09/12/2025
📈 𝐈𝐥 𝐭𝐫𝐞𝐧𝐝: 𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐢ù
Il mattone perde centralità. Le famiglie italiane, soprattutto il ceto medio, stanno cambiando pelle: meno immobili, più strumenti finanziari.
Nel 2023 gli asset finanziari hanno raggiunto 𝟓.𝟔𝟗𝟐 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨, pari al 𝟒𝟔,𝟐% 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐜𝐡𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐚: un record assoluto, superiore persino a Francia e Germania.
Le abitazioni scendono al 45% della ricchezza, minimo storico rispetto al 53,6% del 2011.
Questo cambio non dipende solo dal rallentamento dei prezzi delle case: è una scelta consapevole. In dieci anni la ricchezza finanziaria è cresciuta del 𝟑𝟕,𝟓%, ben più dell’inflazione.
A trainare la trasformazione sono:
• 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢: +63% in dieci anni
• 𝐑𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 (𝐢𝐧𝐜𝐥. 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢): +43,7%
• 𝐀𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢: +85,4%, oltre 1.656 miliardi
Le azioni quotate, solo una piccola parte del totale, corrono ancora di più: +𝟖𝟖% 𝐝𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟑 𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟑, con un ulteriore +16,2% nel primo trimestre 2025.
Anche le imprese vivono lo stesso destino: meno immobili (-13,7% dal 2013), più asset finanziari (dal 32,6% al 43,2%).
La vera rivoluzione è sociale: 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 è 𝐩𝐢ù 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢.
Il ceto medio accelera: nel sesto decile i fondi crescono del +𝟐𝟐𝟎% e le azioni del +𝟏𝟔𝟓% in dieci anni. E anche i decili immediatamente superiori mostrano incrementi fortissimi.
Questa democratizzazione riduce, seppur lentamente, la concentrazione della ricchezza finanziaria: il 10% più ricco scende dall’88,6% all’85,1% nelle quote di fondi, e dal 94,5% all’84,9% nelle azioni.
Una transizione che racconta un Paese diverso:
meno ancorato al mattone, più orientato a costruire il futuro con strumenti dinamici.
Una finanza che diventa linguaggio comune, leva di resilienza per il ceto medio e possibile antidoto alle disuguaglianze.
Fonte: Istat e Banca d'Italia
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