13/02/2026
NO, ma proprio NO !
Voterò No al referendum e lo farò a prescindere, anzi, per una motivazione che precede quella strettamente inerente il quesito referendario.
In Italia, come è poco noto, ci sono due tipi di referendum, quello abrogativo di norme o parti di esse in vigore, previsto dall'art 75 della Costituzione, sul quale quando mi tornerà bene vorrò spendere un post per spiegare e rivendicare il diritto all'astensione, e quello confermativo di una legge Costituzionale previsto dall'art 138 della medesima Costituzione.
A fine marzo saremo chiamati ad esprimerci sul secondo tipo di referendum ed è proprio in difesa della Costituzione, ancora prima di interrogarmi sul quesito stesso, che in linea di massima comunque non approvo, che voterò NO.
Per cogliere meglio le mie motivazioni, per chi volesse, è propedeutica la lettura dell'art 138 stesso, scritto dalle madri (poche) e i padri costituenti con una logica, come sempre impeccabile quando si parla di Costituzione, che era questa: la Costituzione non è immodificabile, è "Rigida", cioè serve un percorso preciso e serio, per andarla a modificare, per intervenire sui testi Costituzionali o proporre nuove leggi, un meccanismo che appunto va letto nel suddetto art 138.
Questo è meccanismo, in estrema sintesi, prevede che alla fine i due rami del Parlamento approvino quanto proposto, non con una maggioranza assoluta semplice, quella del 50%+1, ma con maggioranza qualificata dei 2/3, altrimenti, se il testo passa con una maggioranza che non raggiunga tale livello, ma abbia superato il 50, può essere indetto referendum confermativo, si chiede cioè al corpo elettorale cosa ne pensi.
La logica era questa: quando si cambiano le regole deve essere coinvolta anche l'opposizione e la modalità tipo delle "Riforme Costituzionali" è, e sarebbe, quella della votazione in Parlamento con il raggiungimento dei 2/3 e il ricorso al Referendum dovrebbe essere l'estrema ratio per impedire che una opposizione che si rifiutasse di lavorare di concerto con la maggioranza, impedisse che si potessero portare modifiche alla Costituzione o a norme Costituzionali, della serie: noi maggioranza ti coinvolgiamo e vogliamo arrivare ad una riforma nella quale tu opposizione dai il contributo, altrimenti ce la votiamo e sentiamo cosa ne pensa "El pueblo" e non mi pare proprio che in questo caso ci sia stato un tentativo di "scrivere le regole insieme".
Secondo me, già qui si capisce il senso del mio ragionamento, ma prima voglio subito dire questa situazione si deve soprattutto alla sinistra, specie quella moderata, che negli ultimi 25/30 anni ha creato, con leggi elettorali, con riforme Costituzionali, per fortuna fallite, tipo questa, le condizioni per le quali adesso la destra possa iniziare un percorso, perché questo è solo l'inizio, di devastazione della Costituzione a "colpi di maggioranza" della maggioranza, scusate il gioco di parole.
E ciò senza minimamente porsi il tema dei 2/3, del coinvolgimento dell'opposizione, ma vareranno riforme con votazioni vinte con maggioranza assoluta (50%+1) e referendum confermativi che si svolgeranno in un clima nel quale sembra di essere al Derby di Milano, tifosi da una parte e dall'altran con la Riforma in oggetto che diventa un treno di Yuma dove buttare dentro qualunque tema caro alla tifoseria come motivazione per votare SI.
Quindi, nessuno di noi, almeno io, ha davvero gli strumenti per capire questa riforma e in generale una riforma cosi complessa, specie di carattere costituzionale, tanto da poter scegliere con un referendum, ed è per questo che tale tipo di referendum dovrebbe essere una eccezione rarissima, mentre invece, diventerà la regola, dato il clima favorevole al Giorgismo, regola con la quale ridurranno la nostra Costituzione in brandelli.
Quindi, datemi retta, non state troppo a pensare a cosa dica esattamente la riforma ma preoccupatevi della strada che si sta aprendo verso uno stravolgimento della nostra bellissima Carta che non è immodificabile, certo, ma va corretta, dove serva, con cura e con consenso più ampio della metà del Parlamento e la metà dei cittadini, o forse anche meno, dato che non serve quorum e non so in quanti andremo a votare, io vado e voto NO per questo.