17/07/2026
Dal 2027 la percentuale di garanzia pubblica potrebbe cambiare in base alla rischiosità dell’impresa.
Oggi il Fondo di garanzia prevede, in via generale, una copertura del 50% per i finanziamenti destinati alla liquidità e dell’80% per quelli legati agli investimenti. Queste regole restano valide per tutto il 2026.
Lo schema presentato dal MIMIT alle associazioni imprenditoriali propone invece di tornare alle coperture differenziate.
Per comprendere l’effetto pratico, immaginiamo due imprese che richiedano un finanziamento per liquidità.
Un’impresa collocata nella fascia 1, considerata meno rischiosa, potrebbe ricevere una copertura pubblica del 40%.
Un’impresa in fascia 4 potrebbe arrivare al 70%.
Questo può sembrare un paradosso, ma la finalità del Fondo non è premiare le imprese più solide. È intervenire soprattutto dove il mercato presenta maggiori difficoltà nell’erogazione del credito.
C’è però un punto da non confondere.
Il 70% di garanzia non equivale al 70% di probabilità di ottenere il finanziamento.
La banca dovrà comunque verificare che l’impresa sia in grado di rimborsare il debito. Una garanzia pubblica può mitigare il rischio, ma non può compensare:
flussi di cassa insufficienti;
rate non sostenibili;
sconfinamenti ricorrenti;
una Centrale Rischi problematica;
un investimento privo di prospettive credibili.
Per investimenti, Nuova Sabatini, startup, nuove imprese, microcredito e alcune operazioni di importo ridotto, la copertura dovrebbe restare all’80%. Lo schema, tuttavia, non è ancora definitivo.
Prima di presentare una richiesta alla banca, la domanda corretta non è soltanto: “Quale garanzia posso ottenere?”
È anche: “Quale capacità di rimborso mostrano oggi i miei numeri?”
Fonte: Il Sole 24 Ore, 17 luglio 2026, pagina 22; MIMIT e Fondo di garanzia per le PMI.