Fabio Vanzetti Personal Advisor Widiba

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30/12/2022

Tanti auguri di buon anno a tutti.
"La notte è scesa presto, le sagome dei fantasmi che infestano le trincee sono tornate a farci compagnia mentre imbracciavamo le armi. Una pallida luna illuminava appena i mucchi di terra delle trincee tedesche, simili a tombe, a duecento iarde di distanza. [...] Lo scrigno dei ricordi ci ha trascinati in un incanto di malinconico silenzio. Da qualche parte, in Inghilterra, c’erano camini accesi in stanze confortevoli. Nel mio sogno sentivo le risate e le mille melodie del ritrovo della cena di Natale. Col mantello appesantito dal fango, le mani spaccate e piagate dal freddo, stavo in piedi contro il bordo della trincea, e attraverso uno spiraglio lanciavo sguardi stanchi alle trincee tedesche. [...]

Mentre osservavo il campo ancora sognante, i miei occhi hanno colto un bagliore nell’oscurità. [...] Ho teso le orecchie, rimanendo in ascolto, ed ecco arrivare lungo tutta la nostra linea un saluto mai sentito in questa guerra: «Soldato inglese, soldato inglese, buon Natale! Buon Natale!». Dopo gli auguri quelle voci profonde sono esplose in un invito: «Venite fuori, soldati inglesi, venite qui da noi!». Per un po’ siamo rimasti diffidenti, senza neanche rispondere. Gli ufficiali, temendo un agguato, hanno ordinato agli uomini di restare in silenzio. Ma ormai su e giù per la linea si udivano i soldati rispondere agli auguri del nemico. Come potevamo resistere dall’augurarci buon Natale, anche se subito dopo ci saremmo di nuovo saltati alla gola? Così è cominciato un fitto dialogo con i tedeschi, le mani sempre pronte sui fucili. Sangue e pace, odio e fratellanza: il più strano paradosso della guerra. La notte si vestiva d’alba – una notte allietata dai canti dei tedeschi, dal cinguettio degli ottavini e risate e canti di Natale dalle nostre linee. Non è stato sparato un colpo, eccetto giù alla nostra destra, dov’era al lavoro l’artiglieria francese. [...]

Non c’era più smania di uccidere, ma solo il desiderio di un pugno di semplici soldati (e nessuno è tanto semplice quanto un soldato) che nel giorno di Natale, a ogni costo, si arrivasse a un cessate il fuoco. Ci siamo passati si*****te e scambiati una quantità di piccoli oggetti. Abbiamo scritto i nostri nomi e indirizzi sulle cartoline di servizio, per poi scambiarle con quelle dei tedeschi. Abbiamo strappato i bottoni delle nostre giubbe e avuto in cambio quelli dell’armata imperiale tedesca. Ma il regalo più bello è stato il pudding di Natale. Al sol vederlo gli occhi dei tedeschi si sono spalancati in bramosa meraviglia, e dopo il primo morso erano nostri amici per la vita. Se avessimo avuto abbastanza pudding di Natale, ogni tedesco nelle trincee di fonte a noi si sarebbe arreso.
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Con queste parole il soldato britannico Frederick W. Heath descriveva quanto successe sul fronte occidentale della Prima guerra mondiale nella notte di Natale del 1914. Allo scoppio della guerra molti avevano creduto che il conflitto sarebbe finito in poco tempo e che a Natale i soldati sarebbero stati di ritorno, eppure durante le feste migliaia di uomini erano ancora nelle trincee. Ma sul fronte occidentale accadde qualcosa di impensabile.

19/03/2020

Cari amici buongiorno,
alcune considerazioni sulla crisi finanziaria che sta imperversando sui mercati finanziari in questi giorni:
"Se quella del 2008 fu una crisi di liquidità, quella del 2011 una crisi di volatilità e quella del 2016 una crisi di convessità, la crisi del 2020 è una combinazione dei tre shock precedenti, con queste conseguenze:
1. Le ripetute fluttuazioni dei mercati, la cui frequenza è stata osservata (per esempio, nelle ultime tre settimane, l'indice S&P si è mosso di più del 3% in entrambe le direzioni per 12 volte), rappresentano episodi che difficilmente possono essere catturati dai modelli di risk management. I nostri fondi hanno orizzonti d'investimento a lungo termine e coerentemente gestiti con matrici di rischio costruite su orizzonti a lungo termine che tendono a sottostimare, quindi a sovrastimare, picchi di volatilità così ampi nei rispettivi budget di rischio;
2. Nessun modello è stato in grado di prevedere e di gestire una simile sequenza di shock e la nostra precedente valutazione qualitativa della crisi non aveva previsto un esito di questo tipo. Inoltre le nostre coperture non hanno funzionato come previsto, in particolare sulle valute.
Ora dobbiamo affrontare mercati sensibili che accelerano in discesa così come in salita. Questa convessità pronunciata non ha favorito il nostro stile di gestione "value", ma potrebbe comunque offrire opportunità d'investimento in fasi successive:
1. Le crisi sono innescate da cause diverse, ma evolvono seguendo schemi simili:
• In genere, la volatilità raggiunge l'apice prima che il mercato scenda al minimo;
• La volatilità è un fuoco che deve essere ravvivato quotidianamente;
• Il contagio tra gli asset inizia a livello locale (Hubei), si diffonde a livello regionale (Cina e Corea del Sud) e, infine, a livello globale, per poi attenuarsi successivamente seguendo il percorso inverso (globale/regionale/locale);
• Diversificazione e normalizzazione delle correlazioni fanno ritorno sulla scena prima che gli asset inizino a rimbalzare.
Fase attuale della crisi: è troppo presto per fare qualsiasi previsione affidabile sulla fine dell'attuale crisi per la sanità e la salute delle persone e sulle sue ripercussioni finali sull'economia mondiale; possiamo però affermare con sicurezza che, nonostante non si veda ancora la fine del tunnel, le banche centrali e i governi hanno acceso le prime luci . I mercati hanno messo in dubbio la capacità delle banche centrali di sostenere l'economia, considerando che i recenti interventi della Fed e della BCE non sono ancora riusciti ad arrestare l'ondata di vendite che ha colpito gli asset di rischio. Pensiamo tuttavia che i mercati stiano sottovalutando la potenza di fuoco che verrà messa in campo dalle banche centrali nelle prossime settimane. Potrebbero diventare accessibili strumenti oggi indisponibili, la Banca Popolare Cinese non è ancora intervenuta in modo massiccio e la BCE potrebbe aumentare il limite autoimposto del 33% di asset totali acquistabili per paese. In questo contesto, mentre la crisi sta assumendo i toni di una crisi di liquidità del credito, dovremmo evitare asset che non siano "protetti" dalle banche centrali e mantenere invece gli asset sistematici che saranno sostenuti. . Non va dimenticato che, in genere, questi strumenti liquidi riescono a ritornare al fair value più rapidamente rispetto ad altri asset. Attraverso interventi massicci di bilancio e di sgravio, i governi dovrebbero inoltre alleviare il costo della paralisi economica".......

quindi a breve i mercati dovrebbero ritornare meno volatili e più stabili.... almeno si spera.
Un cordiale saluto a tutti

29/03/2018

Un grande augurio a tutti di una Santa Pasqua

Sede di Fidelity e Londra un bell'incontro con i gestori
13/07/2017

Sede di Fidelity e Londra un bell'incontro con i gestori

08/06/2017
08/06/2017
30/05/2017

Tutti i lunedì dovrebbero iniziare con un regalo per te e per i tuoi amici. Portali in Widiba!

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30/05/2017
22/05/2017
22/05/2017

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