Giacomo Casoni - Consulente Finanziario

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🔍 “L’ignoranza genera più fiducia della conoscenza.”    - Charles Darwin⚠️ La cosiddetta "overconfidence", traducibile c...
11/09/2023

🔍 “L’ignoranza genera più fiducia della conoscenza.” - Charles Darwin

⚠️ La cosiddetta "overconfidence", traducibile come eccesso di fiducia, è uno dei bias più pericolosi a livello di potenziali danni alle nostre finanze (e alla pazienza di chi ci circonda).

⭕ È infatti causa, tra l'altro, della nascita di meccaniche fastidiose come l' "effetto Dunning-Kruger" per il quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità.

📌 Spiegare questo bias è molto pratico in quanto "grazie" ai social ci troviamo ad averci a che fare tutti i giorni: nessuno parla di ciò che conosce realmente e tutti sanno tutto meglio degli altri.

🚗 Un esempio classico molto utilizzato per parlare di questo tema è quello relativo alle ricerche sulle autovalutazioni dei guidatori, che riportano come il 90% di questi si ritenga migliore degli altri.

➡️ La motivazione è semplice:
La difficoltà nel riconoscere la propria incompetenza porta ad autovalutazioni non veritiere.

❗Questo bias chiaramente non risparmia nemmeno gli investitori, che tendono a sovrastimarsi e ritenersi più informati, più capaci e più performanti degli altri.

⚠️ Guardando i risultati dei fondi di investimento e quante poche volte questi riescano realmente a ba***re il mercato ( scopo per il quale vengono creati ) ci rendiamo conto che questa "debolezza" cognitiva non sia un esclusiva dei piccoli investitori ma sia ben radicata anche tra i professionisti.

✅ Non avrebbe quindi senso chiudere il post scrivendo di affidarsi ad un professionista per evitare di cadere in queste trappole cognitive, ma lo faccio consigliando di premiare chi lavora con i piedi per terra e in modo responsabile, sottolineando quali siano i rischi e come avrà intenzione di affrontarli e non chi si spaccia per "invincibile".

❓Il valore che attribuiamo ad un bene o un servizio è frutto di una nostra valutazione o siamo stati "ingannati"?⚓ Il bi...
04/09/2023

❓Il valore che attribuiamo ad un bene o un servizio è frutto di una nostra valutazione o siamo stati "ingannati"?

⚓ Il bias dell'ancoraggio si concretizza quando, per stimare un valore a noi ignoto, partiamo da un altro valore disponibile che utilizzeremo inconsapevolmente come riferimento per aiutarci nella decisione.

⭕ Detto così potrebbe sembrare vago, ma non lo è: dobbiamo acquistare un elettrodomestico di cui non capiamo granché, ad esempio un aspirapolvere. Nel negozio in cui siamo ci sono 3 aspirapolvere e costano tutti 200 euro. Due di questi sono a prezzo di listino, mentre uno costava originariamente 300 ed è scontato a 200.

⚠️ Molte persone saranno portate ad acquistare quest’ultimo, grazie all'”ancora” che in questo caso è il precedente costo di 300.
I tre aspirapolvere costano uguale ed andrebbero soltanto confrontate le caratteristiche in modo da scegliere quello più adatto a noi, ma il nostro cervello ha inconsciamente reagito all'informazione che uno di questi avesse precedentemente un prezzo superiore agli altri e si è "ancorato" a tale informazione, senza valutare ciò che conta realmente.

Ora che abbiamo capito come funzioni l'ancoraggio possiamo parlare di mercati finanziari.
Se una delle cause principali della creazione di bolle finanziarie è il FOMO, di cui parlerò in seguito, l'ancoraggio è uno dei fenomeni che ne rallenta l'esplosione.

❌ Se abbiamo perso l'occasione di investire in un titolo o in un settore che è andato molto bene in passato, per giuste cause o meno che sia, saremo tendenzialmente portati ad acquistarlo non appena il prezzo diminuisca.

➡️ Il concetto di acquistare un asset che ci interessa nel momento in cui il prezzo scende è assolutamente corretto, il problema è che spesso non riusciamo a distinguere tra costo e valore e, non essendo in grado di stimarne il reale valore, ci ancoriamo al prezzo precedente.

⚠️ Il costo di un'azione era arrivato a 500 ed ora è a 400: è un'ottima occasione? Può essere, ma bisogna capire se è "poco" 400 o se era "troppo" pagarlo 500. Di fatto quel titolo vale 500... o 200?

Questa continua ricerca di punti fermi e sicurezze in un contesto economico per sua natura in costante cambiamento porta all'alimentazione di continui rallentamenti di quello che è "l'ordine" dei mercati.

📌 Se un titolo è salito tanto negli ultimi anni ma ora il suo business è vecchio, lento e magari superato da altri competitor, vedere ogni diminuzione del prezzo come una possibilità di acquisto sarà deleterio per le nostre finanze.

📌 Il pregiudizio dello "Status Quo" rappresenta una preferenza irrazionale per la situazione attuale, senza considerare ...
28/08/2023

📌 Il pregiudizio dello "Status Quo" rappresenta una preferenza irrazionale per la situazione attuale, senza considerare le alternative.

❌ Tendiamo a vedere i percorsi già intrapresi e le filosofie già adottate come punti di riferimento e percepiamo qualunque modifica come minacciosa.

✅ Il cervello ricerca la continuità: siamo attratti dalla parola "nuovo" ma ogniqualvolta andiamo ad informarci su un "nuovo" prodotto o servizio ci sentiamo spaventati e minacciati dalle informazioni che non conosciamo e rimaniamo immobili nello stato attuale delle cose.

💡 Di fatto per noi è tutto "nuovo" perché consideriamo tale tutto ciò che non utilizziamo! (per un anziano, per esempio, uno smartphone è generalmente una cosa nuova con cui non vuole avere a che fare)

⭕ Nel mio campo (economia e finanza) questo bias è molto facile da individuare. Avendo a che fare con i numeri e non con concetti astratti è facile capire le differenze tra le possibili scelte. Nonostante questo a volte le persone "cedono" all'irrazionalità.

💲Rimangono per questo motivo tante persone con investimenti legati al vecchio "ciclo" di tassi di interesse, che guadagnano quindi cifre vicine allo zero anzi che attorno al 3/4% ad assoluta parità di rischio (esattamente gli stessi strumenti, ma meno redditizi) o con denaro fermo su conti correnti che rendono zero assoluto, o ancora con strumenti ormai vecchi, costosi ed obsoleti.

⚠️ Se leggendo questa ultima frase il tuo pensiero è stato qualcosa di simile a "chissà poi se è vero, lasciamo stare" hai appena avuto a che fare con il bias di Status Quo.

Soffriamo le perdite più intensamente di quanto ci gratifichino i guadagni.➡️ Secondo gli psicologi Kahneman e Tversky, ...
14/08/2023

Soffriamo le perdite più intensamente di quanto ci gratifichino i guadagni.

➡️ Secondo gli psicologi Kahneman e Tversky, premi Nobel per l'economia, l'impatto emotivo di una perdita è doppio rispetto a quello di un guadagno.

⭕ L'avversione alle perdite è uno dei peggiori nemici degli investitori ed uno dei primi scogli con cui ci si scontra quando ci si approccia al mondo degli investimenti.

✅ Queste emozioni sono naturali ed inevitabili e come tante passano dall'essere nocive, quando incontrollabili, al diventare positive, quando riconosciute, accettate e assimilate all'interno di una strategia sensata che può essere diversa per ognuno.

➡️ Non accettare di riconoscere come siamo condizionati dalla paura di perdere denaro ci porterà tendenzialmente a vendere titoli velocemente senza valutarne lucidamente le potenzialità. Venderemo quelli in guadagno accontentandoci di poco e quelli in perdita per paura di ulteriori ribassi. Al contrario paradossalmente saremo portati a mantenere in portafoglio quelli che scontano pesanti ribassi, non accettando di realizzare la perdita.

❌ Il risultato è semplice: un portafoglio composto di titoli di società con gravi problemi e tante occasioni di guadagno p***e accontentandosi.

⚠️ La stessa emotività porta alla dinamica del "non vendo finché non torna in pari".

Mi succede (molto) spesso di incontrare persone a cui sono stati proposti fondi o altri strumenti dalla propria banca che vanno peggio del mercato sia quando questo va bene che quando va male, accumulando inesorabilmente "scarto", di anno in anno.

⚠️ Spesso queste persone vedono la scelta logica del liberarsene e passare ad alternative più efficienti come una umiliazione e non la accettano, ripromettendosi di venderli quando saranno in pari.

💡L'assurdità di questo comportamento è che se mai questi strumenti dovessero tornare in pari significherebbe che con strumenti migliori (spesso basta siano analoghi ma meno costosi) nello stesso tempo avrebbero ottenuto un guadagno considerevole.

Errare è umano, p***everare è diabolico

"Non pensate a un elefante"✅ Molto probabilmente in questo momento starete pensando ad un elefante. ➡️ Questo fenomeno è...
07/08/2023

"Non pensate a un elefante"

✅ Molto probabilmente in questo momento starete pensando ad un elefante.

➡️ Questo fenomeno è noto come "effetto framing" o bias di inquadramento: un fenomeno che influisce sulle nostre percezioni e decisioni, direzionando le nostre interpretazioni attraverso l’enfatizzazione di certi aspetti o la dissimulazione di altri.

Gli esempi riguardo i prodotti alimentari sono tra i più comuni. Prendiamo due vasetti di yogurt con le seguenti etichette:
“Questo yogurt contiene il 10% di grassi”
“Questo yogurt è per il 90% privo di grassi”.

💡 È lo stesso prodotto, ma molte persone saranno influenzate dal "frame" cioè dalla cornice con la quale viene presentato e acquisteranno il secondo, che mette in evidenza la leggerezza del 90% del prodotto.

Un altro esempio è dato dall'esperimento della "malattia asiatica": https://it.m.wikipedia.org/wiki/Problema_della_malattia_asiatica

➡️ Questo fenomeno influenza molteplici situazioni, e quando si unisce alla scarsità di informazioni gli effetti sono ancora più evidenti: è il caso dei mercati finanziari.

⭕ Senza una discreta disciplina ed autocontrollo saremo maggiormente inclini a comprare azioni di un'azienda presentata come innovativa o che abbia appena registrato un forte aumento del prezzo, senza valutarla a dovere e in molti casi acquistandola a un prezzo maggiore del suo valore.

⭕ Altresì saremo propensi a vendere le azioni di una società che ha registrato un utile inferiore alle attese senza considerare se questo sia dipeso da fattori esogeni e rappresenti quindi un'occasione di acquisto o endogeni ed abbia quindi senso rivedere realmente la propria posizione a riguardo.

⚠️ Questo fenomeno può velocemente trasformarsi nel cosiddetto Panic Selling: scenario nel quale molti operatori spaventati da vendite sui titoli se ne liberano a loro volta innescando perdite a catena legate alle emozioni e non alla ragione.

Avrei un bel po' da scrivere riguardo le agenzie di rating ma rimanderò le critiche ad un post apposito. In questo caso ...
03/08/2023

Avrei un bel po' da scrivere riguardo le agenzie di rating ma rimanderò le critiche ad un post apposito.

In questo caso la scelta è stata obiettivamente lecita e doverosa.
Il debito Americano, considerato "risk free", cioè idealmente provo di rischio* è stato declassato.

Guardando i numeri questo sarebbe dovuto avvenire già da un bel po' di tempo, ma l'America negli anni si è ritagliata la figura di intoccabile della finanza alla quale si può perdonare qualsiasi cosa.
Sempre per questo motivo probabilmente si innescherà la solita dinamica con la quale l'America fa "danni", ne fa propagare gli effetti in tutti i mercati mondiali e poi li risolve (o li nasconde sotto al tappeto) lasciando indietro gli altri Stati coinvolti.

PS: l'America è, o quanto meno è stata, lo Stato finanziariamente più importante al mondo, ma stimolare oltremisura la dipendenza dell'economia mondiale da un unica fonte perché è un "buon cavallo" non è una strategia sostenibile se non per gli interessi dell'America stessa.

*Privo di rischio in realtà non lo è mai stato, come non lo è nessun asset finanziario o non. È semplicemente, storicamente, quello che è sempre stato considerato più sicuro.

La decisione ha scatenato la reazione della Casa Bianca e anche il segretario al Tesoro, Yellen, ha detto di essere in disaccordo.

Il primo bias di cui voglio parlare è uno dei più comuni ed influenti nelle scelte di investimento e più in generale nel...
31/07/2023

Il primo bias di cui voglio parlare è uno dei più comuni ed influenti nelle scelte di investimento e più in generale nella vita di tutti i giorni.

💡 Nasce come meccanismo di difesa dal disagio che proviamo più o meno consciamente quando riceviamo informazioni in contrasto con quelle già in nostro possesso.

➡️ Viene definito "bias di conferma" e si manifesta cercando, interpretando e dando più peso alle informazioni che confermano le nostre opinioni o convinzioni preesistenti, ignorando o minimizzando quelle che le contraddicono.

Questo atteggiamento ha effetti notevoli nelle scelte di investimento ed è talmente radicato da essere pressoché impossibile da estinguere. Si può però cercare di comprenderlo e limitarne gli effetti negativi, evitando che ci porti a prendere decisioni basate su emozioni e preconcetti, piuttosto che su analisi obiettive e dati oggettivi.

⭕ Se non siamo consapevoli dell'esistenza di questa "fragilità" saremo portati a sopravvalutare i titoli o i settori che riteniamo essere i migliori e tenderemo a fare caso ad ogni buona notizia a riguardo mentre la nostra mente si rifiuterà di dare il giusto peso a quelle negative.

Anche nel mio caso è stato uno degli "ostacoli" più duri da superare e nei primi anni da investitore mi ha sicuramente fatto perdere denaro e mancare potenziali guadagni.

📌 Cercare di focalizzarsi sui dati e non sulle emozioni, cercare pareri contrastanti e rivolgersi a professionisti sono tutti consigli corretti, ma in questo caso penso che alla fine il miglior metodo sia perdere soldi su investimenti nei quali confidavamo e rendersi conto che non siamo infallibili e che la flessibilità mentale è imprescindibile nel mondo degli investimenti almeno quanto lo è altre volte la fermezza.

Oggi un post diverso dal solito... auguro buone vacanze a tutti! Le mie termineranno il 27 di Luglio e tornerò "operativ...
18/07/2023

Oggi un post diverso dal solito... auguro buone vacanze a tutti!
Le mie termineranno il 27 di Luglio e tornerò "operativo" dal 29.

Rimango disponibile per urgenze e/o domande alle quali risponderò non appena possibile

Il Nasdaq 100 è composto dalle maggiori 100 società (ad esclusione di quelle in ambito finanziario) quotate sul Nasdaq.C...
13/07/2023

Il Nasdaq 100 è composto dalle maggiori 100 società (ad esclusione di quelle in ambito finanziario) quotate sul Nasdaq.

Circa il 55% del peso dell'indice è però derivante dall'andamento delle prime 7, rispettivamente: Microsoft, Apple, Nvidia, Tesla, Alphabet (Google), Meta e Amazon.

Il restante 45% è invece "di pertinenza" di 93 aziende.

Il problema è chiaro: un indice che deve rappresentare una categoria e per farlo si avvale di 100 titoli, non puo essere così influenzato da 7 di questi, pena la perdita di rappresentatività del settore.

L'operazione in atto ha lo scopo di limitare questo fenomeno, ed ha soltanto due precenti storici.

Dal 24 luglio l'indice Nasdaq 100 avvierà un ribilanciamento per ridurre il peso dei 7 titoli maggiori e aumentare quello delle altre 93.

Il paradigma della razionalità: Dovremmo essere razionali per renderci conto di quanto siamo irrazionali.💡 Il cervello è...
10/07/2023

Il paradigma della razionalità:
Dovremmo essere razionali per renderci conto di quanto siamo irrazionali.

💡 Il cervello è abituato a prendere decisioni veloci con il minimo dispendio di energia. Sviluppiamo l'istinto proprio a questo scopo.

L'istinto si basa però su un insieme di input pregressi, sensazioni vissute, esperienze.

❌ Aggrapparsi all'istinto anzi che sfruttare la razionalità ci spinge a non prendere decisioni sulla base di analisi oggettive ma su sensazioni e preconcetti.

Viene in nostro aiuto in questo caso la finanza comportamentale, che studia gli effetti dei fattori non razionali sulle scelte di investimento e come queste si riflettano sull'andamento dei mercati.

➡️ Nei prossimi post vedremo quali siano alcuni dei "bias" comportamentali (automatismi derivanti da percezioni distorte) più comuni nella finanza...e in generale nella vita di tutti i giorni.

✅ Conoscere questi comportamenti non servirà ad esserne immuni, ma la consapevolezza di non poterli evitare, unita ad un certo "addestramento" mentale, potrà limitarne gli effetti negativi.

📢 “L'unica differenza nel cercare di capire cosa pensano gli altri rispetto a ciò che noi stessi pensiamo è che riguardo a ciò che pensano gli altri siamo consapevoli di provare a indovinare.
La nostra convinzione di accesso privilegiato ai meccanismi della nostra mente – alle cause e ai processi che guidano i nostri pensieri e comportamenti – in realtà è solo un'illusione”
- Nicholas Epley, professore di Scienze Comportamentali e Direttore della Facoltà del Roman Family Center for Decision Research presso la Booth School of Business dell'Università di Chicago.

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Avrei voluto scrivere un ultimo post riguardante i “falsi miti”, ma dopo essermi messo al pc ho cambiato idea. ⭕ La magg...
03/07/2023

Avrei voluto scrivere un ultimo post riguardante i “falsi miti”, ma dopo essermi messo al pc ho cambiato idea.

⭕ La maggior parte delle persone che legge questi post è digiuna (o quasi) di finanza, e tra queste varie hanno avuto brutte esperienze con gli investimenti.

⚠ Dedico quindi questo post ad un discorso scomodo.
Apprezzo quando mi scrivete complimenti o considerazioni positive in privato e apprezzerò ugualmente qualsiasi commento a questo post. Penso che un social serva obiettivamente a questo.

Tante delle persone che vedo o che sento tramite questo o altri canali sono restie a parlare di come stiano andando gli investimenti. Quando questo accade, so già che gli investimenti stanno andando male.

➡ Per quale motivo vergognarsi?
I mercati sono sempre storicamente saliti. Possono esserci fasi di discesa, anzi sarebbero sane ed è inquietante ce ne siano così poche, ma il punto è che se avete investimenti da tanti anni, questi dovrebbero essere in positivo.

⚠ Dovete valutare la vostra situazione in base ai numeri, non alle parole e ai convenevoli.
Se chiamate l’idraulico per riparare una tubazione e quella non funziona comunque, vi vergognate? Se pagate un falegname per farvi un tavolo da cucina e quello traballa, vi vergognate? Se pagate una cena stellata e vi vengono serviti surgelati vi vergognate?

La colpa dei cattivi rendimenti non è la vostra, la passività e l’arrendevolezza invece sì.
Nel breve periodo (e parlo anche di anni) può essere una fase di mercato, ma avete mai chiesto al vostro consulente un confronto con i parametri di riferimento? Se sì, la risposta deve essere data da grafici e/o numeri e non da parole. Questi vanno poi verificati.
Vi siete fatti spiegare come si valuti un investimento? Avete preteso qualcosa o solo fatto gestire denaro all’amico dell’amico del parente?

⭕ Troppo spesso vedo investimenti che vanno male in mercati che vanno bene e le persone si accontentano delle spiegazioni più banali riguardo la guerra e l’inflazione o qualsiasi altra condizione del presente, che non giustifica in alcun modo i rendimenti degli anni precedenti.

Chi ha paura tende ad accettare ogni scusa come rassicurazione, è una difesa mentale. Quel portafoglio però continuerà ad andare male, perché va peggio del mercato quando questo scende e peggio quando questo sale. I motivi di solito si chiamano costi e conflitto di interessi.

💡Se il vostro portafoglio va male (in generale, non questa settimana o questo mese), chiedete spiegazioni e chiedete vi siano dati documenti e numeri, non parole. I documenti sono consultabili da professionisti, le parole non servono a nulla in questo settore se non a convincervi a non guardare i numeri.

Esiste un documento chiamato “rendiconto costi Mifid” che vi deve essere reso disponibile per legge ogni anno, lo avete mai letto?

⏳ Non siate superficiali e non aspettate che i buoi siano scappati prima di chiudere la stalla.

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