08/09/2026
A fine aprile 2026 le imprese italiane con una copertura contro terremoto e alluvione erano circa 700 mila. Su quattro milioni e mezzo.
Il dato è dell'IVASS. Una su sei.
E parliamo di un obbligo di legge già pienamente in vigore: dal 31 marzo è scattato anche per l'ultimo scaglione, le micro e piccole imprese di turismo, ristorazione, pesca e acquacoltura.
Chi resta scoperto non riceve una multa. Perde l'accesso a contributi, incentivi e agevolazioni pubbliche, e se l'evento arriva se lo paga da solo.
Nel nostro lavoro quotidiano vediamo soprattutto un equivoco: l'imprenditore convinto di essere a posto perché nel multirischio c'è la voce "eventi atmosferici". Non è la stessa cosa. Terremoto, alluvione e frana sono un capitolo a parte, con regole sue — la norma fissa anche un limite allo scoperto, che non può superare il 15% del danno.
C'è poi un motivo per non rimandare. L'ultimo rapporto IVASS racconta un mercato che si sta selezionando: premi e franchigie in salita, tariffe sempre più legate al territorio, in qualche caso contratti non rinnovati. Chi si muove adesso ha più scelta di chi si muoverà dopo il prossimo evento.
Se hai un'azienda e non sai con certezza cosa copre davvero la tua polizza, scrivici: la lettura del contratto la facciamo noi e per te non ha alcun costo. Il nostro compenso arriva dalle compagnie.
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