22/10/2020
Se sei giovane e porti i dreads o vesti in una maniera considerata troppo eccentrica, la SARS ti prende, ti porta via, ti picchia. Se vuoi tornare a casa vivo paghi. Chi non ha soldi solitamente sparisce o finisce in galera. Se sei una donna e a un agente della SARS viene voglia di prenderti, lo stupro è prassi. Se si sono divertiti abbastanza forse ti lasciano viva, ma se vuoi tornare a casa, paghi. Se hai una macchina costosa, o semplicemente possiedi qualcosa che a un agente della SARS può piacere, lui o loro te la prendono, ti picchiano e ti sequestrano. Se sei omosessuale e loro ti beccano a fare cose da omosessuale come vivere o amare o anche solo esprimerti, loro ti prendono, ti picchiano, ti stu*prano e ti amma*zano. In questo caso i soldi non sempre bastano a farti tornare vivo, ma se ce li hai e paghi è meglio.
La Nigeria è un Paese ricco, un Paese che ha sempre promosso un capitalismo brutale a discapito di una popolazione che viene mantenuta in uno stato di cattività assoluta. Solo chi è disposto a cacciare soldi per qualsiasi cosa riesce a uscire vivo da un sistema simile, ed è con questa mentalità criminale che negli anni ’90 è nata la SARS (special antiy robber squad).
Ufficialmente la SARS è un corpo di polizia speciale nato per contrastare la microcriminalità; in realtà quest’ultimo, che nel suo acronimo riesce bene a riassumere la sua natura infettiva, è l’essenza primordiale e più pura di una certa cultura politica nigeriana. Che è sempre stata Predatoria. Arraffona. Filo- europea e filo-americana. Omofoba. Classista. Maschilista. Conservatrice. Capitalista, nella sua accezione più tragica e feroce.
L’11 Ottobre la Forza di Polizia Nigeriana ha annunciato che avrebbe sciolto la SARS ma come previsto, la promessa non è mai stata mantenuta, fino a che non si arriva al 20 Ottobre, la Strage di Lekki.
Una folla di persone si concentra attorno al casello autostradale di Lekki, cittadina nello stato di Lagos. I manifestanti sono soprattutto ragazze e ragazzi, uniche armi, una voce e delle braccia che da ben due settimane mostrano al Mondo intero di non avere paura dei proiettili, della violenza, degli st*upri. Hanno in mano cartelli e bandiere.