16/05/2018
Investimenti in valuta emergente: occhio al cambio.
La ricerca spasmodica di rendimento ha portato negli ultimi anni gli investitori a sottovalutare alcuni rischi che in realtà potrebbero compromettere i risultati di lungo periodo dei proprio portafogli.
Infatti, per ottenere cedole corpose, in molti si sono avventurati in obbligazioni (magari emesse da primari istituti o agenzie sovrannazionali con rating altissimo) emesse in valute di mercati emergenti.
Spesso si vedono cedole nominali con tassi al 6 o 7%, a volte addirittura oltre al 10%.
Rendimenti che fanno gola a tutti, ma noi, investitori italiani dobbiamo assolutamente tenere conto del fattore cambio nei confronti dell'euro.
Da questo grafico possiamo facilmente comprendere come, negli ultimi anni, le valute emergenti si siano svalutate parecchio nei confronti dell'euro, azzerando il beneficio cedolare e a volte riducendo anche in maniera significativa il valore dell'investimento iniziale (penso ad esempio a lira turca, rand sudafricano, real brasiliano)
Esempio lampante è il cambio con la lira tura, nel 2013 il valore era circa 2,5 oggi per fare 1 euro ci vogliono circa 5,2 lire turche. Chi avesse investito 5 anni fa oggi si troverebbe il proprio capitale svalutato di oltre il 50%.
Ora con questo non voglio dire che le gli investimenti in valuta estera vadano evitati in maniera assoluta, ma che essi devono essere pesati per il giusto grado di rischio ed inseriti nel proprio portafoglio solo se questo rischio è tollerabile e soprattutto per importi adeguati.
Ovviamente un buon consulente potrà esservi d'aiuto per guidarvi in questa scelta.
Troppo spesso mi è capitato di incontrare persone che hanno sovrappesato questa asset class, a volte perché attirati dalla cedola, a volte perché il loro consulente bancario ha calcato un po' troppo la mano cercando di vendere quanto più possibile del prodotto in collocamento.
Un vero professionista parte da un'accurata analisi delle tue esigenze, redige un profilo dettagliato e costruisce portafogli ad hoc.
L'obiettivo finale deve essere quello di costruire un portafoglio efficiente che dia soddisfazioni nel lungo periodo e non si lasci affascinare dalle mode del momento.
Se il tuo bancario di fiducia cerca ancora di venderti il prodotto del giorno, o ti dice prendi questo perché rende tot, forse sta lavorando per soddisfare i suoi bisogni e non i tuoi.
Un vero consulente ti parla di obiettivi, e prima del prodotto condivide con te un metodo di lavoro, composizione di portafoglio, grado di rischio, sistemi di ribilanciamento periodico e sistematico.
È il metodo che fa la differenza, il prodotto è solo lo strumento finale per la realizzazione di un modello.