19/03/2017
Cos’è il sovraindebitamento?
La legge lo definisce come “una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio liquidabile per farvi fronte, nonchè la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni”. In parole più semplice è la situazione in cui il consumatore ha in carico troppi debiti rispetto alle sue possibilità di farvi fronte con il proprio patrimonio a cui si aggiunge l’impossibilità per lo stesso di ripagare con costanza e regolarità le proprie rate.
Possibili rimedi per liberarsi dai debiti
Per risanare questa situazione, la Legge mette a disposizione dei consumatori diversi strumenti che permettono di comporre una crisi da sovraindebitamento, rivolgendosi a un organismo o professionista abilitato come commercialisti, avvocati e notai e successivamente a un tribunale. La procedura permette quindi di sanare le proprie posizioni debitorie, senza necessariamente ripagare interamente i propri debiti. Questo processo porta all’esdebitazione del consumatore che a quel punto potrà ripartire da zero, eliminando di fatto i problemi debitori emersi nel passato.
Per arrivare all’esdebitazione, il consumatore ha tre possibilità:
1) Accordo con i creditori – I creditori devono sottoscrivere un proposta presentata dal consumatore che rappresenti almeno il 60% dei crediti.
2) Piano del consumatore – E’ la procedura solitamente più utilizzata in questi casi, soprattutto per i consumatori che siano persone fisiche e non imprese, con debiti estranei all’attività professionale o imprenditoriale. Per questa procedura, non è necessario l’accordo dei creditori, ma il consumatore dovrà comunque garantire di riuscire a ripagare una quota di debiti maggiore rispetto a quanto i creditori potrebbero ottenere tramite la liquidazione di tutti i beni del consumatore.
Per accedere al piano devono sussistere le seguenti condizioni:
essere un soggetto escluso dalle procedure previste nella legge fallimentare;
non aver già richiesto la procedura nei passati cinque anni;
non aver subito risoluzione, revoca o cessazione degli effetti del piano;
trovarsi in una situazione di sovraindebitamento;
fornire documentazione che descriva accuratamente la situazione economica e patrimoniale.
3) Liquidazione del patrimonio – In caso sia impossibile procedere con il piano del consumatore, sarà necessario liquidare tutti i propri beni eccetto quelli impignorabili. Questa via è accessibile anche in caso sussistano altre procedure concorsuali in essere o se si sia già ricorsi a accordi con i creditori o a piani del consumatore nei precedenti cinque anni.
Ognuna delle tre vie comunque porta all’esdebitazione, con il beneficio per il consumatore di essere liberato dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti.