14/02/2026
Guida in stato di ebbrezza: cosa cambia?
L’Italia cambia marcia sulla sicurezza stradale. Con l’entrata in vigore della riforma del Codice della strada, la guida in stato di ebbrezza diventa uno dei fronti su cui il legislatore ha scelto la linea più dura. Multe più alte, sospensioni più lunghe, controlli intensificati e soprattutto l’introduzione dell’alcolock, il dispositivo che impedisce l’accensione dell’auto se il conducente ha bevuto.
Una rivoluzione che punta a ridurre un fenomeno che, secondo i dati dell’Istat, continua a rappresentare una delle principali cause di incidenti gravi.
La riforma conferma un principio semplice: per alcune categorie non è ammessa nemmeno una goccia di alcol.
Il limite resta zero per:
>neopatentati nei primi tre anni di patente
>conducenti minorenni;
>autisti professionisti, dai taxi ai mezzi pesanti.
Per loro, anche un tasso alcolemico minimo può far scattare sanzioni immediate.
Il nuovo impianto sanzionatorio è pensato per colpire i comportamenti più pericolosi. Le multe aumentano sensibilmente, così come i periodi di sospensione della patente e nei casi più gravi, o in presenza di recidiva, la revoca diventa una possibilità concreta.
L’obiettivo è chiaro: rendere la guida in stato di ebbrezza un rischio non solo per la sicurezza, ma anche per il portafoglio e per la mobilità personale.
L’Alcolock è la novità che cambia tutto, la misura simbolo della riforma. L’alcolock diventa obbligatorio per chi è stato sorpreso ubriaco alla guida e vuole riottenere la patente. Il dispositivo, già diffuso in diversi Paesi europei, richiede al conducente di soffiare in un sensore prima di avviare il motore. Se rileva alcol, l’auto non parte. Una tecnologia che punta a prevenire la recidiva e che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui si affrontano le violazioni legate all’alcol.
La riforma rafforza anche i poteri delle forze dell’ordine con un approccio che mira a rendere più difficile “sfuggire” ai controlli e più facile intervenire tempestivamente. Sono previsti:
- controlli più frequenti;
- verifiche mirate in caso di comportamenti sospetti;
- strumenti tecnologici più avanzati per rilevare l’assunzione di alcol e droghe.
La riforma del Codice della strada non è solo un aggiornamento legislativo, ma è anche un invito alla responsabilità, perché, come ricordano da anni le campagne sulla sicurezza mettersi al volante dopo aver bevuto non è un errore: è una scelta. E può costare vite.
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