23/03/2026
Ad Olbia il sindaco vuole sanzionare i commercianti che non rimangono aperti almeno 10 mesi l’anno.
Per anni si è incentivato il commercio online, si sono concessi spazi e vantaggi ai centri commerciali ( in questi giorni ha aperto un altro colosso ad Elmas), si è appesantito tutto con tasse e balzelli sempre più pesanti (ricordiamoci che esiste persino la tassa sull’ombra delle tende dei negozi)… e oggi ci si stupisce se le città si stanno svuotando.
La gente non passeggia più, le vie si spengono, e il deserto avanza.
E la risposta qual è?
Sanzionare chi non tiene aperto almeno 10 mesi all’anno.
In pratica si punisce chi non ce la fa. Si costringe con la forza a restare aperti, anche quando il mercato non regge.
Non si creano condizioni favorevoli, non si danno incentivi a chi resiste, non si supportano quegli imprenditori che, nonostante tutto, tengono viva la città. Si sceglie la linea dura.
Mi viene in mente quella sera di qualche anno fa in via Dante: tutti i commercianti spensero le luci di vetrine e insegne per una protesta.
Faceva paura.
Sembrava una città fantasma. Buia, vuota, quasi pericolosa.
Ecco la verità:
una città senza negozi è una città morta.
Bisogna aiutare chi resiste, non metterlo all’angolo.
Servono meno tasse, meno burocrazia, meno imposizioni.
Serve una riforma seria che renda sostenibile aprire e portare avanti un’attività.
Diamo ai commercianti la possibilità di stare in piedi davvero, non di sopravvivere arrancando.
Solo così le serrande resteranno alzate.
Solo così le vetrine torneranno ad illuminare le strade.
Solo così le nostre città torneranno a vivere.
Senza dimenticare che ogni centesimo speso in un negozio è un centesimo che gira sul territorio e non va a gonfiare fatturati di multinazionali estere…