Vincenzo Delle Curti - Investire con successo

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Vincenzo Delle Curti - Investire con successo Consulente finanziario Finecobank. Aiuto le persone a pianificare, risparmiare e investire sui mercati finanziari. Perché il denaro è un mezzo e non uno scopo.

Sono nato all’inizio dei "mitici" anni ‘80 e fin da piccolo vivo tra Marcianise (di cui sono originario) e Capodrise, due comuni limitrofi della provincia di Caserta, poco distanti sia dal capoluogo casertano, famoso per la Reggia dei Borbone, che dalla splendida città di Napoli. Dopo aver conseguito nel 2004 la laurea in Economia del Commercio Internazionale e dei Mercati Valutari presso l'"Università degli Studi di Napoli Parthenope", ho acquisito le mie prime esperienze lavorative in ambito finanziario come consulente di Finanza Agevolata presso la Master Project Sas. Successivamente, dal 2009 al 2013, sono stato un dipendente del Banco di Napoli SpA (gruppo IntesaSanPaolo), ricoprendo il ruolo di Assistente alla Clientela e Gestore Family. È stata una bellissima esperienza, grazie alle persone con cui ho lavorato spalla a spalla;. Da Febbraio 2014, dopo aver conseguito l’abilitazione di Consulente Finanziario, sono entrato a far parte di FinecoBank. In Fineco mi occupo di finanza personale e mi definisco un ‘personal trainer finanziario’, perché preparo nel miglior modo possibile i miei clienti a percorrere, con consapevolezza e un’adeguata educazione finanziaria, la strada che li porterà a raggiungere i loro obiettivi di vita e, così, maggior benessere psico-fisico. Amo lo sport, la lettura e la mia famiglia.

Nuovo 𝐁𝐓𝐏 𝐕𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 dal 𝟏𝟗 𝐎𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞.Tra sette giorni partirà il nuovo collocamento del BTP Valore e so già cosa accadrà: mol...
12/10/2026

Nuovo 𝐁𝐓𝐏 𝐕𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 dal 𝟏𝟗 𝐎𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞.

Tra sette giorni partirà il nuovo collocamento del BTP Valore e so già cosa accadrà:
molte persone, soprattutto quelle più prudenti e conservative (i cosiddetti Bot-People), vorranno investirvi una quota importante del proprio patrimonio.

Soprattutto ora che i tassi sono a livelli decisamente appetibili.

Bene, ma non benissimo.

Non sono qui a parlare del rendimento e delle caratteristiche della nuova emissione né dire se conviene o meno prenotarlo.

Come dico sempre: può essere uno strumento utile e prezioso in base al contesto in cui ci si trova e all’uso che se ne vuole fare, perché tutto dipende dal proprio patrimonio, dalla pianificazione finanziaria personale e dai propri obiettivi.

Sono, invece, qui a dire che il BTP deve essere un alleato sì, ma non l’unico. Non si può affidare il futuro dei nostri soldi ad un’unica cosa.

Quindi, così come fatto in passato in occasione di altre emissioni, torno a ripetere che sarebbe da persone più razionali e previdenti affiancare al BTP anche solo un 10/20% di azionario globale.

Perché?

Perché la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti.
Gli investitori che negli ultimi anni hanno ottenuto i risultati migliori e che oggi guardano con maggiore soddisfazione al proprio portafoglio sono quelli che hanno avuto il coraggio e la disciplina di mantenere una componente azionaria core durante un lungo percorso.

Il BTP offre stabilità, reddito e tranquillità, ma non sempre.

L’azionario internazionale offre crescita attraverso la partecipazione all'economia globale e la possibilità di proteggere il potere d'acquisto nel tempo.

Insieme funzionano meglio.

Se e quando deciderete la cifra da utilizzare per acquistare un BTP o altro Titolo di Stato, cercate di destinare almeno una piccola parte della cifra al mercato azionario globale.

Sarebbe una buona strategia per ottenre risultati migliori nel lungo periodo, inserendo in portafoglio uno strumento che porta in dote nel tempo una componente di crescita strutturale e non limitata.

Trasformati da risparmiatore in INVESTITORE.

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Riporto qui un esempio con dati reali, considerando le emissioni passate dei BTP.

Cosa sarebbe successo se, invece di investire 100.000€ solo in BTP, ne avessimo destinati 80.000€ in BTP e 20.000€ in azionario?

La differenza, nel tempo, potrebbe non essere così trascurabile.

E nel caso le cose sul mercato azionario dovessero andare male per un paio di anni, il flusso cedolare andrebbe più che a coprire la perdita temporanea, ribilanciando a proprio vantaggio il rapporto rischio/rendimento.

𝐇𝐚𝐢 𝐝𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞? È proprio ora che devi leggere come finiscono 3 famiglie su 4.Oggi ti sembra di stare b...
08/10/2026

𝐇𝐚𝐢 𝐝𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞?

È proprio ora che devi leggere come finiscono 3 famiglie su 4.

Oggi ti sembra di stare bene.
Stipendio che entra, poche spese, forse vivi ancora con i tuoi o in affitto condiviso. Riesci tranquillamente e senza sforzi a mettere da parte qualcosa a fine mese.

Sei in uno dei gruppi sociali più sereni al mondo.

È esattamente in questo momento che si decide se tra 5 anni sarai nell'altro gruppo, quello più stressato, almeno dal punto di vista finanziario.

Oggi solo una famiglia su quattro riesce a risparmiare. Il 75,6% arriva a fine mese dando fondo a tutto quello che ha, e una su tre deve già usare i risparmi messi da parte in precedenza per far quadrare i conti.

Non perché spendono male. Perché oggi basta poco affinché le spese che non puoi evitare, quelle essenziali per vivere, ti superano.

E così le spese obbligate diventano una trappola lenta, ma letale.

Confcommercio ha calcolato che casa, bollette, sanità, trasporti e assicurazioni pesano per il 41,7% di tutto quello che spendiamo.

Nel 1995 era il 37%.

Il problema non è il singolo aumento. È quando si sommano tre scelte normali della vita:

1. Metti su famiglia: raddoppi la spesa, non raddoppi lo stipendio.

ISTAT dice che nell'ultimo trimestre il reddito è cresciuto dello 0,4% ma i prezzi da inizio anni del 3,1%.
Il potere d'acquisto è sceso dello 0,9% e la capacità di risparmio è scesa al 6,7%.

2. Ti trasferisci in una città più cara.

Milano, Roma, Bologna: l'affitto da solo ti porta dal 30% al 50% dello stipendio. Se prima risparmiavi 300 euro, ora sei in pari prima di iniziare.

3. Accendi un mutuo.

All’inizio ti sembra sostenibile perché calcoli la rata in rapporto alle spese di oggi. Ma il mutuo dura dai 20 ai 30 anni; le bollette, la manutenzione, le tasse e l'inevitabile imprevisto no. Non a caso le famiglie italiane hanno accumulato 178 miliardi di credito al consumo, 6.657 euro in media a famiglia, spesso solo per coprire le spese ordinarie.

Nessuna di queste scelte è sbagliata. È farle senza preparazione che ti porta dall'altra parte.

È quello che deciderai e farai oggi, mentre hai ancora margine di manovra, a svoltare parte della tua vita quando arriverà il momento delle scelte difficili.

Non quando potrai essere in affanno.
Ma adesso.

𝐏𝐢𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀, 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐨𝐩𝐨.

Il tuo vero stipendio non sarà quello che entra oggi, ma quello che resterà dopo affitto futuro o mutuo + bollette + alimenti + tasse + figli.

Oggi che hai maggiore capacità di risparmio, costruisci la tua riserva “anti-affanno”, il tuo anticipo mutuo, la tua pensione, il tuo capitale per qualsiasi altro obiettivo che ti faccia poi vivere sereno.

𝐄𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐞𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐭𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨.

Decidi ora una regola: niente rate per le spese ordinarie. Finanziamenti solo per cose che durano più di qualche anno. Per il resto, se non hai i soldi, aspetta 30 giorni.

È il debito per le cose quotidiane che trasforma una scelta normale — famiglia, città più cara, mutuo — nella trappola che ti schiaccia.
Se oggi riesci a risparmiare, non è perché sei bravo a gestire i soldi. È perché non hai ancora le spese che ti schiacciano. Usare questo vantaggio per prepararti è la mossa più furba che puoi fare.

𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐫𝐫𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞.Siamo abituati a leggere dati ed elaborazioni statistiche sull'inflazione, ma niente r...
21/09/2026

𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐫𝐫𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞.

Siamo abituati a leggere dati ed elaborazioni statistiche sull'inflazione, ma niente rende meglio l'idea del potere d'acquisto reale quanto il confronto diretto tra due scontrini.

Un’analisi basata sui dati storici dei prezzi tra il 2016 e il 2026 evidenzia un aumento drammatico sui beni di prima necessità:

- Pasta (1 kg): da 1,20 € a 2,00 € (+67%)

- Pane (1 kg): da 2,50 € a 4,50 € (+80%)

- Olio EVO (1 L): da 5,50 € a 10,00 € (+82%)

- Latte fresco (1 L): da 0,90 € a 1,70 € (+89%)

- Pomodori (1 kg): da 1,50 € a 2,50 € (+67%)

- Diesel (1 L): da 1,25€ a 2,35€ (+88%)

Escludendo il carburante che è l’unico bene non alimentare della lista, il totale per i primi cinque beni è passato da 11,60 € nel 2016 a 20,70 € nel 2026, segnando un incremento complessivo del +78% in dieci anni.

Rimanere fermi con i liquidi sul conto corrente significa subire passivamente questa svalutazione.

Ma cosa sarebbe successo se, negli stessi 10 anni, avessi investito quei 11,60 € in un portafoglio 60% azionario e 40% obbligazionario?


Calcolando anche costi e commissioni, l’investimento avrebbe generato un capitale finale di 21,80€ (+88%).

Tutto questo per dire cosa?

Per dire che investire, o ancora meglio pianificare, non serve a inseguire il mito dell'arricchimento veloce, ma a proteggere ciò che si è già guadagnato col proprio lavoro.

Come mostrano gli scontrini degli ultimi dieci anni, l'inflazione erode silenziosamente il potere d'acquisto, facendo lievitare i costi dei beni essenziali e del carburante.

Lasciare i propri risparmi fermi sul conto corrente significa accettare un impoverimento certo nel tempo; farli crescere con una pianificazione efficiente è la vera difesa per preservare il proprio tenore di vita futuro.

Ci sono momenti della vita in cui guardi avanti e ti sembra di avere tutto il tempo del mondo.A 30 anni il futuro è lont...
18/09/2026

Ci sono momenti della vita in cui guardi avanti e ti sembra di avere tutto il tempo del mondo.
A 30 anni il futuro è lontano.
Hai progetti, desideri, forse il primo stipendio importante.
Vuoi una casa, viaggiare, costruire qualcosa di tuo.
E quando qualcuno ti parla di pensione pensi: "Sì, certo... ma c'è tempo!"
Ed è vero. Hai tempo. Ma proprio quel tempo è il tuo capitale più prezioso.

È questo il momento di INIZIARE….

continua a leggere: https://vincenzodellecurti.consulentefinecobank.com/blog/il-tuo-patrimonio-racconta-la-tua-vita-1XFae

L'AI può già oggi calcolare l'asset allocation perfetta o calcolare il rendimento di un piano di accumulo in pochi secon...
14/09/2026

L'AI può già oggi calcolare l'asset allocation perfetta o calcolare il rendimento di un piano di accumulo in pochi secondi, ma non potrà gestire l'ansia da prestazione finanziaria, la paura di investire dopo un crollo dei mercati, i conflitti di coppia sulla gestione del budget familiare o i blocchi mentali legati all'uso del denaro.

La funzione principale del consulente è e sarà sempre più quella di fungere da coach finanziario, servendosi dell’AI.

Nessun investitore sente un reale vincolo morale o una spinta motivazionale nei confronti di una notifica inviata da un'applicazione o da una dashboard automatica.
Ci vuole ben altro per spingere il cliente ad agire e rispettare gli impegni che ha preso con sé stesso.

Per questo, già da anni, non mi sono mai concentrato sui prodotti finanziari, ma sempre più sul:

- offrire percorsi di formazione della consapevolezza finanziaria;

- porre domande maieutiche per aiutare il cliente a identificare i propri obiettivi;

- educare alla gestione dei flussi di cassa personali e familiari;

- aiutare a pianificare nel medio-lungo termine per sé stessi e per la famiglia;

- aiutare le persone a riconoscere soluzioni e ad affrontare i bias cognitivi che portano a decisioni finanziarie irrazionali e spesso errate.

Be human with AI.

𝐂𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐠𝐨𝐧𝐟𝐢𝐚𝐫𝐬𝐢. 𝐒𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚. Ti è mai capitato di guardare il patrimonio di qualcu...
07/09/2026

𝐂𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐠𝐨𝐧𝐟𝐢𝐚𝐫𝐬𝐢. 𝐒𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚.

Ti è mai capitato di guardare il patrimonio di qualcun altro e pensare: “A quelle cifre non ci arriverò mai!” oppure “Devo fare di più”?

C’è una vecchia favola di Fedro che racconta di una rana che vede un bue e resta colpita dalla sua grandezza.
Torna dalle altre rane e inizia a gonfiarsi per dimostrare che anche lei può diventare grande quanto il bue.
Così comincia a gonfiare la sua pelle piena di grinze e poi chiede alle altre rane se sia diventata più grossa del bue.

Quelle rispondono di no.

Di nuovo allora tende la pelle aumentando lo sforzo; poi chiede ancora chi sia più grosso.
Quelle ancora rispondono: «Il bue!»

Indispettita, ancora una volta prova a gonfiarsi di più. Fa un respirone, poi un altro, un altro e un altro ancora e… BUUM!

Succede lo stesso con i soldi.

Se confronti il tuo piano finanziario con chi guadagna di più, con chi ha iniziato prima, con chi mette da parte cifre che a noi sembrano impossibili, ecc., finisci per impostare un piano con obiettivi troppo alti o con modalità e velocità che non ti appartengono, fino a scoppiare!

Invece, il piano giusto non è quello più ambizioso, ma quello più adatto a te e che puoi sostenere nel tempo con serenità, con le tue entrate, le tue spese e la tua vita, perché la costanza è la caratteristica più importante di un piano.

Un esempio concreto:
meglio un piano di accumulo da 100 euro al mese, ogni mese, senza forzature, piuttosto che 500 euro “quando riesco” e poi nulla per tre mesi.

Oppure, meglio 200 € al mese che 400 € ma con continue sospensioni e/o vendite.

Invece di rincorrere gli obiettivi e i rendimenti di qualcun altro, scegli un obiettivo realistico (tipo “avere 6 mesi di spese da parte in 3 anni”) e costruiscilo passo dopo passo.

Crescere non significa gonfiarsi. Significa costruirsi con misura.

Tu come gestisci questa cosa? Sono curioso di sapere se capita anche a te.

Così è la vita, così sono i mercati.
14/08/2026

Così è la vita, così sono i mercati.

I   che ti fanno perdere soldi (senza che te ne accorga).Quando investi, il tuo cervello a volte lavora contro di te. Ec...
13/08/2026

I che ti fanno perdere soldi (senza che te ne accorga).

Quando investi, il tuo cervello a volte lavora contro di te. Ecco i bias più comuni che ti fanno sbagliare:

• 𝐀𝐯𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐢𝐭𝐚.
Una perdita di 100 euro ti fa più male di un guadagno di 100 euro. Quando stai perdendo, la percezione del rischio diminuisce: sei disposto a rischiare di più pur di recuperare e non sentire il dolore della perdita.

• 𝐎𝐯𝐞𝐫𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐝𝐞𝐧𝐜𝐞.
Ti senti più bravo di quanto sei davvero. “Io so quando entrare e uscire”, pensi. Poi i numeri dicono il contrario.

• 𝐄𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨.
Ti fissi sul prezzo a cui hai comprato e non riesci a staccarti, anche se le cose sono cambiate.

• 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚.
Tratti i soldi del bonus come “soldi da gioco” e quelli dello stipendio come “soldi sacri”. Ma sono tutti uguali.

• 𝐁𝐢𝐚𝐬 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚.
Cerchi solo le notizie che danno ragione alla tua idea e ignori tutto il resto.

• 𝐂𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐠𝐫𝐞𝐠𝐚𝐫𝐢𝐨.
“Lo comprano tutti, allora lo compro anch’io”.
Il problema è che quando tutti corrono nella stessa direzione, di solito è troppo tardi.

Il modo migliore per difenderti?

Essere consapevole che questi meccanismi esistono e decidere con regole chiare.
Crea in anticipo un protocollo d’azione per ogni circostanza, definendo strategia e tattica (perché, come e quando), affinché le emozioni del momento non mandino il tuo piano all’aria.

Le difficoltà più comuni che si incontrano nella creazione di un piano finanziario sono:1️⃣ Obiettivi poco chiari o non ...
29/07/2026

Le difficoltà più comuni che si incontrano nella creazione di un piano finanziario sono:

1️⃣ Obiettivi poco chiari o non quantificati.

- Problema: molte persone hanno desideri, ma non obiettivi finanziari definiti. Senza una meta precisa è difficile costruire una strategia efficace.

- Soluzione: trasformare i desideri in obiettivi concreti indicando:
• importo necessario;
• data prevista;
• priorità.

✅ “Acquistare una casa da 300.000 € entro 10 anni” è più utile di “vorrei comprare casa un giorno”.

2️⃣ Risparmi insufficienti rispetto agli obiettivi.

- Problema: spesso gli obiettivi sono corretti, ma le risorse accantonate non sono sufficienti per raggiungerli perché “si arriva alla fine del mese con difficoltà”.

- Soluzione: agire su una o più delle tre leve:
• aumentare il risparmio eliminando spese inutili;
• allungare l’orizzonte temporale;
• ridimensionare l’obiettivo.

✅ È preferibile adeguare il piano piuttosto che inseguire rendimenti elevati, assumendo rischi eccessivi, per raggiungere un obiettivo quasi proibitivo.

3️⃣ Gestione emotiva della volatilità.

- Problema: durante le fasi di ribasso dei mercati molti investitori modificano il piano, sospendono i versamenti o vendono nel momento peggiore.

- Soluzione: collegare ogni investimento a un obiettivo specifico e a un orizzonte temporale definito, concentrandosi sui progressi verso il traguardo anziché sulle oscillazioni di breve periodo.

✅ Se l’obiettivo pensionistico è a 25 anni, una correzione temporanea del mercato non dovrebbe scalfire né me né il mio piano.

🏁 Di criticità se ne possono trovare tante, ma vanno tutte affrontate con realismo e flessibilità, concentrandosi sulle cose che si possono controllare.
Questo perché il punto di forza del Goal Based non è trovare l’investimento perfetto, ma costruire un percorso che mantenga l’investitore focalizzato sui propri obiettivi anche quando le condizioni di mercato e di vita cambiano.

𝐑𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐂𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞: cosa cambia per i 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐚 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨.          —————————————————Per i lavor...
28/07/2026

𝐑𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐂𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞: cosa cambia per i 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐚 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨.

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Per i lavoratori del settore privato assunti dal 1° luglio 2026, l'adesione alla previdenza complementare può avvenire tramite adesione automatica (nuova forma di silenzio-assenso).

Il lavoratore è considerato aderente fin dalla data di assunzione, salvo rinuncia espressa entro 60 giorni.

Durante questi 60 giorni il lavoratore può:

- rinunciare all'adesione automatica;

- scegliere un diverso fondo pensione (verificare se si perde il contributo datoriale);

- decidere di mantenere il TFR in azienda (o nel Fondo Tesoreria INPS).

⚠️ Vale anche per i 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐚 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨.

L’adesione automatica può valere anche nei rapporti a tempo determinato, purché il contratto duri abbastanza da far scadere i 60 giorni previsti.

Se il lavoratore non esercita il diritto di rinuncia entro i 60 giorni, l'adesione si consolida e vengono conferiti al Fondo Pensione:

- il TFR maturato fin dal primo giorno di assunzione;
- i contributi del datore di lavoro e i contributi minimi del lavoratore, se previsti dal contratto collettivo;

Se il rapporto termina prima dei 60 giorni (anche se il contratto prevede un termine più lungo) l’adesione automatica non si perfeziona.

In caso di adesione automatica, il versamento del TFR alla previdenza complementare ha effetto retroattivo dalla data di assunzione.

Indirizzo

Giuseppe Maria Bosco 88
Caserta
81100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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