23/04/2026
A Campobasso il nome di San Giorgio non è solo devozione: è memoria, coraggio, appartenenza.
Dall’assedio del XIII secolo alla tempesta del 1634, fino alla peste del 1656, la tradizione racconta che il Santo guerriero abbia più volte protetto la città nei momenti più difficili.
Un legame antico, che continua a vivere nella nostra storia e nel cuore dei campobassani.
⚔️ I tre eventi miracolosi della tradizione Campobassana
1. L’apparizione durante l’assedio del XIII secolo:
Secondo la tradizione, nel 1200 circa Campobasso fu assediata da paesi limitrofi intenzionati a distruggerla. I cittadini, ormai allo stremo, si raccolsero in preghiera invocando San Giorgio.
All’improvviso:
le campane iniziarono a suonare da sole,
si udì un fragore di armi,
apparve un giovane guerriero alla guida di un esercito celeste.
I nemici, terrorizzati, fuggirono. Il popolo riconobbe il prodigio gridando:
“È San Giorgio che ci difende e che ci salva!”
Questa leggenda è riportata anche nelle ricostruzioni storiche moderne.
2. La tempesta del 9 ottobre 1634:
Una violenta tempesta minacciò di devastare Campobasso. La popolazione ricorse nuovamente all’intercessione del Santo, e la città – secondo la tradizione – fu risparmiata dal disastro.
Anche questo episodio contribuì a rafforzare la percezione di San Giorgio come protettore della comunità.
3. La peste del 1656
Nel 1656 una terribile pestilenza colpì il Regno di Napoli. Campobasso, pur colpita, vide la fine del contagio attribuita al miracolo del Santo.
Questo evento fu decisivo: la popolazione, riconoscente, spinse per la proclamazione ufficiale del patronato.
Il 16 aprile 1661, con una bolla del vescovo Celestino Bruno, San Giorgio fu proclamato patrono di Campobasso per acclamazione popolare, proprio in virtù dei miracoli attribuiti alla sua protezione.