03/09/2026
L'inflazione italiana ad agosto è salita al 3,3%. Ma nello stesso comunicato ISTAT c'è un secondo numero, molto meno citato: 1,5%.
Stesso mese, stessa rilevazione. Perché due numeri così diversi?
Il primo è l'indice generale: misura tutto il paniere, energia compresa. Ad agosto è passato da +2,9% a +3,3% su base annua. Nell'area euro il dato è identico, ed è il più alto da quasi tre anni.
Il secondo è l'inflazione di fondo: si calcola togliendo energia e alimentari freschi, cioè le voci che oscillano di più. Ad agosto è scesa all'1,5%.
La differenza la spiega una sola voce. I prezzi dei beni energetici sono passati da +11,6% a +17,0% in un mese, mentre il carrello della spesa è rimasto fermo a +1,0%.
Tradotto: i prezzi non stanno salendo dappertutto. Sta salendo l'energia, e trascina l'indice generale.
Il 10 settembre la BCE si riunisce con entrambi i numeri sul tavolo.
Intanto un terzo dato riguarda chi tiene i risparmi fermi sul conto: l'inflazione acquisita per il 2026 è già al 2,9%, cioè quello che l'anno registrerebbe anche se i prezzi non si muovessero più da qui a dicembre. Su 50.000 euro significa circa 1.450 euro di potere d'acquisto in meno in dodici mesi, senza che il saldo cambi di un centesimo.
Il punto non è indovinare cosa deciderà Francoforte. È sapere in anticipo quale parte dei propri risparmi ne risente: è esattamente quello che fa un piano costruito con un consulente patrimoniale.
Approfondimento completo sul blog: https://www.studiomese.it/inflazione-agosto-2026-indice-generale-inflazione-fondo/
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