Crowdfunding Real Estate

Crowdfunding Real Estate Condividiamo idee ed esperienze nel "crowdfunding real estate" e nel "civic crowdfunding" in particolare.

Già nel 2014 abbiamo iniziato a lavorare per sviluppare il Civic crowdfunding.  Ora il Co-living è diventata una realtà.
01/05/2020

Già nel 2014 abbiamo iniziato a lavorare per sviluppare il Civic crowdfunding. Ora il Co-living è diventata una realtà.

18/02/2019

LA FINANZA ALLE PMI

Nel 2018 i prestiti alle piccole e medie imprese si sono contratti in totale del 5%, cioè di 40 miliardi di euro, nonostante che le sofferenze creditizie verso le medesime imprese si siano ridotte del 31%, vale a dire di 53 miliardi (da 173 miliardi a 120).

La statistica appena citata accomuna tuttavia le medie alle piccole imprese: sono quelle fino a 5 dipendenti le vere vittime sacrificali del momento. Pur costituendo -in numerosità- il 91% del totale degli operatori economici italiani, queste ultime ottengono soltanto l’11% del totale di credito erogato nel nostro Paese. Da questo punto di vista è scattata una vera e propria emergenza nazionale, dal momento che in Europa l’Italia era già il fanalino di coda quanto a disponibilità di credito per gli operatori economici e che l’ultimo intervento pubblico della Banca d’Italia certifica l’impotenza del medesimo istituto ad agire per contrastare la deriva.

L’ASCESA DELLE PIATTAFORME FINTECH

Ma per fortuna sta decollando una nuova modalità di erogazione del credito alle imprese, basata sul moltiplicarsi delle piattaforme finanziarie online (dette : FinTech) che offrono il cosiddetto P2P Lending vale a dire i “prestiti peer to peer”, cioè il credito erogato direttamente dal prestatore di denaro al suo prenditore.

Nel corso del 2018 questo sistema ha canalizzato a favore delle piccole imprese 763 milioni di euro, più che raddoppiando quanto fatto nel 2017. La stima (prudenziale) per l’anno in corso è che saranno superati i 1200 milioni di euro, in netto rialzo rispetto a quanto previsto dagli analisti fino a pochi mesi fa.

Il mercato potenziale però è molto più vasto: ammonta a 50 miliardi di euro la stima dei microprestiti erogati alle micro-imprese di cui le banche italiane farebbero volentieri a meno perché oggi considerati non remunerativi.

Le piattaforme FinTech rispondono alle esigenze di un mondo che cambia, nel quale le informazioni corrono in tempo reale, tutto passa dai dispositivi mobili (come gli smartphone e i tablets) e la generazione dei “millennials” (cioè colo che sono nati a ridosso del nuovo millennio) è cresciuta maneggiando dispositivi digitali e adesso che inizia a detenere risorse finanziarie le vuole investire in modo più efficiente.

Inoltre è oramai comprovato che ne Paesi economicamente più evoluti il sistema dei pagamenti si sposta ad una velocità sorprendente verso gli strumenti digitali, e non solo tramite le carte di credito (esempio: Paypal).
Secondo uno studio di PWC già nel 2018 il 56% degli operatori finanziari tradizionali ha incorporato strumenti FinTech nella propria offerta alla clientela e addirittura l’82% di essi prevede di aumentare le proprie partnership nei prossimi tre-cinque anni.

Andiamo allora a scoprire le caratteristiche di questo strumento innovativo (la piattaforma FinTech) che di fatto rivoluziona il concetto stesso di banca commerciale, adeguandolo ai tempi che corrono e alle tecnologie più moderne:

il fatto stesso che la proposta si propaga esclusivamente sulla rete e non tramite sportelli bancari permette di individuare la prima: non ci sono vincoli territoriali nè aree geografiche preferite: l’extraterritorialità di internet è sicuramente una prima carta vincente;
il prezzo del credito è molto probabile che risulti nominalmente più elevato, dal momento che deve essere tale da congiungere domanda e offerta di credito, ma anche più trasparente e privo di altri balzelli quali le numerose commissioni che le banche applicano sui conti correnti, su ogni comunicazione e su ogni servizio aggiuntivo, dato che le piattaforme finanziarie online sopportano costi molto limitati;
sinora la maggior parte delle transazioni di credito online si sono rivolte al Factoring di crediti commerciali verso imprese di medio-grandi dimensioni, ma la maggior domanda di credito si posiziona sui finanziamenti per cassa e sulla raccolta di capitali online (detta anche : “crowdfunding”) per cui è soprattutto in queste direzioni che il mercato del credito P2P online può fare grandi numeri;
la raccolta di depositi da parte delle FinTech avviene con la diretta finalità di finanziare delle specifiche imprese, e dunque il modello di business non genera rischi di insolvenza del debitore per il bilancio della piattaforma, perché quei rischi rimangono in capo a coloro che partecipano alle singole iniziative di credito;
quanto sopra ovviamente limita molto la capacità di raccolta di risorse da parte delle singole piattaforme perché molti potenziali prestatori percepiscono un rischio elevato sulle somme che vi depositano. Dunque è questa la “frontiera efficiente” del P2P Lending: la possibilità di mutualizzare i rischi di erogazione tra un certo numero di imprese beneficiarie dei prestiti P2P, cosa che per definizione è un prodotto assicurativo;
un’ultimo aspetto da sottolineare è il rating che esse attribuiscono all’impresa beneficiaria: ad oggi è “confezionato” artigianalmente da personale interno, con tutti i limiti che ciò può significare. Qualora la rischiosità delle erogazioni fosse mutualizzato tra un gran numero di imprese beneficiarie, nonché attutita da sistemi più efficienti di valutazione dei rischi, allora il successo delle piattaforme sarebbe -come dire?- “assicurato”.
Sino ad oggi tuttavia sono stati ben pochi i precursori di questa rivoluzione digitale. E soprattutto sono state quasi assenti le banche commerciali, che si presume possano avere i migliori benefici a mettere un piede anche dentro questa scarpa.

Le cose nel mondo digitale evolvono tuttavia molto velocemente e forse già il 2019 potrebbe risultare l’anno della “svolta”!
In base ai dati Nielsen e a quelli dell’ Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano (School of Management) nel 2018 la percentuale di cittadini italiani che hanno utilizzato un servizio Fintech/Insurtech è stata dal 25% contro il 16% di un anno prima.
Nella classifica dei servizi più utilizzati con il grado di soddisfazione più alto troviamo: mobile payment (16%), servizi per budget familiari (15%), trasferimenti P2P (12%) e Chatbot (9%).

Ma per i motivi sopra riportati è forse più probabile che la “svolta” arrivi dagli operatori del mondo assicurativo (già peraltro a loro volta impegnati nello sviluppo di piattaforme di Digital Insurance Technology, altrimenti nota come “InsurTech”). Questo è probabile tanto per la convergenza ineluttabile tra i diversi operatori del mercato finanziario, quanto perché è forse soltanto dalle competenze dei prodotti assicurativi che può originare l‘effettivo abbassamento della rischiosità del P2P Lending.

13/02/2019

Il co-housing è una nuova formula abitativa, in cui ogni nucleo familiare ha un proprio alloggio individuale e spazi comuni con i vicini (lavanderia, palestra, cucine, sale svago).
La nuova organizzazione residenziale punta a recuperare i valori di solidarietà e collaborazione reciproca tra persone che vivono a pochi metri di distanza le une dalle altre. In più, condividendo spazi e servizi in maniera collettiva, si ottengono notevoli risparmi dal punto di vista sia economico che ambientale.
Fenomeno sempre più di tendenza negli Stati Uniti e in Europa, ora sta prendendo piede anche in Italia. E a trarne beneficio sono tutti i membri di una qualsiasi famiglia, a partire dalle persone più anziane.

Per le persone anziane si tratta di una importante novità. In molti casi trascorrono gli anni della vecchiaia in solitudine o in strutture specificamente riservate alla terza età. Le senior-housing si basano non solo sul concetto di assistenza, ma soprattutto su semplici e sani rapporti di buon vicinato. Chi invecchiando teme di trasformarsi in “un peso per i figli” si troverà in una realtà profondamente diversa: il co-housing prevede infatti una rete sociale in cui l’invecchiamento è attivo, in cui è possibile divertirsi insieme e attivare progetti comuni, trascorrendo il proprio tempo in compagnia con la possibilità di “invecchiare tra amici”.

Il co-housing non è però concepito solo per le esigenze degli anziani, ma per creare comunità di vicini di casa di tutte le età, che vivono in condivisione, armonia e soprattutto amicizia.

Nel nostro Paese tra le prime realtà territoriali ad accettare il modello va menzionato il Comune di Trento, che il 2 maggio 2016 ha approvato in consiglio comunale di voler “sperimentare e promuovere i progetti di coabitazione solidale, o co-housing”. I motivi furono spiegati in una nota: “Il Trentino è un territorio in cui tradizione e innovazione si mescolano costantemente. La pratica del co-housing attualizza due caratteristiche centrali della nostra tradizione, cooperazione e cura per il territorio“.
Nella vicina Bolzano è partito un co-housing destinato ai giovani fra i 18 e 35 anni di età: si chiama “Mi impegno & Prendo casa” e intende aiutare chi vuole avviare attività in proprio uscendo dalla casa dei genitori. A Milano ci sono invece “Pomaseiuno” e “COventidue”: il primo è un complesso di appartamenti che dispongono di uno staff che ricalca quello di un albergo, il secondo unisce 57 appartamenti in una struttura all’avanguardia dal punto di vista energetico e che punta sul raggiungimento di alti livelli di comfort, vivibilità e socialità tra vicini.
Torino e Bologna hanno invece dato vita a due progetti di riqualificazione urbana, a Forlì sono state edificate villette in condivisione per 18 famiglie, a Lucca c’è un progetto per una corte di nuova concezione e a Ferrara il co-housing San Giorgio ha già vinto un premio internazionale, il ‘Green Building Solutions Awards’. “Ampliacasa” è invece un progetto voluto dall’associazione femminile Acisjf per ve**re incontro alle esigenze di giovani donne in difficoltà: sorgerà in Calabria, Sicilia e Sardegna per dare un alloggio a ragazze fragili o con pochi mezzi economici, con l’obiettivo di aiutarle ad acquisire o conservare una propria autonomia.

Anziani o giovani donne, insomma, sono al centro di nuovi progetti per vivere meglio, nella propria casa ma in un contesto che li faccia sentire sereni, coccolati, comodi. E soprattutto non li faccia più sentire soli. Di Lei

16/08/2018

Le alterne vicende della costruzione della chiesa di Riola Vergato, sull'Appennino bolognese, progettata da uno dei maestri del Movimento Moderno, hanno ispirato il doc di Mara Corradi e Roberto Ronchi. Ecco il trailer.

09/08/2018

Indirizzo

Via Paglia 21/B
Bergamo
24121

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