MPD mutui

MPD mutui Trattiamo MUTUI:
ACQUISTO-LIQUIDITA'-SURROGA-RIFINANZIAMENTO

31/12/2025

In questo Nuovo Anno
Vi auguro di essere così folli da
aver fiducia nel prossimo nonostante
le ingiustizie subite.
Vi auguro di essere così caparbi
da lottare per i vostri sogni più intimi
quelli per cui si spera una vita.
Vi auguro di impegnarvi in ogni cosa come se da essa
dipendesse la vostra intera vita.
Vi auguro di essere svegli
così tanto da vivere nell’istante che state vivendo
per trarne gioia, forza ed energia.

Buon 2026🍾🍾🍾

Prima di richiedere un Prestito, fermati a riflettere bene su quale possa essere la forma di Finanziamento più adatta al...
31/05/2022

Prima di richiedere un Prestito, fermati a riflettere bene su quale possa essere la forma di Finanziamento più adatta alle tue esigenze
e che possa garantirti una giusta condizione economica. Con una rata leggera potresti riuscire ad ottenere la liquidità necessaria, senza dover andare incontro a un’insostenibilità di pagamento nel rimborso. Le forme di Prestito più diffuse sono la Cessione del Quinto e il Prestito Personale, queste tipologie di Finanziamento sono senza alcun vincolo di acquisto di un bene o di un servizio specifico. Sicuramente ti starai chiedendo se è meglio una Cessione del Quinto o un Prestito Personale, scopriamolo subito.
Come funziona un Prestito Personale?
I Prestiti Personali sono forme di Prestito non finalizzato. Questi finanziamenti non vengono direttamente collegati all’acquisto di un bene o di un servizio e permettono di ottenere liquidità senza specificare il motivo. Una volta ottenuto il Prestito Personale, l’ente finanziario (la banca o la finanziaria) versa la somma all’intestatario del prestito che si impegna a restituirla mensilmente con le rate del prestito entro il periodo stabilito.Per tutelarsi dal rischio di insolvenza da parte del cliente, la Banca o la Finanziaria potrebbero richiedere delle garanzie aggiuntive come ad esempio la fideiussione (Prestito con Garante) e/o una polizza assicurativa qualora l’affidabilità creditizia del consumatore fosse scarsa come forma di tutela.
In breve i vantaggi del Prestito Personale sono:
Tempi di erogazione in 48h;
Rata e tasso fisso;
Erogazione senza motivazione.
Chi può richiedere un Prestito Personale?
Per ottenere un Prestito di questo tipo è necessario essere in possesso dei requisiti richiesti per un Prestito Personale. Ogni istituto di credito prevede specifici criteri per la valutazione della domanda di prestito che devono rientrare nelle direttive disposte dalla Banca d’Italia. Di norma, per richiedere un prestito personale il richiedente deve:
Avere un’età compresa tra i 18 e i 70 anni;
Avere una buona reputazione creditizia;
Avere una capacità di rimborso compatibile con tutte le altre spese mensili (affitto, bollette, rate di altri finanziamenti in corso, ecc.).
Come funziona un Prestito con Cessione del Quinto?
La Cessione del Quinto è una particolare forma di Prestito Personale non finalizzato riservata ai lavoratori Dipendenti (Ministeriali, Pubblici e Privati) ed ai Pensionati (ex Dipendenti Pubblici o Privati).
La caratteristica fondamentale che differenzia la Cessione del Quinto dalle altre forme tecniche di Finanziamento è la particolare modalità di rimborso, che prevede il coinvolgimento diretto del Datore di lavoro/ Ente pensionistico nel pagamento alla banca erogatrice delle quote di stipendio/pensione trattenute mensilmente al cliente. Alla Cessione del Quinto, per incrementare il netto erogabile al cliente, si assimila la Delega di Pagamento, una tipologia di Finanziamento concedibile ai soli lavoratori Dipendenti Ministeriali, Pubblici e Privati.
Ecco i vantaggi del Prestito con Cessione del Quinto:
Rata e tasso fisso;
Niente più fila allo sportello per pagare il bollettino;
Tassi più bassi rispetto al Prestito Personale;
Erogazione senza motivazione;
Trattenuta direttamente in Busta Paga o sulla Pensione;
Fattibilità anche a Pensionati fino a 89 anni;
Approvazione in 24 ore;
Anche con altri finanziamenti in corso;
Tempi di erogazione in 10/15 giorni (salvo casi in cui le tempistiche dovute al rilascio del benestare da parte delle amministrazioni d’appartenenza del richiedente dilatino la tempistica);
Fattibilità a protestati, pignorati o segnalati al CRIF
Il Prestito è rinnovabile raggiunto il 40% del piano di ammortamento;
Polizza assicurativa “rischio vita” e “rischio impiego” a carico della Banca.
Chi può richiedere la Cessione del Quinto?
Possono richiedere il Prestito i Pensionati o i Dipendenti a contratto a Tempo Indeterminato, quali:
Dipendenti Pubblici;
Dipendenti Aziende Para-Pubbliche;
Dipendenti Statali;
Dipendenti di Aziende Private.
Per quanto riguarda i Dipendenti bastano pochi mesi di assunzione per richiedere il finanziamento desiderato!
Meglio Cessione del Quinto o Prestito Personale?
Alla domanda “meglio Cessione del Quinto o Prestito Personale?” rispondiamo che conviene maggiormente la Cessione del Quinto in quasi tutti gli aspetti rispetto al Prestito Personale, consigliamo il Prestito Personale esclusivamente a chi avesse esigenze di liquidità in giornata o in caso di Cessione del Quinto non rinnovabile già in corso.

Il mutuo fisso è davvero la soluzione migliore per famiglie e single?I mutui per la casa sono un tema molto caro alle fa...
18/01/2022

Il mutuo fisso è davvero la soluzione migliore per famiglie e single?
I mutui per la casa sono un tema molto caro alle famiglie italiane, così come ogni altra cosa che riguardi del denaro chiesto in prestito. Nel caso specifico dei mutui, è interessante parlarne perché si sta registrando una tendenza importante negli ultimi mesi. Ovvero quella di una sorta di plebiscito dei mutuatari verso il tasso fisso. Il mutuo fisso è davvero la soluzione migliore per famiglie e single? Siamo a oltre il 90%, sia per quanto riguarda l’erogazione di nuovi mutui per la casa, sia per quanto riguarda le surroghe. Che cosa sono le surroghe, per chi ancora non lo sapesse o non le avesse utilizzate? Sono quelle operazioni con cui chi ha già un vecchio mutuo decide di spostarlo in una nuova banca che offre condizioni migliori.
In entrambi i casi oggi è un plebiscito, come detto, verso il fisso. Il variabile praticamente è accantonato nelle scelte degli italiani. Qui all’Ufficio Studi di ProiezionidiBorsa ci siamo chiesti se sia la scelta giusta, dato che in passato non sempre nelle fasi in cui gli italiani hanno preferito il fisso al variabile hanno fatto la scelta giusta. Perché magari sono stati spinti da fattori emotivi, dalla paura.
O magari hanno scelto il fisso perché in quel momento i tassi variabili, e quindi gli indici Euribor che determinano il calcolo della rata del mutuo variabile, erano saliti momentaneamente per una paura sui mercati finanziari o per una crisi di liquidità delle banche. Salvo poi scoprire che quando questa crisi, dopo qualche mese, è regolarmente rientrata, chi ha scelto il tasso fisso si è trovato a pagare una rata molto più alta rispetto a quella che avrebbe avuto se avesse scelto il variabile
Il mutuo fisso è davvero la soluzione migliore per famiglie e single?
In questo caso, però, possiamo dire che ci troviamo abbastanza d’accordo con gli italiani che stanno scegliendo il mutuo fisso. Perché molto semplicemente oggi un fisso costa intorno allo 0,5%. E anche il variabile costa intorno allo 0,5%, ovviamente parlando delle migliori condizioni offerte dalle banche sul mercato. È chiaro che non c’è più una differenza, un risparmio, in partenza del variabile sul fisso. Risparmio che storicamente c’è sempre stato, ed è stato anche intorno ai 2-3 punti percentuali. Oggi manca questa differenza, questo risparmio, questo vantaggio in partenza del variabile.
Il mutuo fisso è davvero la soluzione migliore per famiglie e single, quindi? Il variabile in teoria espone a rischi, per quanto oggi sembrino limitati, di futuri rialzi dei tassi, futuri rialzi delle rate. È chiaro che questa assicurazione, che invece è incorporata implicitamente in un mutuo a tasso fisso, oggi la si paga zero, o pochissimo facendo un fisso. Ed è quindi chiaro che gli italiani che stanno optando per questa soluzione, in linea generale, stiano facendo la scelta giusta.
Poi è chiaro che la cosa è da valutare caso per caso, offerta per offerta. Soprattutto poiché chi surroga da variabile a fisso bisogna prima vedere quale tasso di partenza abbia e quale quello di arrivo. Ma, in ogni caso, in termini generali, ci sentiamo di poter dire che le famiglie italiane stiano centrando la scelta finanziaria di scegliere il mutuo a tasso fisso.

Ti serve liquidità?Fai una Cessione del quinto!La cessione del quinto dello stipendio è un particolare tipo di prestito ...
12/10/2021

Ti serve liquidità?
Fai una Cessione del quinto!
La cessione del quinto dello stipendio è un particolare tipo di prestito personale, destinato a lavoratori dipendenti e pensionati.
È un finanziamento che puoi richiedere per bisogni personali che riguardano la vita privata e familiare come, ad esempio, l’acquisto di un’auto, di un televisore, di un corso di formazione o per necessità di denaro liquido.
Questo tipo di finanziamento prevede l’obbligo di un’assicurazione per garantire il pagamento del debito residuo in caso di perdita del lavoro o di decesso del titolare. Chi richiede la cessione del quinto ha tutte le tutele e i diritti previsti dal credito ai consumatori qualunque sia l’importo del finanziamento.
Come funziona?
Che tu sia un lavoratore pubblico o privato oppure un pensionato, la legge ti permette di restituire la somma avuta in prestito cedendo al finanziatore fino a un quinto della pensione o dello stipendio. In pratica, il datore di lavoro o l’ente previdenziale ti trattiene la rata dallo stipendio o dalla pensione e la versa al finanziatore.
La cessione del quinto dello stipendio è una forma di credito non finalizzato. Per credito non finalizzato si intende che non sei tenuto a specificare come spenderai i soldi.
Chi può richiedere la cessione del quinto?
I requisiti richiesti per accedere a questa forma di credito personale sono:
Per i dipendenti:
contratto a tempo indeterminato
residenza Italiana
età compresa tra 18 e 63 anni
assicurabilità dell’azienda se si è dipendenti di un'azienda privata.
Per i pensionati:
età non superiore ai 90 anni al momento della scadenza del finanziamento (spesso le società limitano a 85 anni);
pensione con un importo minimo (quello stabilito annualmente per legge) al netto della quota cedibile.
Quanto si può chiedere in prestito e qual è la durata del rimborso?
La somma massima del prestito viene stabilita sulla base dell’importo dello stipendio o della pensione. La durata del rimborso va da un minimo di 2 anni a un massimo di 10 anni.
Il finanziamento è rinnovabile, ma a determinate condizioni:
se è decorso un limite minimo di tempo pari ai 2/5 dell’intera durata del prestito iniziale, ovvero se hai rimborsato almeno il 40% del numero delle rate previste;
se vuoi rinnovare un’operazione di durata pari od inferiore a 5 anni con una di 10 anni.
Se sei un pensionato puoi richiedere la cessione di un solo quinto, perché sulla pensione si può fare una sola trattenuta, il cui valore non può superare il quinto della somma mensile percepita.
Se sei un dipendente puoi chiedere un finanziamento più alto perché puoi cedere un ulteriore quinto del tuo stipendio, ovvero sullo stipendio è possibile fare due trattenute. In questo caso, oltre alla cessione del quinto, dovrai stipulare con il finanziatore anche il contratto di “delegazione di pagamento”.
Il datore di lavoro è tenuto ad aderire alla cessione del quinto mentre è libero di aderire o meno alla delegazione di pagamento.
Si può recedere dal contratto?
Quando un finanziamento è "credito ai consumatori", la legge prevede particolari tutele e diritti del consumatore rispetto ad altri tipi di finanziamento.
Puoi recedere dal contratto entro 14 giorni dalla data della firma inviando una comunicazione al finanziatore secondo le modalità indicate. Per recedere non devi dare alcuna motivazione.
Se nel frattempo hai ricevuto il finanziamento, anche solo in parte, devi restituire la somma ricevuta entro 30 giorni dalla comunicazione del recesso, pagando gli interessi maturati fino alla restituzione. Recedere dal contratto di credito significa recedere anche dai servizi accessori forniti dal finanziatore o da terzi, a meno che i terzi non dimostrino che forniscono autonomamente tali servizi, a prescindere dall’accordo con il finanziatore.
Anche il finanziatore può recedere, ma deve comunicartelo con almeno due mesi di preavviso. Puoi rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento in tutto o in parte l’importo dovuto. In questo caso hai diritto alla riduzione del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi - che di fatto hai anticipato - dovuti alla vita residua del contratto, per esempio quelli dell’assicurazione.

Quando la cessione è richiesta da un pensionato la scadenza del prestito non può superare il novantesimo anno di età. In...
05/10/2021

Quando la cessione è richiesta da un pensionato la scadenza del prestito non può superare il novantesimo anno di età.
Inoltre, al momento della sottoscrizione del contratto di cessione del quinto con la finanziaria, per legge si deve stipulare anche un’assicurazione sui rischi vita e impiego: nel caso di rischio impiego l'assicurazione ha diritto di rivalsa nei confronti del debitore, nei limiti del TFR maturato; nel caso di rischio vita l'assicurazione interviene senza vantare diritto di rivalsa nei confronti degli eredi.

Confrontiamo la soluzione migliore per te!!!
20/07/2021

Confrontiamo la soluzione migliore per te!!!

29/06/2021
04/06/2021

Decreto Sostegni bis: le misure a favore dei mutui giovani
Sono due le misure straordinarie previste nel decreto Sostegni bis a favore dei giovani che intendono affrontare la spesa della prima casa ma dispongono di scarse risorse. La prima riguarda un ulteriore sgravio fiscale sugli interessi passivi, l’altra introduce l'ampliamento del Fondo di Garanzia.

Che l’Italia non sia un Paese per giovani è cosa tristemente nota, ma qualcosa sembra muoversi in questo momento storico difficile.

Dopo le parole di Mario Draghi durante il suo discorso inaugurale in Parlamento, quando aveva dichiarato che “l’Italia deve tornare un Paese per giovani”, si progetta di introdurre nel Sostegni-bis nuove misure a loro favore: da una parte un ulteriore sgravio fiscale sui mutui prima casa, dall’altra il già previsto emendamento al decreto che intende potenziare il Fondo di Garanzia prima casa.

Le proposte di nuove agevolazioni fiscali per i giovani che affrontano la spesa della prima casa sono all’interno del Def, il Documento di Economia e Finanza che contiene il nuovo scostamento di bilancio per un ammontare di 40 miliardi (l’extra deficit richiesto dal Governo rispetto a quanto già autorizzato dal Parlamento).

Il Fondo di garanzia prima casa
Istituito nel 2013 e recentemente rifinanziato dal Decreto Crescita, il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa prevede la concessione di garanzie a prima richiesta su mutui finalizzati all'acquisto, anche con interventi di ristrutturazione, di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale del mutuatario.

Nell’ottobre 2020 una modifica al primo emendamento della legge n.147 stabilisce che le categorie beneficiarie sono le seguenti:

coppie coniugate o conviventi in cui uno dei componenti non abbia superato i trentacinque anni;
famiglie monogenitoriali con figli minori;
conduttori di alloggi di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari;
giovani di età inferiore a 35 anni titolari di un rapporto di lavoro atipico.
La garanzia del Fondo viene erogata nella misura massima del 50% della quota capitale nel caso in cui l’importo totale non vada oltre i 250mila euro. Il mutuo giovani deve essere concesso da una banca o da una finanziaria aderente al protocollo firmato da Abi e Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Nel 2020 le garanzie attive si aggiravano intorno ai 9 miliardi, ma l’intento è quello di ampliare la disponibilità del Fondo indirizzando parte delle risorse proprio alla garanzia pubblica sui mutui.

Lo sgravio fiscale sugli interessi passivi
Una volta ottenuto il mutuo, occorrerà anche sostenere le rate. Il secondo intervento al Def riguarda proprio gli sgravi fiscali concessi sul mutuo acceso per finanziare la prima casa, con la proposta di un Fondo di un ammontare intorno ai 50 milioni di euro finalizzato proprio ad alleggerire le imposte. Attualmente la detrazione consentita è sugli interessi passivi del mutuo al 19% ed entro un limite massimo di 4.000 euro all’anno.

Va da sé che questa percentuale necessita di essere elevata, mentre sarebbe auspicabile per trarre il massimo beneficio e favorire l’accesso dei mutui ai giovani, concedere per i primi anni la detrazione totale.

Cosa può fare adesso un giovane per risparmiare sul mutuo
La scelta tra l’affitto e l’acquisto, in termini di rata da sostenere ogni mese, propende oggi per il mutuo. Specialmente nei grandi centri, la rata di un mutuo può essere anche di gran lunga più conveniente di un affitto. Tuttavia c’è da valutare la spesa iniziale, quella relativa al notaio e alle varie imposte da corrispondere quando si acquista una casa.

La mossa da fare è sicuramente dare uno sguardo alle offerte e capire quali ulteriori vantaggi è possibile strappare per un giovane.

Ti serve liquidità?Fai una Cessione del quinto!La cessione del quinto dello stipendio è un particolare tipo di prestito ...
22/03/2021

Ti serve liquidità?
Fai una Cessione del quinto!

La cessione del quinto dello stipendio è un particolare tipo di prestito personale, destinato a lavoratori dipendenti e pensionati.

È un finanziamento che puoi richiedere per bisogni personali che riguardano la vita privata e familiare come, ad esempio, l’acquisto di un’auto, di un televisore, di un corso di formazione o per necessità di denaro liquido.

Questo tipo di finanziamento prevede l’obbligo di un’assicurazione per garantire il pagamento del debito residuo in caso di perdita del lavoro o di decesso del titolare. Chi richiede la cessione del quinto ha tutte le tutele e i diritti previsti dal credito ai consumatori qualunque sia l’importo del finanziamento.

Come funziona?
Che tu sia un lavoratore pubblico o privato oppure un pensionato, la legge ti permette di restituire la somma avuta in prestito cedendo al finanziatore fino a un quinto della pensione o dello stipendio. In pratica, il datore di lavoro o l’ente previdenziale ti trattiene la rata dallo stipendio o dalla pensione e la versa al finanziatore.

La cessione del quinto dello stipendio è una forma di credito non finalizzato. Per credito non finalizzato si intende che non sei tenuto a specificare come spenderai i soldi.

Chi può richiedere la cessione del quinto?
I requisiti richiesti per accedere a questa forma di credito personale sono:

Per i dipendenti:
contratto a tempo indeterminato
residenza Italiana
età compresa tra 18 e 63 anni
assicurabilità dell’azienda se si è dipendenti di un'azienda privata.
Per i pensionati:
età non superiore ai 90 anni al momento della scadenza del finanziamento (spesso le società limitano a 85 anni);
pensione con un importo minimo (quello stabilito annualmente per legge) al netto della quota cedibile.

Quanto si può chiedere in prestito e qual è la durata del rimborso?
La somma massima del prestito viene stabilita sulla base dell’importo dello stipendio o della pensione. La durata del rimborso va da un minimo di 2 anni a un massimo di 10 anni.

Il finanziamento è rinnovabile, ma a determinate condizioni:

se è decorso un limite minimo di tempo pari ai 2/5 dell’intera durata del prestito iniziale, ovvero se hai rimborsato almeno il 40% del numero delle rate previste;
se vuoi rinnovare un’operazione di durata pari od inferiore a 5 anni con una di 10 anni.
Se sei un pensionato puoi richiedere la cessione di un solo quinto, perché sulla pensione si può fare una sola trattenuta, il cui valore non può superare il quinto della somma mensile percepita.

Se sei un dipendente puoi chiedere un finanziamento più alto perché puoi cedere un ulteriore quinto del tuo stipendio, ovvero sullo stipendio è possibile fare due trattenute. In questo caso, oltre alla cessione del quinto, dovrai stipulare con il finanziatore anche il contratto di “delegazione di pagamento”.

Il datore di lavoro è tenuto ad aderire alla cessione del quinto mentre è libero di aderire o meno alla delegazione di pagamento.

Si può recedere dal contratto?
Quando un finanziamento è "credito ai consumatori", la legge prevede particolari tutele e diritti del consumatore rispetto ad altri tipi di finanziamento.

Puoi recedere dal contratto entro 14 giorni dalla data della firma inviando una comunicazione al finanziatore secondo le modalità indicate. Per recedere non devi dare alcuna motivazione.

Se nel frattempo hai ricevuto il finanziamento, anche solo in parte, devi restituire la somma ricevuta entro 30 giorni dalla comunicazione del recesso, pagando gli interessi maturati fino alla restituzione. Recedere dal contratto di credito significa recedere anche dai servizi accessori forniti dal finanziatore o da terzi, a meno che i terzi non dimostrino che forniscono autonomamente tali servizi, a prescindere dall’accordo con il finanziatore.

Anche il finanziatore può recedere, ma deve comunicartelo con almeno due mesi di preavviso. Puoi rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento in tutto o in parte l’importo dovuto. In questo caso hai diritto alla riduzione del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi - che di fatto hai anticipato - dovuti alla vita residua del contratto, per esempio quelli dell’assicurazione

18/03/2021

Tra le ipotesi più accreditate c’è quella che vengano azzerate 61,5 milioni di cartelle riferite a carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2015 La

Indirizzo

Via Cavour 92
Casoria
80026

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:30
Martedì 10:00 - 18:30
Mercoledì 10:00 - 18:30
Giovedì 10:00 - 18:30
Venerdì 10:00 - 18:30

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