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E il naufragar m’è dolce in questo mare
14/10/2026

E il naufragar m’è dolce in questo mare

28/09/2026

Vivere di rendita significa in realtà solo una cosa: avere la libertà di godersi il tempo, senza essere costretti a lavorare per vivere.

Marco ad esempio, 55 anni, ex dipendente privato, una persona paziente e frugale, oggi vive di rendita.
Nel tempo, con la disciplina e tenacia di un maratoneta, ci è riuscito, ha costruito la sua “F**k you position”, come John Goodman ha ben spiegato nel film The Gambler.

Ha la casa di proprietà, un fondo pensione attivo e 1 mil di € investito in borsa al 4% netto, con un tasso di decumulo del 4%

Certo, a Goodman servivano 2,5 mil di dollari per la sua filosofia di libertà.
Ma ognuno ha il proprio tenore di vita e a Marco 1 mil è più che sufficiente.
Qualcuno può pensare siano troppo pochi. Ma il punto è un altro.

Per progettare una rendita la domanda da porsi è questa:

Quanto mi serve all’anno per mantenere il mio stile di vita?
Come si progetta il FIRE (Financial Independence, Retire Early) capitale necessario per la propria libertà?

Mi spiego meglio.
Non parlo di un semplice accantonamento di capitale da investire da cui trarre una rendita.

Il FIRE rappresenta una condizione di equilibrio patrimoniale che associato al tasso di decumulo definisce la nostra soglia di indipendenza economica.

Il portafoglio d’investimento poi sarà focalizzato non sulla massimizzazione del rendimento ma sulla capacità di resistere, rimanendo intatto, negli scenari peggiori (tasso di prelievo 3,2% PWR), oppure esaurire il denaro alla fine del periodo considerato (tasso di prelievo 5,9% SWR).

Perché evitare un rapido impoverimento dovuto a un’eccessiva aggressività è l’unica vera condizione per rendere sostenibile la rendita nel tempo, e per mantenere lo stesso stile di vita per sempre.

Grimani

Raffaele Buonomo



di rendita


Warren Buffet Intervistato dalla CNBC, parla dei soldi lasciati ai suoi figli.“Dai ai figli abbastanza per fare qualcosa...
19/09/2026

Warren Buffet Intervistato dalla CNBC, parla dei soldi lasciati ai suoi figli.

“Dai ai figli abbastanza per fare qualcosa, ma non abbastanza per non fare nulla.”

Interessante approccio il suo, ma Il tema eredità apre a ragionamenti a più ampio respiro rispetto alla semplice quantità di denaro da lasciare ai propri eredi o alla società.

L'Oracolo di Omaha ha 95 anni, $140 miliardi in portafoglio, e vive nella stessa casa che ha comprato nel 1958 per $31.500.

Ai suoi tre figli - oggi tra i 71 e i 72 anni - inizialmente concedeva "pochi" soldi (se confrontati alla sua ricchezza) da destinare alle loro fondazioni. $100.000 a testa, trent'anni fa, quando erano ancora giovani. Non perché fosse avaro, ma perché voleva essere sicuro al 99% che li avrebbero usati bene.

Da lì ha aumentato progressivamente, anno dopo anno. In questa intervista annuncia un ulteriore +50% rispetto all'anno precedente per ciascuna delle tre fondazioni dei figli, e distribuirà l'intero patrimonio entro il 2034.

In pratica riceveranno l’eredità, quando avranno 79 anni!
Quindi ben oltre la sua morte!

“Il principio è semplice ma radicale: il denaro deve abilitare l'azione, non eliminarla. Troppi soldi troppo presto uccidono la fame che costruisce il carattere.”

Si ma, caro Warren, con tutto il rispetto..
che carattere dovranno mai formarsi a 70 anni?
A 79, se saranno vivi e anche sani, sarà una gran fortuna!

Battute a parte, il punto è un altro.

Non abbiamo la controprova, ma sono abbastanza convinta che, i figli di Buffett, per i valori di cui hanno dato prova anche attraverso le loro fondazioni, avrebbero saputo fare buon uso di quel patrimonio anche se lo avessero ricevuto molto prima, trasformando quella ricchezza in valore per sé e per gli altri.

Perché, prima ancora di preoccuparsi di quando e quanto denaro tramandare, forse la vera eredità è assicurarsi di aver trasmesso i valori con cui quel denaro verrà gestito.

Perché alla fine, noi siamo il risultato dei genitori che abbiamo avuto.

Dei loro insegnamenti, ma anche di ciò che non hanno saputo dirci.
Dei loro abbracci, delle loro paure e anche delle loro assenze.
Siamo il frutto dei loro esempi, della forza ma anche della loro fragilità .

Insieme al patrimonio, ereditiamo dei valori e dentro ciascuno di noi, matura anche il modo in cui abbiamo scelto di trasformare quell’eredità.

Vale per i figli. Vale per i manager che scegli. Vale per le aziende.




Adoravo correre le mezze maratone.21,097 km su strada.Mi allenavo 6 giorni a settimana, seguivo una dieta rigorosa per n...
12/09/2026

Adoravo correre le mezze maratone.
21,097 km su strada.

Mi allenavo 6 giorni a settimana, seguivo una dieta rigorosa per non mandare il corpo in crisi ipoglicemica.
L’allenamento era preciso.
tabelle e tempi in base al mio ritmo naturale, preparate dall’allenatore, per cercare il miglioramento continuo.
Rigore e disciplina per raggiungere un obiettivo, per avere benessere fisico e mentale.
Durante l’allenamento della domenica, “il lungo”, avevo bisogno della musica ma non durante le ripetute, in pista dovevo sentire i muscoli, il cuore…con la mente,
senza distrazioni.

Mi piaceva la preparazione ma amavo la gara..
L’adrenalina!
senza la musica nelle orecchie, solo il tumore dei passi, la tensione dei muscoli, per regolare il passo in base ad essi.

Le persone e il loro supporto ..
L’energia delle persone aiuta tanto!
La strada come una pista..
Il senso di libertà, del potere.
Senza pensieri o preoccupazioni
solo la forza interiore..
solo il controllo del mio fisico..

Non era necessario arrivare per prima, sapevo di essere circondata da persone più veloci…
Ma volevo correre, ogni volta, con tempi migliori della gara precedente.

Non sempre riuscivo, magari a causa del vento contrario proprio durante gli ultimi km, come durante la maratona di Assemini, oppure per il caldo come alla mezza di Chia Laguna.

L’importante era allenarmi per migliorare i tempi della gara precedente.

Perché la gara più impegnativa e dura da vincere è sempre quella per essere la versione migliore di se stessi, nella vita e nel lavoro.

Pacchetto OFFICE
11/09/2026

Pacchetto OFFICE

Il 16 giugno a Villa F***y con il bravissimo Fabio Tavelli conduttore Sky giornalista abbiamo affrontato un tema crucial...
07/09/2026

Il 16 giugno a Villa F***y con il bravissimo Fabio Tavelli conduttore Sky giornalista abbiamo affrontato un tema cruciale per i passaggi generazionali.

La legacy è ciò che continua a generare valore, anche dopo di noi.

Comprende il patrimonio materiale — immobili, azienda, investimenti — ma anche quello immateriale: valori, cultura, conoscenze, relazioni, identità e visione.

Perché è così importante nella continuità generazionale?

Perché gli studi più recenti mostrano che la continuità di un’impresa familiare non dipende soltanto dal trasferimento di beni e quote societarie, ma anche dalla capacità di trasmettere significato alle generazioni future.

Negli ultimi anni il concetto di legacy è diventato infatti un tema di studio interdisciplinare. Una ricerca pubblicata nel 2024 su Family Business Review, basata sull’analisi di 140 studi accademici, evidenzia alcuni aspetti fondamentali.

Il primo è che la continuità nasce dalla trasmissione non solo del patrimonio, ma anche di cultura, visione e identità.

Il secondo è che una legacy fondata su valori condivisi, reputazione e visione di lungo periodo può aumentare la fiducia, rafforzare la coesione e ridurre i conflitti familiari, diventando così anche un vantaggio competitivo.

Il terzo riguarda l’identità familiare, che può generare fiducia nei confronti di clienti, dipendenti, fornitori e comunità. Per conservarla nel tempo, però, occorre accompagnarla con una governance più strutturata e, quando necessario, con competenze manageriali esterne.

La legacy, quindi, non riguarda soltanto le imprese. Riguarda lo sport, le organizzazioni e, in fondo, ciascuno di noi.

Perché prima o poi la domanda diventa la stessa:

che cosa desideriamo lasciare nel tempo?

In fondo la legacy è proprio questo: non semplicemente ciò che lasciamo, ma ciò che continuerà a generare valore anche dopo di noi.





19/08/2026
Diversa fuori e molto diversa dentro.
24/07/2026

Diversa fuori e molto diversa dentro.

Sono sveglia dalle 3.30 e leggo le ultime notizie dalla casa bianca.Ancora un bluff di Trump.nella notte ha sospeso gli ...
08/04/2026

Sono sveglia dalle 3.30 e leggo le ultime notizie dalla casa bianca.
Ancora un bluff di Trump.
nella notte ha sospeso gli attacchi contro l’Iran per altre due settimane, subordinando la decisione alla riapertura dello stretto di Hormuz.
Soprattutto grazie all’avvio di negoziati del Pakistan.
Sinceramente mi aspettavo questa ennesima marcia indietro.
Quale sia il livello di verità dietro alle motivazioni non ha importanza!

Mi interessa invece spostare l’attenzione sulla reazione dei mercati.
Come sospettavo é stata, immediata e violenta:
* Indici USA hanno recuperato e chiuso positivi
* Petrolio in forte calo (fino a circa -15%)
* Borse asiatiche in forte rialzo (Cina +3% . Giappone + 5.50 %, futures USA +2%)
* Il VIX L’indice della volatilità é crollato del 10% in poche ore arrivando da 25 % a 22%.

Tutti i Futures indicano apertura delle borse positive!

In altre parole: è bastato togliere lo scenario peggiore per far ripartire tutto.

Ed è esattamente qui il punto.

Il rimbalzo non arriva quando la situazione è risolta.
Arriva quando smette di peggiorare.

Stare fuori dai mercati più che altro fa perdere il movimento più importante

Perché questi rimbalzi sono:
• rapidi
• imprevedibili
• concentrati in pochissimi giorni

E spesso fanno una parte rilevante del rendimento annuale.

👉 La lezione è sempre la stessa:
stare fuori dal mercato nelle fasi di turbolenza è, nel tempo, una strategia PERDENTE.

In poche parole si perde il rendimento per strada!
perché non si riesce a rientrare nei momenti in cui ripartono.

Certo, la situazione non è ancora risolta.
Si risolverà gradualmente e quindi non ci sarà un momento perfetto per entrare nei mercati.
Siamo tutti d’accordo sul fatto che le turbolenze siano quasi all’ordine del giorno?

Ed è proprio per questo che entra in gioco una strategia semplice ma estremamente efficace: il PAC (Piano di Accumulo).

Perché?

Perché quando il contesto si sistema gradualmente, non esiste un momento perfetto per entrare.
E aspettarlo significa soltanto restare fermi.

Il PAC permette invece di:
• entrare in modo progressivo, senza dover “indovinare” il timing
• sfruttare la volatilità a proprio favore
• costruire posizione mentre il mercato si stabilizza

👉 In scenari come questo, dove la normalizzazione è lenta e incerta,
non vince chi aspetta il momento giusto.
Vince chi inizia, con metodo.

Perché nei mercati, come spesso accade,
la differenza non la fa il punto di ingresso perfetto…
ma la capacità di avere PAZIENZA e stare investiti in un tempo sufficiente.

Tutto come sempre insomma

nipoti ❤️❤️
05/04/2026

nipoti ❤️❤️

Indirizzo

Viale Bonaria 58
Cagliari
09125

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 17:00
Martedì 08:30 - 17:00
Mercoledì 08:30 - 17:00
Giovedì 08:30 - 17:00
Venerdì 08:30 - 17:00

Telefono

+393930041904

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