27/09/2026
“Voglio comprare casa a mio figlio, ma voglio essere sicuro che non possa venderla.”
Si può fare?
Non esattamente come molti immaginano.
In Italia è possibile prevedere in un contratto un divieto di vendita dell’immobile, ma l’art. 1379 del Codice Civile pone due condizioni importanti:
• il divieto deve avere un limite di tempo ragionevole;
• deve esistere un interesse apprezzabile che giustifichi il vincolo.
Quindi non basta scrivere:
“Questa casa non potrai venderla mai.”
E c’è un altro aspetto fondamentale.
Se trasferisci a tuo figlio la piena proprietà della casa e inserisci semplicemente un patto di non vendita, quel patto produce normalmente effetti tra le parti.
Questo significa che non è automaticamente un blocco assoluto alla futura vendita dell’immobile.
Se il proprietario viola il patto e vende comunque, la vendita al terzo può restare valida, mentre possono sorgere le conseguenze previste nei rapporti tra chi aveva sottoscritto l’accordo.
Per questo, quando un genitore vuole comprare una casa per un figlio ma allo stesso tempo mantenere una forma di tutela sull’immobile, la domanda corretta non è soltanto:
“Come gli impedisco di venderla?”
La vera domanda è:
“Come devo strutturare l’acquisto fin dall’inizio per ottenere il risultato che voglio?”
Piena proprietà, usufrutto, nuda proprietà, donazione e specifiche clausole contrattuali producono effetti molto diversi.
E la soluzione va scelta PRIMA del rogito, non quando la casa è già stata intestata.
Se stai pensando di comprare casa a un figlio o a un familiare, parlane prima con il notaio e valuta anche come strutturare correttamente l’eventuale mutuo.
Una firma diversa al momento dell’acquisto può cambiare completamente quello che sarà possibile fare con quella casa negli anni successivi.
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