03/05/2023
La crisi del contante
📅 Sabato 6 marzo, Carlo III, sarà ufficialmente incoronato. Nonostante il nuovo volto della corona inglese abbia portato alla tradizionale ristampa delle banconote inglesi, la storica azienda De La Rue, produttrice di 1/3 delle banconote a livello mondiale, ha annunciato di essere entrata in crisi.
Fondata nel 1821, De La Rue è principalmente attiva nella stampa di francobolli, passaporti e banconote.
📃 Operativa su oltre 140 paesi, negli ultimi quattro mesi l’azienda ha visto crollare il suo titolo in borsa due volte visti i risultati e i trend negativi. De La Rue in sei mesi ha perso il 34% del suo valore.
🔍 La domanda di contante è ai minimi storici da 20 anni, Clive Vacher (CEO di De La Rue) a Bloomberg ha spiegato come le grandi riserve di banconote accumulate dalle banche centrali sotto covid e l’aumento dei costi non abbiano giocato in favore del contante.
Tuttavia, la causa principale è attribuibile ai pagamenti digitali e con carta. In Italia (e non solo) col Covid i pagamenti digitali e on-line sono fortemente cresciuti e a livello globale solo il 16% degli acquisti in negozio usano il contante (27% nel 2018), destinato a diventare il 10% nel 2026.
🌍 In Europa il paese più virtuoso è la Svezia, dove meno del 10% della popolazione usa il contante, per contro in Austria il contante è salvaguardato dalla banca centrale austriaca, che arriva a pubblicizzarlo con campagne apposite. Anche in Italia il contante resta importante: il 58% dei pagamenti lo usa (Attenzione! nel 2016 era il 68%), mentre il 32% carta di credito/debito e il restante con app e altri mezzi.
💶 Spesso i pagamenti digitali sono stati oggetto di attacchi, in Inghilterra due petizioni hanno chiesto garanzie al governo sulla tutela dei pagamenti in contanti. Per contro, nei paesi anglosassoni sempre più spesso si vedono negozi cashless: più sicuri, agili e con alternative di pagamento.
Quale sarà il futuro dei pagamenti digitali? Oltre le app, il BNPL e i pagamenti biometrici?