Massarenti Cristiana

Chiama Indicazioni Sito Web Contatta l'azienda

Massarenti Cristiana Dottore Commercialista - Revisore Contabile - Consulente del lavoro - Esperto enti non profit Lo Studio Massarenti è nato nel 1995.

Titolare dello studio è la Dottoressa Cristiana Massarenti. Un percorso di studi complesso ed articolato associato ad esperienze lavorative diversificate della professionista nel settore dell’organizzazione del lavoro e nella gestione ed amministrazione di aziende, garantiscono soluzioni chiare e puntuali ai problemi fiscali, del lavoro, amministrativi e gestionali dei clienti dello studio. Un approccio pragmatico, un confronto costante con il cliente, l'analisi delle alternative, la scelta della soluzione più appropriata ai problemi, la rapidità delle risposte fornite, sono i requisiti che il cliente trova rivolgendosi allo studio. È specializzato in fiscalità degli enti non profit. Professionisti qualificati del settore contabile, amministrativo, giuridico e del lavoro supportano la professionista nello svolgimento della propria attività di dottore commercialista, revisore contabile e consulente del lavoro. Studio specializzato in diritto e fiscalità degli enti non profit: associazioni non riconosciute, associazioni riconosciute, fondazioni, comitati, organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), organizzazioni non governative(ONG), imprese sociali, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, società ed associazioni sportive dilettantistiche, istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, istituti di patronato, associazioni pro-loco. Si occupa, inoltre, di consulenza gestionale ed amministrativa, consulenza contrattuale, consulenza del lavoro, contenzioso tributario e del lavoro, servizi di elaborazione dati contabili, servizi amministrativi, servizi di elaborazione paghe. Per maggiori informazioni visitate il nostro sito www.studiomassarenti.it.

Lo Yoga è stato inserito nell'elenco delle attività sportive riconosciute
12/10/2026

Lo Yoga è stato inserito nell'elenco delle attività sportive riconosciute

È stato pubblicato sul sito del Dipartimento dello Sport il decreto del Ministro per lo Sport e i Giovani che aggiorna l’elenco di attività alle quali è riconosciuta la natura sportiva ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 39.

09/10/2026

🆕 Il Fondo di garanzia garantisce anche il credito agli enti del terzo settore

Si estendono le possibilità di accesso al credito per gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti. Dopo una prima introduzione durante il periodo pandemico, diventa strutturale la possibilità di accedere per questi enti all’intervento del Fondo di garanzia per le Pmi, la misura di sostegno all’accesso al credito gestita da Mediocredito centrale per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

È stata infatti avviata un’apposita Sezione speciale con una dotazione di 10 milioni di euro che si stima potrà attivare finanziamenti fino a circa 160 milioni di euro.

Quali enti possono accedere
Possono beneficiare della garanzia gli enti iscritti al registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) che non risultano iscritti al Repertorio economico amministrativo (Rea) presso il Registro delle imprese. L’accesso è consentito anche agli enti religiosi civilmente riconosciuti non iscritti né al Runts né al Rea. Per i soggetti presenti nel Rea, invece, l’ammissibilità al Fondo era già prevista.

Come si legge nella comunicazione ufficiale del Ministero delle imprese e del Made in Italy, considerando i nuovi enti che hanno accesso al beneficio, la normativa introduce specifiche condizioni per l’accesso alla garanzia a cominciare dalla copertura che è sempre pari all’80%, sia per la garanzia diretta sia per la riassicurazione. Per le operazioni di liquidità in garanzia diretta, quindi, la percentuale ordinaria del 50% viene innalzata all’80%. L’intervento, inoltre, è gratuito e può essere richiesto per singole operazioni di importo non superiore a 60 mila euro. Ciascun ente può comunque ottenere la garanzia su più operazioni.

Come accedere
Gli enti che vogliono accedere alla misura devono rivolgersi a una banca o a un intermediario per presentare la domanda.

09/09/2026

📞COME DEVE ESSERE ESERCITATA L'OPZIONE PER IL FORFAIT DELL'APS?

Un’associazione di promozione sociale (Aps), ente del terzo settore (Ets), ha scelto, dal 1° gennaio 2026, di aderire al regime forfettario previsto dall'articolo 86 del Dlgs 117/2017, Codice del terzo settore.
Su quale dichiarazione dei redditi deve comunicare l'opzione? Sulla dichiarazione relativa all'anno d'imposta 2025, da presentare nel 2026, o su quella relativa all'anno d'imposta 2026, da presentare nel 2027?

L'opzione per il regime forfettario, ex articolo 86 del Cts, con decorrenza dal 1° gennaio 2026, deve essere effettuata nella dichiarazione dei redditi riferita al periodo d'imposta 2026, da presentare, quindi, nel 2027.
La scelta vincola l'associazione per almeno un triennio, restando valida per gli anni successivi finché non viene revocata (articolo 86, comma 13, del Cts).

03/09/2026

📍 DETRAZIONI FISCALI: POTRAI SCARICARE LE SPESE DELLA PALESTRA (con prescrizione medica) per alcune importanti patologie: ecco le novità sul tema

Non più un generico consiglio a camminare di più, ma una vera prescrizione medica con tanto di dosaggio, controlli e - presto - anche uno sconto fiscale. È quanto propone il disegno di legge n. 287, approvato all'unanimità dall'Aula del Senato e ora all'esame in Commissione.

Il testo, presentato dalla senatrice Daniela Sbrollini, punta a trasformare l'esercizio fisico in uno strumento terapeutico riconosciuto dal Servizio sanitario nazionale, al pari di una cura farmacologica.

A beneficiarne sarebbero soprattutto le persone con diabete di tipo 2, obesità, patologie cardiovascolari, respiratorie o muscolo-scheletriche, ma anche chi si trova in una condizione di rischio elevato per lo sviluppo di una malattia cronica.

Il medico di famiglia, il pediatra di libera scelta o lo specialista potrebbero indicare tipo, intensità, durata e frequenza dell'attività fisica, proprio come avviene per il dosaggio di un medicinale.

È bene chiare che il Ddl non è ancora legge. Secondo la scheda ufficiale del Senato, al 3 giugno 2026 il provvedimento risultava ancora in fase di esame parlamentare, quindi al momento nessuna detrazione è realmente utilizzabile in dichiarazione dei redditi.

Una prescrizione del medico realmente terapeutica non si limiterebbe a suggerire di "fare più movimento", ma dovrebbe definire con precisione il tipo di esercizio (aerobico, di forza, di equilibrio o combinato), l'intensità dello sforzo, il numero delle sedute e la progressione nel tempo.

Per chi soffre di diabete si potrebbe puntare su camminata veloce, cyclette e lavoro di forza distribuiti nella settimana; per chi convive con l'obesità, invece, il percorso dovrebbe partire in modo graduale, tenendo conto del peso corporeo e di eventuali complicazioni come apnea notturna o problemi cardiaci. Nei pazienti più anziani, gli esercizi di forza ed equilibrio diventerebbero centrali per prevenire cadute e fragilità.

I benefici concreti su diabete e obesità
Nel diabete di tipo 2, l'attività muscolare migliora l'utilizzo del glucosio e la sensibilità all'insulina, con effetti che possono manifestarsi già dopo una singola sessione, sebbene la continuità resti indispensabile. L'esercizio aerobico sostiene il controllo glicemico e cardiovascolare, mentre quello contro resistenza preserva la massa muscolare.

Nell'obesità, invece, il beneficio non si misura solo sulla bilancia: anche una perdita di peso modesta, se accompagnata da attività regolare, può ridurre il grasso viscerale e migliorare pressione e capacità respiratoria. Va sottolineato che il movimento non sostituisce le terapie farmacologiche, ma può potenziarne l'efficacia.

La detrazione fiscale: cosa manca ancora
Il nodo più delicato riguarda proprio l'agevolazione economica. L'obiettivo dichiarato è evitare che l'esercizio terapeutico resti un privilegio per chi può permettersi palestra o programmi personalizzati.

Restano però da definire percentuale detraibile, tetto di spesa, strutture autorizzate e documentazione necessaria. Attenzione a non confondere questa futura misura con l'attuale detrazione per le attività sportive dei ragazzi tra 5 e 18 anni, che segue regole del tutto diverse.

Cosa cambierebbe per i cittadini
Se il Ddl 287 dovesse ottenere l'approvazione definitiva, il medico di famiglia diventerebbe il primo punto di accesso a un percorso di esercizio strutturato, con obiettivi clinici verificabili nel tempo. Perché la riforma non resti solo sulla carta, però, servono strutture territoriali, personale qualificato e risorse in grado di sostenere anche i pazienti con redditi più bassi. La sfida, più che nel definire lo sport un "farmaco", sta nel riconoscere che la prevenzione può partire da una camminata quotidiana o da un esercizio di forza, purché appropriato, accessibile e continuativo.

04/08/2026

🔎ATTENZIONE ALLA DEDUZIONE DI COMPENSI DEGLI AMMINISTRATORI DI SOCIETA' DI CAPITALI!
Deduzione compenso amministratori se indicato in statuto o con delibera

La remunerazione deve essere quantificata con esattezza per definire la portata dell’obbligazione patrimoniale e garantire il requisito della certezza del costo ai fini fiscali

Ai fini della deducibilità del compenso degli amministratori di società di capitali è necessario che ne risulti la quantificazione nello statuto, o in una espressa delibera assembleare. In questo caso, la quantificazione non può considerarsi implicita nella delibera di approvazione del bilancio salvo che l'assemblea, in composizione totalitaria, non abbia anche discusso e approvato espressamente la proposta di determinazione del compenso. È quanto stabilito dalla suprema Corte di cassazione con l’ordinanza n. 20675 del 18 giugno 2026, che si è pronunciata sul tema della deducibilità del compenso corrisposto all’amministratore di una Srl confermando un orientamento ormai consolidato sia in ambito societario che fiscale.

21/07/2026

⏩️Associazioni non riconosciute: chi agisce funge da “garante” o "fidejussore"

Non diventa titolare personale del debito, tuttavia il creditore può rivolgersi direttamente a lui prima di rivolgersi all’associazione per la restituzione della somma

SINTESI: La Cassazione ha precisato che la responsabilità solidale ex art. 38 cod. civ. non concerne, neppure in parte, un debito proprio dell’associato, ma ha carattere accessorio, anche se non sussidiario, rispetto alla responsabilità primaria dell’associazione, con la conseguenza che l’obbligazione, avente natura solidale, di colui che ha agito per essa è inquadrabile fra quelle di garanzia ex lege, assimilabili alla fideiussione (cfr., ex plurimis, Cass. n. 25748 del 2008; Cass. n. 29733 del 2011).
Il principio suesposto, in riferimento alla responsabilità solidale, ex art. 38 cod. civ., di coloro che agiscono in nome per conto dell’associazione non riconosciuta, ponendo in essere, a prescindere dalla rappresentanza formale dell’ente, la concreta attività negoziale riferibile all’associazione stessa, è stato, poi, ritenuto, dalla stessa Corte, applicabile anche ai debiti di natura tributaria pur senza trascurare, tuttavia, una caratteristica fondamentale che connota siffatte obbligazioni.

Ordinanza n. 21368 del 23 giugno 2026 (udienza del 27 maggio 2026)
Cassazione civile, sezione V – Presidente Fuochi Tinarelli Giuseppe
Responsabilità solidale ex art. 38 cod. civ. di coloro che agiscono in nome per conto dell’associazione non riconosciuta

Fonte: Fiscooggi 20-07-2026

🔎 L'Aps iscritta al Runts che aderisce al regime forfettario applica le ritenute d'acconto sui compensi per prestazioni ...
09/07/2026

🔎 L'Aps iscritta al Runts che aderisce al regime forfettario applica le ritenute d'acconto sui compensi per prestazioni occasionali o professionali?

Per quanto riguarda i compensi per prestazioni occasionali o professionali ricevute, applicando il regime forfettario ex articolo 86, in base al sesto comma, l’associazione non è tenuta «a operare le ritenute alla fonte di cui al titolo III del Dpr 29 settembre 1973, n. 600; tuttavia, nella dichiarazione dei redditi, i medesimi contribuenti indicano il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali all'atto del pagamento degli stessi non è stata operata la ritenuta e l'ammontare dei redditi stessi». Al riguardo, si evidenzia che, come specificato a pagina 95 della circolare dell'Agenzia Entrate 1/E/2026, «è tuttavia facoltà dell’associazione operare le ritenute alla fonte, senza che tale comportamento costituisca comportamento concludente per la fuoriuscita dal regime forfettario».

Se le ritenute non vengono operate bisogna tuttavia darne evidenza nel quadro RS del modello Redditi.

Il nostro consiglio, pertanto, è quello di operare comunque le ritenute d'acconto, pur in assenza di un obbligo specifico, al fine di tenere un'adeguata contabilità e rendicontazione di tali prestazioni.

📶Terzo settore, esenzione contributi ricevuti dagli istituti scolasticiAi sensi dell’articolo 79, comma 4, lettera b), d...
09/07/2026

📶Terzo settore, esenzione contributi ricevuti dagli istituti scolastici

Ai sensi dell’articolo 79, comma 4, lettera b), del Dlgs n. 117/2017 (Codice del Terzo settore), “non concorrono, in ogni caso, alla formazione del reddito degli Enti del Terzo settore di natura non commerciale i contributi e gli apporti erogati da parte delle amministrazioni pubbliche” per lo svolgimento, anche convenzionato o in regime di accreditamento, delle attività di interesse generale svolte;

Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado (circolare n. 1/2026).

L’agevolazione, rilevante ai fini Ires, è subordinata, dunque, alle seguenti condizioni:

- i contributi e gli apporti devono essere erogati da parte di amministrazioni pubbliche;
- detti contributi e apporti devono essere erogati per lo svolgimento, anche convenzionato o in regime di accreditamento, di attività di interesse generale di cui all’articolo 5 del CTS;
- l’ente beneficiario deve qualificarsi come ETS di natura non commerciale, ai sensi dell’articolo 79, comma 5, del CTS.

da FiscoOggi 09-07-2026

❗️ ANCHE LA SOCIETA' e L'ASSOCIAZIONE SPORTIVA POSSONO FALLIREIl Tribunale di Perugia - con la Sentenza 28 maggio 2026 n...
02/07/2026

❗️ ANCHE LA SOCIETA' e L'ASSOCIAZIONE SPORTIVA POSSONO FALLIRE

Il Tribunale di Perugia - con la Sentenza 28 maggio 2026 n. 43 - così si è espresso sul tema del possibile assoggettamento o meno alla liquidazione giudiziale (fallimento) di un ente sportivo:
"Secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, la nozione di imprenditore, di cui all'art. 2082 c.c., deve essere interpretata in senso oggettivo, essendo sufficiente l'esercizio di un'attività economica organizzata idonea alla remunerazione dei fattori produttivi, indipendentemente dal perseguimento di uno scopo di lucro soggettivo (Cass. civ., sez. I, 2 ottobre 2020, n. 21145). Ne consegue che la qualificazione formale dell'ente quale associazione o società sportiva dilettantistica, così come la previsione statutaria di assenza di fini di lucro, non assumono rilievo decisivo, dovendo invece accertarsi, in concreto, se l'attività svolta presenti i caratteri dell'impresa commerciale.
In particolare, ai fini della verificabilità della natura imprenditoriale dell'attività, assume rilievo la sussistenza di una obiettiva economicità della gestione (c.d. lucro oggettivo), intesa come attitudine dell'attività a produrre ricavi idonei a remunerare i fattori produttivi, nonché la prevalenza dell'attività svolta verso terzi a titolo oneroso rispetto alle attività istituzionali.
Nel caso di specie, dagli atti emerge che la società resistente svolge un'attività caratterizzata da una struttura organizzativa complessa e da rapporti economici con soggetti terzi, tra cui sponsorizzazioni, gestione di impianti sportivi e organizzazione di eventi, attività che generano ricavi significativi derivanti da prestazioni rese verso il mercato e non limitate al mero ambito associativo.
Invero, come dedotto dalla ricorrente e non specificamente contestato nella sua materialità, i ricavi della società sono in larga parte costituiti da corrispettivi per prestazioni (sponsorizzazioni, eventi sportivi, utilizzo degli impianti), e non da mere quote associative, a fronte di una struttura dei costi che evidenzia l'impiego stabile di fattori produttivi (lavoratori, collaboratori, servizi, gestione dell'impianto).
Tali elementi sono indicativi dello svolgimento di un'attività economicamente organizzata e rivolta al mercato, con conseguente riconducibilità della stessa al paradigma dell'impresa commerciale.
Deve pertanto ritenersi che, a prescindere dalla veste formale assunta e dalle finalità dichiarate, l'attività in concreto esercitata dalla resistente integri gli estremi dell'attività d'impresa, con conseguente sussistenza del presupposto soggettivo richiesto per l'apertura della liquidazione giudiziale.
Né può assumere rilievo contrario la dedotta natura dilettantistica o la finalità non lucrativa, posto che tali elementi, come chiarito dalla giurisprudenza, non escludono di per sé la qualificazione imprenditoriale quando l'attività, per modalità di svolgimento e dimensioni economiche, si traduca in un'organizzazione stabile diretta alla produzione di beni o servizi verso il mercato."

15/06/2026

✒️L'errore del REGISTRATORE DI CASSA conta quando
causa infedeltà dichiarativa

Quali sono le conseguenze (e quali i possibili rimedi) se - a causa di un errore commesso dal tecnico del registratore telematico - gli incassi complessivi giornalieri di un contribuente, in regime forfettario, trasmessi all'agenzia delle Entrate e correttamente contabilizzati ai fini reddituali, risultano derivare soltanto da pagamenti in contanti, mentre una parte dei pagamenti era stata effettuata tramite Pos?

Nel caso prospettato, l’errata imputazione dei corrispettivi tra incassi in contanti e incassi tramite Pos, dovuta a un errore tecnico del registratore telematico (Rt), va valutata distinguendo il piano sostanziale da quello formale.
Sul piano sostanziale, non emergono criticità: in base all’articolo 2 del Dlgs 127/2015, rileva la corretta memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, per cui, se i ricavi risultano integralmente registrati e correttamente dichiarati, non si configura alcuna evasione o infedeltà dichiarativa, non incidendo la modalità di pagamento sulla determinazione della base imponibile.
Sul piano formale, il provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate 28 ottobre 2016 (attuativo del citato articolo 2) disciplina il contenuto e le modalità di trasmissione dei dati dei corrispettivi, che devono risultare completi e coerenti. In tale contesto, come emerge anche dalla prassi operativa sul collegamento tra Pos e registratore telematico, la modalità di pagamento costituisce un dato che dev'essere autonomamente indicato e trasmesso, non essendo sufficiente il mero collegamento tra strumenti; l’errata indicazione può, quindi, integrare una irregolarità nella trasmissione dei dati.
A questo fine, la qualificazione della potenziale violazione va effettuata considerando l’articolo 6, comma 5-bis, del Dlgs 472/1997, secondo cui non sono punibili le violazioni che non incidono su base imponibile, imposta o versamento e non arrecano pregiudizio all’attività di controllo. La giurisprudenza di legittimità ha chiarito che tale valutazione dev'essere condotta verificando l’idoneità concreta della condotta a ostacolare l’attività accertativa (Cassazione, numeri 6993/2023 e 141/2022).

da Il Sole24Ore 15-06-2026
Nel caso in esame, la circostanza che gli incassi Pos risultino, comunque, integralmente tracciabili attraverso i flussi bancari, e coerenti con la contabilità, consente di escludere un effettivo pregiudizio all’attività di controllo. In tale prospettiva, la violazione può essere qualificata come meramente formale e, quindi, non punibile in base alla disposizione citata, ferma restando la natura astrattamente irregolare del dato trasmesso.
Sotto il profilo soggettivo, resta fermo, invece, che il contribuente risponde anche per errori imputabili a terzi (quale il tecnico del registratore telematico), salvo che dimostri l’assenza di colpa mediante adeguata vigilanza e la natura meramente tecnica dell’errore (Cassazione, n. 19381/2018).
Quanto al termine entro il quale occorre intervenire sull'errore per correggerlo, non ne esiste uno specifico; tuttavia, in applicazione dei principi di buona fede e collaborazione, di cui all’articolo 10 della legge 212/2000, è opportuno procedere tempestivamente alla corretta configurazione del registratore e conservare la documentazione idonea (estratti pos, movimenti bancari, contabilità) a dimostrare la piena ricostruibilità dei flussi. In via prudenziale, può risultare utile documentare l’errore anche nei confronti dell’amministrazione finanziaria.
In conclusione, l’errata imputazione tra contante e Pos, in assenza di effetti sui ricavi e sull’imposta, non integra violazioni sostanziali e può essere ricondotta nell’ambito delle irregolarità meramente formali non sanzionabili, ove sia dimostrata l’assenza di concreto pregiudizio all’attività di controllo.

Indirizzo

Piazza San Francesco D'Assisi, 12
Casale Monferrato

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Martedì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Mercoledì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Giovedì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Venerdì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30

Telefono

014271980

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Massarenti Cristiana pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Massarenti Cristiana:

Scelte rapide

Condividi