUONA PRODUZIONE.Api e bombi sono fondamentali.Ma oggi possiamo utilizzare ...
15/09/2026

🐝 SENZA UNA BUONA IMPOLLINAZIONE NON C'È UNA BUONA PRODUZIONE.

Api e bombi sono fondamentali.

Ma oggi possiamo utilizzare anche dati e tecnologia per comprendere meglio ciò che accade durante la fioritura.

Secondo voi, la tecnologia cambierà il modo in cui gestiamo l'impollinazione?

Agrivoltaico: a Lovatens un nuovo passo verso l’agricoltura del futuroL’agrivoltaico sta entrando in una nuova fase. Da ...
15/09/2026

Agrivoltaico: a Lovatens un nuovo passo verso l’agricoltura del futuro

L’agrivoltaico sta entrando in una nuova fase. Da tecnologia sperimentale e ancora poco conosciuta, sta progressivamente diventando una soluzione concreta per affrontare alcune delle principali sfide che l’agricoltura dovrà gestire nei prossimi anni.

Un esempio significativo arriva dalla Svizzera, dove il 9 settembre 2026 è stato inaugurato a Lovatens, nel Canton Vaud, il più grande impianto agrivoltaico realizzato finora nel Paese.

Il progetto interessa una superficie di 1,8 ettari coltivata a mirtilli biologici e integra 5.220 pannelli fotovoltaici, installati su una struttura appositamente progettata per consentire la prosecuzione delle normali attività agricole. La produzione prevista è di circa 2.400 MWh di energia rinnovabile all’anno, equivalente al consumo annuale di circa 955 famiglie.

Ma il vero interesse di Lovatens non riguarda soltanto la quantità di energia prodotta.

# # # Agricoltura ed energia sulla stessa superficie

Il principio dell’agrivoltaico è quello di integrare produzione agricola e produzione energetica sulla stessa superficie, progettando l’impianto in funzione delle esigenze della coltura.

Questo rappresenta un'evoluzione importante rispetto a una semplice installazione fotovoltaica su terreno agricolo.

I pannelli possono infatti diventare parte integrante dell’infrastruttura agricola, contribuendo non solo alla produzione di energia, ma anche alla protezione delle colture e alla gestione di condizioni climatiche sempre più difficili.

Nel caso di Lovatens, la struttura è stata progettata specificamente per la coltivazione dei mirtilli. I pannelli, installati a circa 3,2 metri di altezza, permettono all’agricoltore di continuare a utilizzare le proprie macchine e le normali modalità di gestione dell’impianto. Allo stesso tempo, la struttura offre una protezione contro grandine, gelate, forti piogge e periodi di caldo intenso.

# # # Una risposta ai cambiamenti climatici

Negli ultimi anni il clima è diventato una delle variabili più difficili da gestire per molte aziende agricole.

Temperature elevate, siccità, grandinate, gelate tardive e precipitazioni intense possono compromettere una produzione nel giro di poche ore o aumentare significativamente i costi necessari per proteggere le colture.

Per produzioni ad alto valore, come i piccoli frutti, il problema è ancora più evidente. Non è sufficiente ottenere una buona quantità di prodotto: è necessario mantenere elevati standard qualitativi e garantire continuità nella produzione.

L’esperienza di Lovatens è interessante proprio sotto questo punto di vista.

Durante l’estate 2026, caratterizzata da episodi di forte caldo, i mirtilli coltivati sotto la struttura agrivoltaica hanno beneficiato di condizioni più favorevoli rispetto alle colture maggiormente esposte, limitando fenomeni come bruciature, disidratazione e arresto della crescita.

L’agrivoltaico può quindi diventare anche uno strumento di **adattamento climatico**.

# # # Non solo pannelli: una nuova infrastruttura agricola

Uno degli aspetti più interessanti dell’evoluzione dell’agrivoltaico è proprio questo cambio di prospettiva.

La struttura non deve essere vista semplicemente come un sistema fotovoltaico installato sopra una coltura. Può diventare una vera infrastruttura agricola, progettata per interagire con il microclima della coltivazione.

La quantità di luce, l’ombreggiamento, la ventilazione, la gestione dell’acqua e la protezione dagli eventi meteorologici devono essere valutati insieme.

Questo significa che non esiste necessariamente un unico modello di agrivoltaico.

Una struttura destinata ai mirtilli avrà esigenze diverse rispetto a un impianto per orticole, vite, piccoli frutti o altre colture. Altezza, disposizione dei pannelli, percentuale di copertura e gestione della luce devono essere adattate alle caratteristiche della coltura e alle condizioni del territorio.

La progettazione agronomica diventa quindi importante quanto quella energetica.

# # # Il possibile ruolo nella gestione dell’acqua

Anche l’acqua rappresenta una delle principali sfide per l’agricoltura del futuro.

L’aumento delle temperature e della domanda evaporativa può rendere più complessa la gestione dell’irrigazione, soprattutto nelle aree dove la disponibilità idrica è limitata.

Un sistema agrivoltaico correttamente progettato può modificare le condizioni microclimatiche all’interno della coltivazione e ridurre l’esposizione diretta nei momenti di maggiore stress.

Questo non significa automaticamente che ogni impianto permetterà di ridurre i consumi idrici. Il risultato dipende dalla coltura, dal clima, dal substrato o terreno, dalla gestione dell’irrigazione e dal livello di ombreggiamento.

Proprio per questo sarà sempre più importante affiancare la tecnologia a sistemi di monitoraggio e gestione agronomica basati sui dati.

# # # Dalla sperimentazione alla scala commerciale

Lovatens rappresenta un passaggio significativo anche per un altro motivo.

L’impianto dimostra che l’agrivoltaico può essere sviluppato su una scala compatibile con un’azienda agricola professionale, mantenendo la possibilità di svolgere le normali operazioni colturali.

I 5.220 pannelli installati a Lovatens coprono una superficie di 1,8 ettari di mirtilli e sono integrati in una struttura che consente la continuità delle attività agricole.

Questo tipo di progetto mostra come il settore stia progressivamente passando dai test sperimentali alla ricerca di modelli commercialmente ed economicamente sostenibili.

La sfida dei prossimi anni sarà capire quali colture e quali territori possano ottenere i maggiori benefici da questa tecnologia.

# # # Un modello da studiare, non necessariamente da replicare

L’agrivoltaico non rappresenta una soluzione universale.

Non tutti i terreni sono adatti, non tutte le colture rispondono nello stesso modo e non tutti i progetti possono garantire gli stessi risultati.

Per questo sarà fondamentale valutare ogni intervento considerando contemporaneamente aspetti agronomici, energetici, economici e ambientali.

L’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente massimizzare la produzione di energia, ma trovare il migliore equilibrio possibile tra produzione agricola, protezione delle colture e produzione energetica.

È proprio questa integrazione a rappresentare il vero potenziale dell’agrivoltaico.

# # # L’agricoltura del futuro sarà sempre più integrata

Il progetto di Lovatens mostra una possibile direzione per l’agricoltura dei prossimi anni: utilizzare la tecnologia non soltanto per aumentare l’efficienza produttiva, ma anche per rendere le aziende più resilienti di fronte ai cambiamenti climatici.

Produzione agricola ed energia rinnovabile possono quindi convivere sulla stessa superficie, creando nuove possibilità per gli agricoltori e contribuendo contemporaneamente alla transizione energetica.

Il valore di Lovatens non sta soltanto nei suoi numeri, ma soprattutto nel fatto che rappresenta un esempio concreto di questa evoluzione.

L’agrivoltaico sta passando dalla domanda **“possiamo produrre energia sopra una coltura?”** a una domanda molto più interessante:

**“come possiamo progettare una struttura energetica che migliori, o almeno supporti, il sistema agricolo?”**

È probabilmente da questa domanda che nasceranno i prossimi sviluppi della tecnologia.

IRRIGAZIONE 💧🫐 QUANTA ACQUA SERVE DAVVERO A UNA PIANTA DI MIRTILLO?Non esiste una risposta valida per tutti.Dipende da:💧...
11/09/2026

IRRIGAZIONE 💧

🫐 QUANTA ACQUA SERVE DAVVERO A UNA PIANTA DI MIRTILLO?

Non esiste una risposta valida per tutti.

Dipende da:

💧 clima
🌱 età della pianta
🪴 substrato
☀️ temperatura
🌬️ vento
📈 fase vegetativa

L'irrigazione “a occhio” può diventare costosa.

👇 Quale sistema utilizzate nella vostra azienda?

Il sottofila è una delle sfide quotidiane della coltivazione professionale del mirtillo.Infestanti, costi di manodopera,...
10/09/2026

Il sottofila è una delle sfide quotidiane della coltivazione professionale del mirtillo.

Infestanti, costi di manodopera, necessità di interventi ripetuti e crescente attenzione alla riduzione degli input chimici stanno spingendo i produttori a cercare soluzioni sempre più efficienti.

La meccanizzazione può giocare un ruolo importante.

Ma non si tratta semplicemente di lavorare più velocemente: nel mirtillo servono precisione, controllo e macchine adeguate alle caratteristiche dell'impianto.

BFM Italy sviluppa macchine per le lavorazioni interfilari e sottofila, con soluzioni configurabili per diverse colture e condizioni operative.

Abbiamo approfondito il tema nel nuovo articolo pubblicato su Agroconsulenze.com.

https://www.agroconsulenze.com/post/il-sottofila-una-sfida-da-meccanizzare-efficienza-e-sostenibilit%C3%A0-nella-coltivazione-del-mirtillo

Dalla gestione del sottofila può partire una parte importante dell'efficienza aziendale.

🫐 LA VARIETÀ PERFETTA NON ESISTE. Esiste la varietà più adatta a: 📍 una zona 🌡️ un clima 🛒 un mercato 👨‍🌾 un sistema pro...
10/09/2026

🫐 LA VARIETÀ PERFETTA NON ESISTE.

Esiste la varietà più adatta a:
📍 una zona
🌡️ un clima
🛒 un mercato
👨‍🌾 un sistema produttivo
Qual è la varietà di mirtillo che state coltivando o che vi interessa maggiormente?

Nella coltivazione del mirtillo, l'innovazione non parte sempre dalla parte visibile della pianta.Spesso parte dalle rad...
09/09/2026

Nella coltivazione del mirtillo, l'innovazione non parte sempre dalla parte visibile della pianta.

Spesso parte dalle radici.

Nel fuori suolo, il substrato rappresenta l'ambiente nel quale la pianta deve trovare il giusto equilibrio tra acqua, ossigeno, drenaggio e disponibilità di nutrienti.

Per questo la scelta del substrato non è un semplice dettaglio tecnico, ma una decisione che può influenzare la gestione dell'intero impianto.

Con oltre 30 anni di esperienza nel settore del fuori suolo, Ageon sviluppa e propone substrati a base di cocco in diverse miscele e configurazioni, insieme a servizi di supporto agronomico.

Per il mirtillo, costruire una zona radicale efficiente significa creare le condizioni per una coltivazione più controllabile, uniforme e produttiva.

Abbiamo approfondito questo tema nel nuovo articolo pubblicato su Agroconsulenze.com.

https://www.agroconsulenze.com/post/il-substrato-che-fa-la-differenza-quando-la-radice-diventa-il-punto-di-partenza-della-produttivit%C3%A0

🌱 Dalle radici parte la produttività.

Quale di questi fattori è più importante per un nuovo impianto? A. La varietà B. Il clima C. L'acqua D. Il mercato La ri...
08/09/2026

Quale di questi fattori è più importante per un nuovo impianto?
A. La varietà
B. Il clima
C. L'acqua
D. Il mercato

La risposta è: tutti e quattro. Ma secondo voi, quale dovrebbe essere analizzato per primo? 👇 Commentate A, B, C o D.

🫐 Una domanda ai nostri follower:Qual è l'argomento che vi interessa maggiormente?1️⃣ Coltivazione2️⃣ Nuove varietà3️⃣ T...
04/09/2026

🫐 Una domanda ai nostri follower:

Qual è l'argomento che vi interessa maggiormente?

1️⃣ Coltivazione
2️⃣ Nuove varietà
3️⃣ Tecnologie
4️⃣ Irrigazione
5️⃣ Mercato e prezzi
6️⃣ Commercializzazione
7️⃣ Nuovi impianti

👇 Scrivetelo nei commenti.

Il futuro del mirtillo sarà sempre più internazionale.Il settore del blueberry sta cambiando rapidamente: nuovi Paesi pr...
03/09/2026

Il futuro del mirtillo sarà sempre più internazionale.
Il settore del blueberry sta cambiando rapidamente: nuovi Paesi produttori, nuove tecnologie, nuove varietà e mercati in continua evoluzione stanno ridisegnando gli equilibri della filiera.
In questo scenario, il confronto internazionale diventa fondamentale.

FreshPlaza ha dedicato un articolo alla Terza Conferenza Europea & Paesi Emergenti sulla Coltivazione del Mirtillo, in programma a Milano il 27 gennaio 2027.
Un appuntamento che metterà a confronto produttori, tecnici, aziende, buyer e operatori provenienti da diverse realtà del settore, con particolare attenzione ai Paesi emergenti e al crescente ruolo dell'Egitto.

Tra i protagonisti della conferenza ci sarà Sebastian Ochoa, con un approfondimento sulle moderne strategie di coltivazione del mirtillo.

Perché conoscere ciò che sta accadendo nei nuovi Paesi produttori significa anche capire dove sta andando il mercato del blueberry.

Leggi l'articolo completo pubblicato da FreshPlaza e scopri tutti i dettagli della prossima conferenza.

https://www.freshplaza.it/article/9868191/terza-conferenza-europea-paesi-emergenti-sulla-coltivazione-del-mirtillo/?utm_medium=email

Indirizzo

Via Sasseto 1289/D
Fanano
41021

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