11/08/2026
La classifica delle aziende italiane quotate più grandi al mondo racconta una storia precisa: l’Italia è un Paese di banche, energia e lusso.
In testa c’è UniCredit con $146 miliardi di capitalizzazione. Il sorpasso su Intesa Sanpaolo - consumato nel 2024 sotto la guida di Andrea Orcel - si è ormai consolidato in un vantaggio strutturale. Insieme, le prime due banche italiane valgono quasi $285 miliardi: più di Enel e Eni messe insieme.
Il settore finanziario domina la classifica con almeno 12 aziende tra le prime 40: banche, assicuratori, asset manager. Da Generali (5ª, $77 mld) a Mediobanca, da FinecoBank a Mediobanca a Unipol, la raccolta e il risparmio italiani godono di una salute che i mercati continuano a premiare.
L’energia è la seconda colonna portante. Enel (3ª, $113 mld), Eni (4ª, $79 mld), poi Terna, Snam, A2A, Italgas, Edison, Hera: otto aziende su quaranta operano nelle infrastrutture energetiche o nella transizione verde. L’Europa che reinveste su reti e rinnovabili passa quasi sempre da aziende italiane.
Il vero jolly è il lusso: Ferrari vale $71 miliardi ed è sesta in classifica assoluta, davanti a colossi delle utility e alla maggior parte delle banche. Moncler, Prada e Brunello Cucinelli completano un poker che conferma come il Made in Italy premium resista ai cicli economici meglio di molti altri settori.
La novità dell’anno è Bending Spoons: la software company milanese si è quotata al Nasdaq a luglio, balzando subito tra le prime 15 aziende italiane per valore. È la prima tech company italiana di consumo a sbarcare sui mercati americani. Un segnale, non ancora una tendenza, ma da seguire.
Infine Prysmian (7ª, $42 mld): forse l’azienda italiana meno conosciuta al grande pubblico, eppure tra le prime 10. La corsa globale ai cavi sottomarini e alla connettività la sta trasformando in una delle storie di crescita più interessanti d’Europa.
Dati: Companies by market cap