Venture Capital e Private Equity

Venture Capital e Private Equity Il Venture Capital e il Private Equity rappresentano modi alternativi per finanziare e sostenere le I Venture Capital sono investitori privati o istituzionali.

Il loro obiettivo è quello di investire nei progetti innovativi delle imprese e nelle sturt-up. Ricorrere al Venture Capital, significa evitare l’indebitamento bancario a favore di partecipazioni, seppur minoritarie, interessate a far confluire capitale di rischio nell’impresa, aiutandola ad aumentare la sua redditività. I Business Angels o “investitori privati informali”, rappresentano anch’essi

un ruolo determinante; questi costituiscono una posizione chiave in materia finanziaria e, gestionale, e possono aiutare fortemente lo sviluppo delle PMI.

18/05/2016

Il private equity rappresenta una formula per apportare capitale di rischio, alternativa ad altre e commisurata allo stadio di sviluppo dell'impresa, che si avvale della presenza di intermediari specializzati nel favorire la crescita delle imprese.
Negli anni ottanta si è assistito in Italia allo sviluppo dei distretti industriali caratterizzati dalla presenza di una miriade di piccole imprese a rete che hanno dato luogo a veri e propri sistemi produttivi locali, in grado di generare economie di scala di sistema, che, prevalentemente con l'esportazione, hanno raggiunto vendite di successo a livello internazionale in settori di nicchia. Negli ultimi anni, il contesto economico internazionale ha registrato notevoli cambiamenti, con conseguenti modifiche nelle tensioni competitive, quali:
• il tasso di cambio, con la moneta unica europea, non più debole in modo da fornire competitività alle esportazioni delle Pmi italiane;
•la presenza di nuovi attori sul mercato internazionale, come Cina e India;
• la forte concorrenza internazionale che spinge verso il passaggio da strategie di esportazione a strategie basate sull'insediamento e sul radicamento nei mercati.
In conseguenza dei cambiamenti, nei distretti industriali italiani si è osservata una tendenza verso una maggiore integrazione produttiva, con l'emergere di imprese leader, con caratteristiche organizzative simili alla medio-grande impresa.
Alle imprese leader di distretto e, in genere, alle imprese di medio-grande dimensione che superano certi livelli dimensionali il cambiamento nel modello di business, sempre più orientato all'insediamento, impone investimenti nella propria rete distributiva e di assistenza alla clientela che comportano ingenti costi finanziari e considerevole assorbimento di risorse manageriali e organizzative.
A causa del ritardo nell'introduzione nel nostro Paese di intermediari specializzati a supporto della crescita delle Pmi innovative, come private equity e venture capital, le Pmi in genere si presentano sottopatrimonializzate e altamente indebitate, con una struttura delle fonti di finanziamento data da:
• ricorso al credito bancario ordinario, che produce consistenti oneri finanziari;
• pluriaffidamento che, spalmando il rischio di credito tra le diverse banche, come effetto negativo non spinge le stesse banche ad un rigoroso monitoraggio del merito creditizio.
In questa situazione si registrano dei vincoli allo sviluppo in quanto, in un ambiente competitivo, per cogliere delle occasioni di acquisizioni strategiche finalizzate alla crescita dimensionale o di rapido sviluppo per vie interne, l'impresa necessita di un grosso polmone finanziario.
Quest'ultimo quando nelle imprese familiari i membri della famiglia non sono disposti a ricapitalizzare l'azienda, dipende dalla decisione delle banche creditrici di attivare, o meno, operazioni di finanza straordinaria. L'espansione aziendale, per via esterna o interna, basata sul continuo ricorso all'indebitamento, però, può portare l'impresa in un'area di rischio a causa di un rapporto di indebitamento (leverage) eccessivo. Quindi, il ricorso a nuovi mezzi propri, tramite la quotazione in borsa o l'intervento di fondi di private equity, può essere connesso a opportunità di acquisizioni del controllo di aziende italiane o estere, o per sostenere l'ampliamento per via interna, nel rispetto dell'equilibrio patrimoniale.
L'introduzione di nuovi criteri di valutazione del merito creditizio da parte delle banche, in virtù dell'entrata in vigore degli accordi di Basilea 2, spinge per una maggiore attenzione da parte delle imprese ad una struttura finanziaria equilibrata in quanto la concessione del credito è basata sull'apprezzamento delle capacità attuali e prospettiche dell'azienda, misurato con indici di bilancio e previsioni di copertura finanziaria dei progetti, mediante l'attribuzione di un rating legato alla redditività e alla solidità dell'impresa. Le imprese sono spinte a creare un adeguato livello di capitalizzazione, per ridurre il rischio connesso con un alto grado di indebitamento, ricercando un corretto equilibrio nelle fonti di finanziamento per origine e scadenza.
ll private equity si può definire come un'attività di assunzione di partecipazioni durevoli e rilevanti nel capitale di imprese generalmente non quotate, da parte di investitori finanziari specializzati, con la finalità di accrescere il valore della partecipazione, nel medio termine, per realizzare un consistente capital gain al momento della dismissione della stessa. In considerazione della finalità e della natura dell'operazione l'investimento necessita di un ampio respiro, pari a 3/5 anni, e il successivo smobilizzo risente dell'andamento dei mercati mobiliari, sia direttamente in presenza di una quotazione in borsa che indirettamente nel caso di forme di uscita alternativa.
Tra i potenziali soggetti interessati al ricorso a forme di private equity si possono annoverare:
• le imprese di dimensioni insufficienti per l'immediata quotazione in borsa, a cui invece possono accedere dopo un percorso di sviluppo, sostenuto da un fondo di private equity, finalizzato al consolidamento delle posizioni di mercato e dei livelli di redditività;
• le imprese controllate da imprenditori non interessati alla quotazione in borsa, ma disposti all'apertura del capitale a terzi;
• le imprese che a causa di situazioni di sviluppo o di crisi necessitano di capitali;
• le imprese che in seguito all'uscita di alcuni componenti dell'azionariato necessitano di una ricomposizione dello stesso.
Al fine di permettere una rilevante influenza sulla gestione aziendale le partecipazioni assunte possono essere di maggioranza o di minoranza qualificata.
L'apporto di mezzi nell'operazione di private equity può assumere la forma di:
• acquisto di quote o sottoscrizione di capitale;
• erogazione di prestiti destinati a divenire mezzi propri, come ad esempio i prestiti convertibili o altri strumenti finanziari assimilabili.
L'ingresso di un fondo di private equity nel capitale di una Pmi la obbliga ad adottare una governance trasparente e al rafforzamento dell'organizzazione e dei sistemi di controllo della gestione.
Nel mercato italiano si registra una presenza di operatori specializzati di origine anglosassone e di intermediari specializzati espressione di gruppi bancari italiani. La configurazione giuridica degli operatori italiani è di norma quella di società di gestione del risparmio, autorizzata alla gestione di fondi mobiliari chiusi, dedita alla raccolta dei mezzi nel mercato finanziario, in genere presso investitori istituzionali.
Per la società di private equity le operazioni di investimento presentano un elevato profilo di rischio dovuto a:
• rischio di perdita totale del capitale investito in caso di insuccesso aziendale;
• immobilizzo dei capitali impiegati per un periodo non inferiore a 3/5 anni;
• scarsa liquidabilità delle quote dei fondi mobiliari;
tale da giustificare l'obiettivo di raggiungere un'alta redditività e, di conseguenza, un consistente incremento di valore delle imprese partecipate per conseguire elevati profitti grazie alle plusvalenze generate al momento della dismissione.
In funzione delle caratteristiche dell'impresa target e dell'entità delle partecipazioni assunte l'operatore di private equity tende ad avere un ruolo attivo, e non di mero finanziatore come un normale operatore bancario, nella gestione delle imprese target. L'intervento di private equity si caratterizza proprio per il fatto che in affiancamento alla fornitura di capitali si realizza il trasferimento di know-how e competenze manageriali finalizzate a valorizzare le partecipazioni in un'ottica di successivo ritorno positivo.

18/05/2016

VENTURE CAPITAL PER UNO SVILUPPO MODERNO DELL’IMPRESA DI OGGI di Marina Puzzello

I Venture Capital sono investitori privati o istituzionali. Il loro obiettivo è quello di investire nei progetti innovativi delle imprese e nelle sturt-up. Ricorrere al Venture Capital, significa evitare l’indebitamento bancario a favore di partecipazioni, seppur minoritarie, interessate a far confluire capitale di rischio nell’impresa, aiutandola ad aumentare la sua redditività.

I Business Angels o “investitori privati informali”, rappresentano anch’essi un ruolo determinante; questi costituiscono una posizione chiave in materia finanziaria e, gestionale, e possono aiutare fortemente lo sviluppo delle PMI.

08/06/2014

Marina Puzzello ha sviluppato un progetto che nasce dal suo "Laboratorio giuridico e finanziario", fisico e virtuale di incontro tra imprese e investitori privati.
Dopo un'accurata osservazione inerente lo sviluppo delle imprese di oggi ostacolate dalla eccessiva burocrazia legata al nostro sistema giuridico e al nostro legislatore disinteressato alla crescita e alla protezione delle piccole e medie imprese, ho pensato di realizzare un laboratorio, un luogo di incontro con gli imprenditori che fosse capace di fornire soluzioni alternative rispetto a quelle attualmente offerte alle PMI.
La storia ma soprattutto l’economia ci insegnano che la piccola e media impresa ha da sempre costituito il motore della crescita economica, ma il disconoscimento e la negazione di questa realtà cui oggi viviamo e' quella da cui invece occorre partire.
Il Venture Capitale Lab si prefigge di favorire l’incontro tra l’impresa che ha un progetto da realizzare ed il Venture Capital o il Private Equity i quali dopo aver analizzato le caratteristiche dell’iniziativa imprenditoriale e se ricorrono tutta una serie di requisiti, decidono di conferire il proprio capitale di rischio nella crescita e nel consolidamento dell'impresa.
Il Venture Capital può investire anche nei progetti d’impresa già avviati mettendo a disposizione le proprie risorse finanziarie aiutando l’imprenditore a diversificare il proprio business.
Si può osservare come ci sono pure i Business Angels che sono "investitori privati informali" che anch'essi rappresentano un ruolo determinante perchè costituiscono una posizione chiave in materia finanziaria e gestionale e possono aiutare fortemente lo sviluppo delle PMI.
L’Italia costituisce ancora uno dei pochi paesi in cui per fare impresa si ricorre al capitale di debito cioè alle Banche che spesso si rifiutano a causa delle loro politiche aziendali o delle congiunture economiche del momento di sostenere il piccolo imprenditore, l’artigiano, l’impresa in generale e qualora lo facciano accade inevitabilmente che a causa degli interessi e dei costi che applicano distruggono poi l'impresa.
Olanda, Inghilterra, Svizzera, Stati Uniti, sono paesi nei quali, di contro, l’utilizzo del Venture Capital, del Private Equuty o del Business Angels è invece largamente utilizzato e sono proprio loro che vanno alla ricerca delle imprese nelle quali investire.
Il Venture Capital Lab nasce dunque come vero laboratorio con l’obiettivo di colmare questo gap tra il nostro paese e gli altri ordinamenti, si prefigge diverse finalità tra le quali richiamare l’attenzione delle imprese a ricorrere a strumenti alternativi a quelli di debito, promuovere la cultura del capitale di rischio, informare, formare gli imprenditori mettendo a disposizione strumenti conoscitivi dal punto di vista giuridico e, finanziario, per poter fare e, costruire impresa.

I risultati che si intendono realizzare con questo Laboratorio sono legati allo sviluppo delle idee, alla crescita, alla tutela delle imprese che devono autolegittimarsi partendo dalla propria forza, dalla propria identità negata, abbandonando al contempo i canali tradizionali di finanziamento che le hanno portate a morire a causa di un sistema giuridico e finanziario distorto che ha da sempre tolto e mai dato a chi doveva ricevere.

Il presente Laboratorio è dedicato ad una delle nostre risorse più importanti: le imprese, vero motore della ricchezza.
Drssa Marina Puzzello

Indirizzo

Bologna
40133

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