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Chi lavora nelle vendite, nello sviluppo commerciale o, più in generale, nell’incontro tra domanda e offerta, conosce be...
05/06/2026

Chi lavora nelle vendite, nello sviluppo commerciale o, più in generale, nell’incontro tra domanda e offerta, conosce bene questa sensazione.

Dedichi tempo ad ascoltare, analizzare, creare connessioni, costruire opportunità. Metti insieme persone, aziende, competenze e possibilità che, sulla carta, sembrano perfette.

Poi, all’improvviso, tutto si ferma.

A volte per l’indecisione di un cliente. Altre volte vieni derubato di ciò che hai portato…”tanto sono solo numeri di telefono o mail….
Altre volte (e può sembrare incredibile ) vieni bloccato per l’indecisione del fornitore…qualche mese fa ho perso due opportunità con ordini in mano perché “il fornitore stava bene così” ed ho deciso che sarebbero state le ultime, non avevo applicato su di me le stesse analisi che di solito propongo ai miei clienti.

Perché crescere significa anche mettersi in gioco, uscire dalla zona di comfort, accettare il cambiamento. E non tutti sono pronti a farlo, nemmeno quando hanno davanti un’opportunità concreta.

È frustrante? Certamente.

Ma ogni esperienza insegna qualcosa.

Negli anni ho imparato a diventare sempre più selettiva. Così come analizzo opportunità, rischi e fattibilità per i miei clienti, oggi lo faccio anche per me stessa.

Perché il tempo è una risorsa preziosa e va investito dove esistono reale volontà, visione e possibilità di creare valore.

Se hai ricevuto una proposta commerciale, una partnership, un progetto o un’opportunità e vuoi capire PRIMA se può avere senso approfondirla oppure se rischia di trasformarsi in una perdita di tempo, contattami.

Ti offrirò una prima consulenza gratuita per valutare insieme punti di forza, criticità e potenziale reale dell’iniziativa.

Poi, se vorrai approfondire, potremo costruire un percorso più strutturato.

Meglio investire qualche minuto in un’analisi preventiva che mesi in un progetto destinato a non partire mai.

Scrivimi qui: [email protected]

QUANTI SOLDI PERDONO LE AZIENDE SCEGLIENDO LA PERSONA SBAGLIATA?Non parlo solo di manager.Parlo di consulenti, coach, ad...
30/05/2026

QUANTI SOLDI PERDONO LE AZIENDE SCEGLIENDO LA PERSONA SBAGLIATA?

Non parlo solo di manager.

Parlo di consulenti, coach, advisor, formatori e temporary manager che si vendono benissimo, ma una volta entrati in azienda lasciano più problemi che risultati.

Ecco il mio vademecum anti-fuffa:

1. Chiedi i fallimenti, non i successi
Tutti raccontano i casi vincenti. I professionisti veri sanno spiegare dove hanno sbagliato e cosa hanno imparato.

2. Verifica l’esperienza sul campo
Parlare di leadership è facile. Gestire persone, crisi e decisioni impopolari è un’altra storia.

3. Osserva quanto parlano di sé
I migliori professionisti fanno domande. I migliori venditori fanno monologhi.

4. Chiedi come misureranno il loro impatto
Obiettivi, indicatori e criteri di successo devono essere chiari fin dall’inizio.

5. Guarda cosa succede quando escono dalla stanza
Un professionista lascia autonomia. Un fuffaguru crea dipendenza. La differenza tra un investimento e un costo è tutta qui.

Tu quale di questi 5 punti ritieni il più importante?

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di job hopping: cambiare azienda ogni 12–24 mesi. Un fenomeno reale...
13/05/2026

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di job hopping: cambiare azienda ogni 12–24 mesi.

Un fenomeno reale, diffuso e soprattutto interpretato in modi molto diversi.

Personalmente, non è un approccio che mi rappresenta.
Tuttavia, se vogliamo analizzarlo in modo razionale e oggettivo, la questione è più sfumata di quanto sembri.

Come lo vedono i selezionatori (HR)?

Nella maggior parte dei casi, una permanenza breve in più aziende accende qualche campanello:

• Possibile instabilità o difficoltà a mantenere continuità
• Dubbi sulla capacità di integrarsi nei team
• Percezione di un approccio “mordi e fuggi”
• Rischio di non aver mai espresso pienamente il proprio potenziale (un anno spesso coincide ancora con la fase di onboarding)

Perché sempre più professionisti lo fanno?

Dall’altra parte, i dati e la pratica raccontano anche altro:

• Crescita salariale più rapida (spesso superiore rispetto agli aumenti interni)
• Apprendimento accelerato grazie a contesti diversi
• Sviluppo di una forte capacità di adattamento
• Ricerca attiva di ambienti più stimolanti o sostenibili

Come si può convincere un HR a non vedere negativamente questo aspetto?

• Spiegare i cambiamenti come scelte strategiche
• Evidenziare risultati concreti ottenuti in tempi brevi
• Dimostrare coerenza nel proprio percorso

In sintesi…il job hopping è un’arma a doppio taglio: può rappresentare ambizione e crescita… oppure mancanza di continuità.
Dipende dal contesto, dal settore, da come si costruisce il proprio racconto professionale ma soprattutto dalla CREDIBILITÀ della persona.

E tu come lo vedi? Opportunità o segnale di rischio?

ANCHE SE NON ME LO CHIEDI, SONO IO CHE INSISTO PER MOSTRARTI ANALISI, STUDI E COMPETENZE: È COSÌ CHE LAVORO.In un mondo ...
13/05/2026

ANCHE SE NON ME LO CHIEDI, SONO IO CHE INSISTO PER MOSTRARTI ANALISI, STUDI E COMPETENZE: È COSÌ CHE LAVORO.

In un mondo pieno di “venditori di fumo” e di chi sa vendersi bene (ed è comunque un’arte), la vera differenza resta una: la fiducia.

E la fiducia, per chi fa consulenza, non si costruisce con le parole.
Si costruisce con i fatti.

I nostri curriculum e le nostre referenze parlano per noi, ma ancora di più parlano i risultati sul campo. Non ho mai trovato clienti “pubblicizzandomi”: il mio lavoro è sempre arrivato da passaparola o da persone che mi hanno vista lavorare davvero.

In questi giorni sono in Croazia, impegnata in un progetto di business development e di cambiamento del modello distributivo in una realtà importante. Il mio interlocutore mi conosce già, sa come lavoro.
Eppure sono arrivata comunque con analisi, dati, scenari.

Perché è così che faccio sempre.

La settimana scorsa ho incontrato una startup italiana, parte di una multinazionale tedesca. Anche lì: pre-analisi di settore e valutazione di fattibilità già pronte al tavolo.

Puoi raccontarti bene quanto vuoi.
Ma quando dimostri che non c’è fuffa — solo conoscenza, competenza e uso corretto degli strumenti — allora la fiducia non è più in discussione.

E a quel punto cambia tutto.

Noi consulenti lavoriamo con la serenità di essere stati scelti per ciò che sappiamo fare, non per come ci raccontiamo.
Clienti e partner prendono decisioni basate su elementi concreti, non su percezioni.

Risultati NoFuffa

Oggi sono intervenuta a un talk in cui si affrontava un tema tanto sottile quanto determinante: l’ELEGANZA…dei modi più ...
30/04/2026

Oggi sono intervenuta a un talk in cui si affrontava un tema tanto sottile quanto determinante: l’ELEGANZA…dei modi più che relativa al fashion, non quella estetica ma quella professionale.
Quella che si riconosce nel modo in cui una persona si espone, costruisce relazioni, si avvicina a nuove opportunità.

Perché è vero: ambizione e intraprendenza sono qualità fondamentali ma, troppo spesso, vengono fraintese e trasformate in atteggiamenti che risultano aggressivi, invadenti, talvolta poco rispettosi.

Si incontrano professionisti, anche competenti e determinati, che cercano spazio “sgomitando”, entrando in contesti senza misura, forzando dinamiche relazionali o cercando scorciatoie.
Ed è proprio in quei momenti che emerge ciò che manca davvero.

Manca l’ELEGANZA.

E quando viene meno, il segnale è immediato:
la percezione che si trasmette è quella di una professionalità fragile.
In alcuni casi, si sfiora persino un senso di urgenza eccessiva, che rischia di compromettere la credibilità.

Si passa così dall’essere professionisti che scelgono con chi lavorare, a sembrare persone che devono adattarsi a qualsiasi occasione.

L’aspetto più delicato è che spesso tutto questo accade senza piena consapevolezza.

Una frase costruita per piacere, se non accolta, non significa che non sia stata compresa.
Un approccio forzato viene percepito chiaramente e ciò che si crede “strategico” o “furbo” raramente lo è davvero.

Semplicemente, dall’altra parte può esserci qualcuno che decide di non entrare in quella dinamica…non per mancanza di comprensione, ma per scelta. Per ELEGANZA.

Cold Reading nelle vendite, manipolazione o competenza evoluta?Nel mondo commerciale si parla spesso di prezzo, prodotto...
21/04/2026

Cold Reading nelle vendite, manipolazione o competenza evoluta?

Nel mondo commerciale si parla spesso di prezzo, prodotto, marginalità, ma la verità è più semplice e anche più scomoda, le persone comprano da chi sentono vicino, non da chi parla meglio.

Prima ancora di qualsiasi proposta esiste una fase che molti sottovalutano, capire davvero chi hai davanti.

Qui entra in gioco il Cold Reading, una competenza spesso fraintesa, non si tratta di indovinare o manipolare, ma di leggere rapidamente segnali, contesto, comportamento e comunicazione per costruire una connessione autentica in tempi brevi.

Chi lavora nelle vendite da anni conosce già il linguaggio del corpo, la comunicazione non verbale e le leve psicologiche, il Cold Reading aggiunge un livello ulteriore perché trasforma osservazione e ascolto in sintonia reale.

E senza sintonia il prezzo diventa un problema, il valore non passa e la trattativa si irrigidisce, mentre quando la connessione è quella giusta il cliente si apre, emergono i bisogni reali e la vendita diventa una conseguenza, non una forzatura.

C’è però un punto fondamentale che non si può ignorare, se non sei autentico vieni percepito in pochi secondi.

Per questo nelle formazioni RXT TRADING COMPANY & CONSULTING il Cold Reading non viene mai presentato come una tecnica per convincere, ma come uno strumento per mettersi davvero a disposizione del cliente

Perché un professionista di alto livello non cerca scorciatoie, cerca comprensione, relazione e fiducia, tutto il resto arriva dopo.

Nelle tue trattative quanto tempo dedichi davvero a capire chi hai davanti prima di parlare di offerta?

Oggi postiamo un articolo dalla rubrica informativa dell’ Avvocato Roberto Finocchiaro che interessa i ruoli manageriali...
26/03/2026

Oggi postiamo un articolo dalla rubrica informativa dell’ Avvocato Roberto Finocchiaro che interessa i ruoli manageriali.

Patto di Prova: per i manager basta la determinabilità delle mansioni

⚖️Con la sentenza n. 244/2026, la Corte d’Appello di Brescia delinea i contorni di validità del patto di prova per le figure apicali.

👨🏻‍⚖️Secondo la Corte, non è necessaria una descrizione analitica delle mansioni, essendo sufficiente la loro “determinabilità”.
Il patto è valido se le attività sono desumibili da:
• Qualifica contrattuale (nel caso, “Marketing and Communication Manager”);
• Livello di inquadramento (VIII livello CCNL);
• Contesto professionale di riferimento.

📝Un elemento chiave valorizzato dai giudici è l’esperienza pregressa del lavoratore, che presuppone la conoscenza del ruolo.

✔️Questa decisione si pone in contrasto con un’interpretazione più rigida, che richiede una specificazione puntuale dei compiti.

📜La Corte ha riformato la sentenza di primo grado, che aveva annullato il patto per genericità, riconoscendo invece la legittimità del recesso per mancato superamento della prova.

📌Il principio è che per i ruoli intellettuali e manageriali, la specificità del patto di prova si misura sulla riconoscibilità del ruolo e non su un elenco dettagliato di compiti.

Cambiare settore?Per molti è ancora considerato una specie di crimine professionale.Come se il valore di un manager foss...
10/03/2026

Cambiare settore?
Per molti è ancora considerato una specie di crimine professionale.
Come se il valore di un manager fosse appeso a un cartellino invisibile con scritto: “maneggiare solo nel reparto di provenienza”.

C’è un tema che torna spesso quando si parla di carriera manageriale: cambiare settore sì o no?

Molti sono convinti che il valore di una persona stia soprattutto nel rimanere nello stesso settore.
Perché lì hai i contatti, conosci le dinamiche, sai già come si muove il mercato.

Tutto vero.

Ma c’è una cosa che spesso ci dimentichiamo: anche nel settore in cui oggi sei esperto, un giorno non sapevi nulla.

Io, per esempio, ho iniziato in un’azienda che faceva un mix piuttosto curioso:
50% bici, 30% automotive e 20% prima infanzia.

Non avevo esattamente un manuale.
Mi ritrovavo a girare tra gli scaffali di Decathlon, Bimbo Store e Norauto a fare rilevazione prezzi per cercare di capire come funzionavano quei mercati.

Si parte sempre così: osservando, studiando, facendo domande e collegando i puntini.

Per questo mi chiedo se il tema non sia posto nel modo sbagliato.

Il valore di un manager dipende dal settore che conosce… o dal metodo che ha sviluppato per capire velocemente un contesto, costruire relazioni e generare risultati?

Perché alla fine i contatti aiutano, certo.
Conoscere le dinamiche di un mercato accelera molte cose.

Ma il vero differenziale è il metodo:
la capacità di leggere un contesto, fare le domande giuste, individuare le leve e muoversi con velocità.

Certo, cambiare settore significa rimettersi in gioco.
Studiare, ascoltare, guadagnarsi credibilità.

Ma se il valore di un manager dipende solo dal mercato in cui è cresciuto, allora forse non stiamo parlando di managerialità.
Stiamo parlando semplicemente di familiarità con un ambiente.

Sono curioso di sapere cosa ne pensate.

Un manager vale di più se resta tutta la vita nello stesso settore, o se riesce a creare valore anche in uno nuovo?

Care aziende, basta.Davvero pensate che un agente solo a provvigione corra come Bolt… per voi?Senza un minimo garantito....
13/02/2026

Care aziende, basta.

Davvero pensate che un agente solo a provvigione corra come Bolt… per voi?
Senza un minimo garantito. Senza copertura spese. Senza uno zoccolo duro di fatturato da cui partire.

Spoiler: no.

Un agente a provvigione pura:
• avrà sempre troppe aziende “in borsa”
• darà priorità a chi gli garantisce marginalità e continuità
• investirà tempo dove vede ritorno certo (non speranza)

E voi?
Vi fareste 12 mesi di telefonate, visite, trasferte, benzina, pranzi, fiere… gratis, sperando che prima o poi qualcosa succeda?
Nel 2026? Con i costi attuali? Dai.

Vedo aziende che:
• perdono tempo a coordinare 15–20 agenti
• fanno call infinite
• rincorrono report che non arrivano
• si lamentano che “non spingono abbastanza”

Non è un problema di motivazione.
È un problema di modello.

Se volete priorità, dovete generare priorità.

Due alternative concrete:
1. Contribuite con un fisso serio che copra le spese e permetta focus reale.
2. Passate un portafoglio iniziale che renda l’agente operativo da subito.

Oppure cambiate approccio.

Investite in business development strutturato.
4 promoter/informatori dedicati, formati, allineati al brand.
Meno dispersione.
Più controllo.
Più dati.
Più ritorno.

Continuare a moltiplicare agenti nella speranza che “uno prima o poi esploda” non è strategia.
È lotteria.

E il mercato non paga le schedine. 🎯

In questi giorni mi sento, senza esagerare, parte della storia.Sto vivendo qualcosa che va oltre la semplice formazione:...
27/01/2026

In questi giorni mi sento, senza esagerare, parte della storia.

Sto vivendo qualcosa che va oltre la semplice formazione: sto prendendo parte a una rivoluzione di cui non vedo l’ora di potervi parlare apertamente.

Per quattro giorni mi trovo all’interno di un’azienda che, lo ammetto, non credevo potesse esistere in Italia.
Un luogo dove visione, tecnologia e concretezza convivono davvero. Nulla che abbiate già visto o di cui abbiate sentito parlare anche se siete pionieri dell’AI.

Qui mi sto formando per quella che, ne sono sempre più convinta, sarà una delle professioni del futuro.

👉 Formazione fa rima con innovazione, evoluzione… ma soprattutto RIVOLUZIONE (segnatevi questa parola).
E questa volta non è uno slogan.

Questo percorso rappresenta il coronamento del master che sto ultimando sull’Intelligenza Artificiale.
Un punto di arrivo che in realtà è solo l’inizio.

Quello che sta prendendo forma…beh, non potete nemmeno immaginarlo.

🔜 Stay tuned.
Presto vi racconterò tutto.
Firmato - Founder

Indirizzo

Via Cavour 35
Este
35042

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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+393477104898

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