21/09/2026
Dopo anni di collaborazione con una compagnia assicurativa di dimensioni contenute, ho ricevuto la comunicazione di cessazione del rapporto professionale motivata da una produzione ritenuta insufficiente, pur in presenza di un portafoglio caratterizzato da qualità, correttezza gestionale e assenza di sinistrosità rilevante.
Come broker, nel rispetto dei miei doveri professionali e della trasparenza che devo ai clienti, ho immediatamente informato tutti i contraenti interessati, invitandoli a valutare la disdetta delle polizze in essere, non potendo più garantire loro l'assistenza e la consulenza che avevano scelto e apprezzato.
Ciò che lascia profondamente sconcertati non è la decisione commerciale della compagnia, legittima per quanto discutibile, ma il comportamento successivamente adottato nei confronti dei clienti. Nonostante disdette regolarmente trasmesse tramite PEC, sottoscritte con firma elettronica avanzata e accompagnate da mandati esclusivi già conferiti al broker, sono state avanzate ulteriori e ripetute richieste documentali: deleghe aggiuntive, copie di documenti d'identità e firme autografe.
L'impressione è quella di una strategia finalizzata più a ostacolare che a facilitare l'esercizio di un diritto del cliente. Un atteggiamento burocratico e dilatorio che appare in netto contrasto con i principi di correttezza, efficienza e centralità dell'assicurato che il settore dichiara di voler perseguire.
Quando una compagnia perde un intermediario e i relativi clienti, la risposta dovrebbe essere la qualità del servizio e la capacità di trattenere la fiducia delle persone, non la creazione di inutili barriere amministrative.
I clienti meritano rispetto. Gli intermediari meritano rispetto. E il mercato assicurativo merita operatori capaci di competere attraverso professionalità, trasparenza e valore, non attraverso ostacoli procedurali che finiscono soltanto per penalizzare chi dovrebbe essere tutelato.
Le decisioni aziendali possono essere discutibili. I comportamenti che rendono difficile ai clienti esercitare una scelta libera e consapevole sono invece semplicemente una cattiva pubblicità per chi li adotta.