08/06/2024
........ Just a kind reminder:
LA "COSTITUZIONE" DI BITCOIN
Written by
Angiolino Angeloni
Please find the complete article on MEDIUM
(TO BE NOTED: originally posted on 2018 also on my main profile)
PREFAZIONE
Buon compleanno BTC! Sono passati 10 anni dalla sua nascita. Non è ben chiaro di chi sia la mente geniale dietro la creazione di questa nuova moneta. La tesi più prevalente sembra essere un certo australiano di nome Craig Wright, ma altri nomi si susseguono. Parecchi. Poco importa, per non dire assolutamente nulla. Considerata la sua straordinaria innovazione sociale, economica, culturale e finanziaria, il termine ”geniale” è meramente un eufemismo. Come se non bastasse, è stato posto un limite di coniazione pari a 21.000.000 di monete digitali: la ciliegia su una torta perfettamente riuscita. Allora il “Bitcoin’s White Paper” non rappresentò solo la nascita di BTC. Fu scritta una vera e propria Costituzione, per tutti i Popoli della terra che ne beneficeranno. Perché BTC è soprattutto un’idea innovativa: la possibilità di effettuare trasferimenti di denaro direttamente da “persona a persona” – “peer to peer”, senza nessun coinvolgimento di istituzioni finanziarie di alcun tipo. Quindi non solo un network, un insieme di società di mining, di nodi relativi, di connessioni, di addetti ai lavori più o meno indiretti (creando un indotto già di per sé vastissimo), oltre ai traders, agli investitori istituzionali che stanno per entrare massicciamente, un mercato retail in crescita di mese in mese, oppure un banale metodo alternativo per effettuare pagamenti. Troppo riduttivo, troppo semplicistico. Perché partendo da BTC si è sviluppato anche il concetto di blockchain, che permetterà libertà fino ad ora impensabili e che senza di esso non esisterebbero (per esempio miliardi di poveri che avranno finalmente accesso ad una qualsivoglia forma di minima assistenza finanziaria, altrimenti impossibile perché allo stato attuale non possono accedere ai servizi delle banche). E’ inutile sottolineare che se la soluzione blockchain verrà usata unicamente dal sistema finanziario esistente servirà solo a migliorarne la sicurezza e nient’altro. Ma fortunatamente così non è, nonostante la contro volontà delle banche che per ovvi motivi non vorrebbero veder compromessa in alcun modo la loro posizione dominante. La libertà è la sola via per la vera felicità. Noi, The People, diventiamo la banca di noi stessi: il sistema è decentralizzato al punto di permetterlo veramente, anche se ciò richiederà ancora molto tempo. Fu, 10 anni fa, la risposta alla crisi finanziaria di allora? Molto probabilmente, come qualcuno sostiene, ed io propenderei ad essere d’accordo. Non per altro il mondo finanziario, in senso lato, non ha mai perso occasione per attaccare BTC. Ma il progetto era molto valido, con profonde radici nate da un seme potentissimo in quanto totalmente innovativo. E’ riuscito ad imporsi fin dall’inizio e il suo presunto creatore, Satoshi Nakamoto (continuiamo a chiamarlo con questo pseudonimo), non ha ricevuto nessun tipo di compenso per la sua geniale creazione, rompendo cosi tutti gli schemi esistenti. Ha perdurato ed ora si sta imponendo: i poteri forti finanziari, non riuscendo a contrastarne la crescita, hanno cominciato ad abbracciare il mondo delle criptovalute, intravedendo una fortissima occasione di guadagno (ma capendone veramente l’obiettivo finale…?!). Bitcoin sta vincendo. Molti non hanno ancora ben compreso fino in fondo che non rappresenta una rivoluzione tecnologica, ma una vittoria sociale e culturale della gente comune: quella è la chiave. Tutti si pongono con incredibile ottusità un’unica domanda: come funziona? Ma non è quello il punto. Chiedetevi piuttosto PERCHE’ sta funzionando e comprenderete molto più facilmente il contenuto di questo articolo.
PARTE PRIMA
Innanzitutto: è una moneta? Questa è la PRIMA critica che viene avanzata. Cosa rappresenta una moneta? Come si utilizza una moneta? Cosa la definisce? Pensateci ed arriverete facilmente alla risposta da soli. Non deve necessariamente essere usata per micro-pagamenti quotidiani (anche se sono convinto che in un futuro non troppo lontano arriverà a soddisfare pure quello scopo, essendo altamente divisibile in frazioni millesimali): se viene utilizzata per pagare appartamenti di lusso, orologi Hublot (le serie acquistabili solo con BTC) e Lamborghini, è già di per se la perfetta definizione di metodo di scambio. La mancanza di fiducia verso l’attuale sistema si manifesta esattamente dove tale sistema è più debole. Pensiamo quindi ai Paesi sudamericani (Venezuela in primis), alla Turchia, al mercato non ben “definito” della Russia, per non parlare dell’Ucraina che sta per legalizzare le criptovalute a tutti gli effetti, o tantissime nazioni africane che usano sempre più Bitcoin per proteggersi da altissimi tassi di inflazione dovuti ad un sempre più elevato numero di banconote in circolazione (a loro volta palese dimostrazione di economie irrimediabilmente compromesse). ADAF (African Digital Asset Framework) sta promuovendo fortemente, sottolineo fortemente, l’utilizzo di criptovalute in tutto il continente africano. Ci sono ragazzi in Bangladesh che stanno comprando BTC. Per non parlare del Giappone, dove Bitcoin è una valuta legale al pari dello Yen. I leaders economici islamici (IBF) stanno cercando una valuta alternativa al dollaro, sempre più visto solo come uno strumento sanzionatorio e vorrebbero creare una loro criptovaluta (in Iran si utilizza sempre più Bitcoin) per romperne l’egemonia. Senza andare tanto distanti con gli esempi, a partire dal 2019 in Francia si venderà in tutte le tabaccherie. Molto più genericamente, al di là dell’utilizzo specifico di BTC, il Fondo Monetario Internazionale ha ufficialmente dichiarato che il principio/concetto delle valute digitali dovrebbe essere valutato ed implementato da tutti i singoli Stati (non avrebbero le caratteristiche tipiche delle cryptovalute, ma rappresenta un significativo cambio di mentalità). Sono cambiamenti che richiederanno ancora tempo, ma stanno già avvenendo. Nello specifico, queste svariate popolazioni potrebbero utilizzare altre valute, invece scelgono BTC: qualcosa deve pur significare, vi pare? Sono milioni di persone in aree geografiche completamente diverse tra loro, culturalmente diverse, con un humus finanziario diverso, necessità diverse, ambizioni diverse: ma tutte unite da BTC. Non importa minimamente se sostituirà le valute tradizionali, perché rappresenta fin da ora un efficiente metodo di scambio. E nemmeno si sta inventando nulla: ai tempi dei Romani si pagavo i salari con il sale (da cui ne deriva appunto il termine), ma contemporaneamente l’oro era ben più apprezzato. L’evoluzione nei mezzi di scambio è inarrestabile, da sempre, nel corso della storia: mediamente le valute tradizionali non sono mai durate più di un centinaio d’anni circa. L’insormontabile limite delle monete attuali è rappresentato dalla mancanza di standard internazionali: l’unica moneta che si avvicina lontanamente ad un utilizzo globale è il dollaro. Ma allora perché non utilizziamo dollari nella nostra vita quotidiana, anziché euro? Domanda apparentemente banale. Cosa succederà quando tra pochi anni l’economia cinese supererà quella statunitense? Se pensiamo che il dollaro sia qui per restare nel suo stato attuale siamo oltremodo ottusi, a causa dell’altissimo debito statunitense dovuto ad una spregiudicata, scellerata politica di eccessivo QE (quantitative easing = stampaggio di banconote per ripagare il debito e/o spingere l’economia e a sua volta diverso dal QE europeo). Le prossime riserve valutarie sono destinate a cambiare. Lo stesso insostenibile debito nazionale statunitense da 21,7 trilioni di dollari faciliterà l’ascesa di Bitcoin, quando i tempi saranno non solo maturi ma tragicamente inevitabili, portando a cercare sbocchi alternativi al dollaro americano. Da sempre vari tipi di monete si sono succedute nel corso dei secoli, contribuendo significativamente all’aumento della povertà, perché alla fine della catena degli eventi sono sempre i cittadini comuni che ne pagano il carissimo prezzo. Purtroppo ancora nulla è cambiato…. Finora. Bitcoin risolverà, con i dovuti tempi, anche questo problema. Ha le potenzialità per diventare la prima vera valuta globale in quanto slegata dalle volontà governative. La SECONDA critica principale è rivolta alla lentezza nella crescita dell’intero progetto, ma essa in realtà era già ben prevista, fin dall’inizio: “The project needs to grow gradually, so the software can be strengthened along the way” – Satoshi Nakamoto. Quindi lasciamo i tecnicismi ai tecnici, a me interessa solo chiarire i concetti fondamentali. Seg-Wit, Lightning Network, RootStock, Liquid Network (appena lanciato), MAST (in fase di avanzamento), Lumino Network che partirà a fine 2018 permettendo 20.000 transazioni al secondo, così la smetteranno di dire che la reta è lenta (cosa assolutamente non vera, ma si sa che attaccano Bitcoin in tutti i modi): sono tutti software intesi a migliorare il funzionamento di BTC di cui è inutile parlare. Per questi ci sono gli “addetti ai lavori”. Lasciamo fare a loro….ho cieca fiducia. Bisogna peraltro considerare che la necessità stessa di migliorare continuamente i vari tipi di software (la cosiddetta “scalabilità”) è la dimostrazione implicita del successo di BTC, che deve continuamente adattarsi ad un sempre maggiore utilizzo. La TERZA critica, quantomeno fra le più importanti, è legata al consumo di elettricità per il mining di criptovalute in generale, che è pari a circa lo 0,5% del consumo globale di elettricità, anche se per la verità le statistiche sono estremamente contraddittorie. Critica più o meno presunta secondo il mio umile parere, perché nella realtà dei fatti estrarre oro costa di più. Le banche stesse consumano maggiore elettricità. Bitcoin è in grado di evolversi quando se ne presenta la necessità, lo ha sempre fatto dall’inizio e non vedo nessun motivo per cui questa tendenza cessi. Infatti la vera diversità rispetto ad altri settori è che già fin d’ora il mining di cryptos si sta evolvendo sempre più verso l’utilizzo di energia verde, modifica che le industrie estrattive di metalli preziosi non stanno ancora adottando e da quanto mi risulta nemmeno le banche in generale. Portando esempi concreti: il mega impianto in costruzione in Marocco da 36 megawatt, interamente eolico e costruito da Soluna, la cui energia prodotta verrà usata per il mining di Bitcoin (peraltro contribuendo alla riduzione della povertà nel paese, della cui chissà perché nessuno parla). Oppure in Australia dove il gruppo IOT, oppure la Hunter Energy, useranno esclusivamente pannelli solari per il crypto-mining. Mettiamoci pure l’utilizzo del geotermico in Islanda, dove le società di mining spuntano come funghi. Anzi…geyser. A cui si accompagnano certamente le abbondanti fonti idroelettriche Norvegesi, per fare un altro esempio, sfruttate dalla Northern Bitcoin la quale riesce così ad ottenere un costo per BTC coniato pari ad appena $2.700= (fra i più bassi in assoluto). Molte aziende si stanno trasferendo per lo stesso motivo in Canada, dove inoltre le basse temperature permettono enormi risparmi sui costi di raffreddamento. Anche le vastissime risorse idroelettriche in Paraguay, che attualmente utilizza solo il 20% dell’elettricità prodotta, permetteranno le stesse soluzioni (progetto “Golden Goose”). Le soluzioni ci sono già e si stanno implementando. Concordo invece con la tesi che i suddetti consumi sono destinati ad aumentare, ma solo i fatti contano: la produzione di valute digitali ha già intrapreso la strada per diventare completamente green. Va anche aggiunto che comunque sia, tutti questi consumi non fanno altro che incrementare i guadagni dell’indotto di cui parlavo, perché nessun altro settore viene privato della propria quota di elettricità per dirottarla al mining: alla fine è un business come altri, che crea posti di lavoro come altri. Peraltro la stessa critica non viene avanzata nel caso di possibile emissione di valute digitali nazionali….Fate voi, ci siamo intesi. Oppure riflettete sul consumo delle illuminazioni natalizie: 6,63 miliardi/kilowatt solo negli USA, senza nemmeno contare il resto del mondo (tanto per rendervi l’idea paesi come El Salvador oppure l’Etiopia in un intero anno consumano meno). Chiarito anche questo aspetto, che secondo me rientrava nella mera retorica (Bitcoin è stato sempre attaccato in tutti i modi immaginabili e così sarà per lungo tempo) perché con tutto il buonsenso dovuto lo 0,5% di consumo elettrico a livello globale non si può definire un vero problema, possiamo tornare a noi.
PARTE SECONDA
Provate ora ad immaginare al vantaggio di poter trasferire denaro con una semplice e-mail, senza banche come intermediario, 24 ore al giorno e 7 giorni su 7. Senza limite alcuno, nemmeno d’importo, e praticamente quasi senza commissioni. In totale autonomia. Forse era stato concepito 10 anni fa tenendo proprio questo in mente…. Difficile ipotizzare come una mente geniale possa creare, concepire concetti cosi innovativi e metterli in pratica. Ma di fatto questo è il risultato. Sta nascendo un sistema finanziario parallelo che supporterà quello attuale esistente, migliorandosi a vicenda. Ci sono già i primi esempi: società di cripto-trading che stanno acquisendo banche. E siamo appena agli albori. Il sistema finanziario in corso, comunemente inteso, ne trarrà enormi benefici: perché la storia ci insegna che dall’espansione economica tutti ne traggono profitto. E’ una situazione vincente per tutti, a360°, in sviluppo sia verticale che orizzontale, includendoci privati, imprese, pubblici servizi. Bitcoin ed in senso esteso la blockchain, saranno per il sistema finanziario ed economico ciò che internet ha rappresentato per l’evoluzione dei computer. Nientedimeno. Qualcuno sostiene perfino che innalzerà internet stesso ad un superiore livello di espansione, già definito come “Web.3” migliorandone efficienza e soprattutto sicurezza anche grazie al protocollo PKI 2.0 (Public Key Infrastructure), superiore al protocollo HTTPS che tutti conosciamo, e ovviamente soprattutto grazie all’uso della blockchain stessa. Grazie a questo maggior livello di sicurezza aumenterà in modo direttamente proporzionale anche il livello di libertà su internet. E’ il concetto di economia finanziaria decentralizzata raggiungibile solamente se il sistema finanziario, in termini pratici le banche vere e proprie, viene privato di una parte del suo potere: questo permette automaticamente una ridistribuzione della ricchezza. Essendo il denaro una estensione di noi stessi, applicando il concetto di decentralizzazione si può superare il concetto di capitalismo tradizionale. Detto in altri termini: o si aspetta una soluzione da parte dei governi secondariamente e dalle banche in primis (che nella realtà dei fatti non è mai avvenuta nel corso della storia, perché hanno sempre pensato solo ad arricchirsi e mai a redistribuire ricchezza), oppure provvediamo noi stessi. E’ un cambio radicale dei paradigmi economici seguiti finora, per il quale dobbiamo ringraziare Bitcoin, nuovamente. Rappresenta il link mancante tra il web (quindi anche ma non solo la rete economica/finanziaria) e le economie più tradizionali. In senso ancor più lato la decentralizzazione permette pure maggiore libertà dalle ingerenze governative. Vi invito a riflettere sulle motivazioni per cui il governo cinese combatte accanitamente Bitcoin e le criptovalute in generale, salvo valutare l’emissione di una loro criptovaluta gestita dal governo e totalmente centralizzata (diametralmente opposta al concetto di decentralizzazione). E’ molto facile comprendere tutto questo perché ce lo insegna la storia. Pensate alla rivoluzione che internet ha comportato decenni fa e ponetevi la seguente domanda: perché allora lasciò “stranamente” il sistema finanziario praticamente inalterato? Non vi pare assurdo? E’ da decenni che le banche non fanno nulla per evolversi. O vogliamo forse, prendendoci in giro, considerare evoluzione i conti on-line?! Palesemente, vogliono che la loro nicchia rimanga inalterata, incontrastata, inattaccabile. Ora hanno loro malgrado un concorrente agguerrito con il quale saranno obbligate a misurarsi, con benefici da entrambe le parti.
PARTE TERZA
Oro, diamanti, platino. Che valore hanno? Zero, intrinsecamente parlando. Hanno valore poiché noi attribuiamo loro un certo valore, perché sono rari. Solo perché sono sostanze/materie difficili da reperire in natura. Ma questo lo abbiamo deciso noi, esseri umani. Quando è stato creato nel corso dei secoli un nuovo asset? Bitcoin rappresenta un nuovo bene. Noi stiamo non solo assistendo ad un evento storico, ma lo stiamo personalmente generando. Contribuendo noi stessi di giorno in giorno con il continuo, sempre maggiore uso di questa nuova moneta digitale, a creare un innovativo asset a tutti gli effetti. E’ riduttivo definirlo semplicemente una criptovaluta. E’ invece e soprattutto un metodo altamente efficiente per accumulare valore, archiviarlo, spostarlo in modo semplice, veloce, sicuro ed efficace. Possiamo dire lo stesso dell’oro, per esempio? No, mi pare evidente (problemi di stoccaggio, di trasporto, di trasferimento immediato di valore, etc.). La vera domanda è: perché creare un nuovo bene, perché attribuirgli un certo valore, ne abbiamo davvero bisogno? Non sta a me dirlo, ma assolutamente sì, visto che è stato creato, che si sta usando e che incrementa il suo valore ed il suo utilizzo di anno in anno. A cosa serve l’oro? A cosa servono i diamanti? Nulla. Se non fosse per la nostra avidità, il nostro senso del bello, o del prezioso, del raro, la ricerca della suprema bellezza/perfezione: sono tutte ricerche costanti che perseguiamo, in noi innate, intrinseche nel nostro DNA. Vanno ripudiate, forse limitate? Non si può andare contro la natura umana. Accettiamo questo dato di fatto. Vogliamo distinguerci, siamo sempre alla ricerca di qualcosa di unico che ci rappresenti. Viviamo in un’era sempre più digitale: quindi perché meravigliarci se in questo senso il prossimo sbocco sarà prevalentemente in tale ambito? Lo hanno già definito il “digital gold” del futuro, anche se secondo il mio umile parere non sostituirà l’oro, ma lo supererà. L’oro continuerà a svolgere l’unica funzione di appagare il nostro capriccio di possedere oggetti esteticamente belli e costosi, come è sempre stato. Non a caso, in modo ancor più lungimirante, il precursore di Bitcoin venne definito Bit-gold. Lasciamo perdere a quale valore potrà arrivare, perché non è quello il punto. A che valore può arrivare l’oro? E’ lo stesso concetto applicato alla stessa domanda (ma l’oro si continua ad estrarre, non vi è un limite ben definito, a differenza di BTC, perché le fonti da cui si ricava si ampliano continuamente: le prossime miniere saranno sottomarine). Ribadisco il concetto: il vero segreto della felicità è la libertà. Più ci si avvicina alla libertà totale e più si è felici. Bitcoin abbatte tantissimi vincoli, ecco perché funziona. QUESTO è il punto fondamentale, non il suo valore attuale. Creare meramente valute digitali da parte delle Banche Centrali non risolverà nessun problema, perché resteranno sempre ancorate alle valute tradizionali emesse dai vari governi mondiali. Il denaro dovrebbe essere completamente slegato dalla volontà dei governi, per essere veramente rappresentativo della ricchezza e della libertà e quindi di noi stessi. Ma così non è, ad eccezione di Bitcoin, che al contrario più si espande e più diventa resistente agli attacchi dei governi. Inoltre non può essere contraffatto (imitato da altre criptovalute dal dubbio utilizzo, ma non copiato identico), è in forma non-fisica, resistente alla censura, anti-inflazionistico, è durevole, totalmente decentralizzato, è un libero flusso di capitale, senza autorità controllante, altamente divisibile, non può essere corrotto, evita sofisticazioni di qualsivoglia tipo, ha un’immutata politica monetaria, il suo codice è open-source: tutti possono partecipare e verificarne l’evoluzione alla luce del sole. E’ neutrale, senza le ambiguità delle regole umane, non ha confini, Ha in se le qualità intrinseche per la futura sopravvivenza che le altre monete non hanno, per la mancanza di tutti i suddetti requisiti. I suoi valori sono tanto vecchi quanto la nostra società: Bitcoin ci rappresenta perfettamente, riprendendo l’altro concetto espresso sopra (il denaro è l’estensione di noi stessi). Sono le qualità intrinseche assolutamente indispensabili per diventare la spina dorsale dell’economia globale futura. Bitcoin ci salva da noi stessi dandoci un sistema finanziario invulnerabile agli errori umani: possiamo e dobbiamo creare una migliore forma di denaro. La specie umana è concepita per evolversi in ogni direzione: è impossibile andare contro natura!
PARTE QUARTA
Ergo, la considerazione principale e la più fondamentale di tutte (motivo per cui l’ho lasciata per un’ultima analisi), deve essere fatta soppesando maggiormente, con più critica ponderazione, le conseguenze derivanti dal limite alla coniazione, come accennato sopra: 21.000.000 di singole unità. Ricordandovi i ripetuti errori economici già individuati nel corso della storia umana, sottolineo di nuovo che l’inflazione è causata da un eccesso di banconote in circolazione: questo con BTC è impossibile. Sempre basandoci sul paragone con l’oro/diamanti/platino/barra tutto ciò che vi è più consono o preferite, cosa succede quando un bene è scarso? In base alla cara e vecchia legge della domanda e dell’offerta, raggiunto il limite coniabile, cosa succederà? Non bisogna essere dei geni della finanza per prevederlo: l’offerta sarà pari a zero (quantomeno quella relativa a nuove emissioni), mentre la domanda sarà altissima. Man mano che ci si avvicina a quella situazione futura…il prezzo salirà. Sta già salendo…quale genialità: fare fortemente leva sulle nostre basilari necessità in noi innate e cresciute nel corso di millenni di evoluzione. Quale genialità! Questa è la risposta a chi sostiene che BTC non sopravvivrà. Forse non come valuta, forse, ma non probabilmente (io sono convinto che sarà la prima vera futura valuta globale). Ma certamente sopravvivrà come eccellente sistema per accumulare valore. Ho solamente e vagamente accennato a molte sfaccettature di BTC. Impossibile trattare tutti gli aspetti esaustivamente, questo lo lascio agli esperti, io sono solo un ignorante. Spero di aver stimolato sufficientemente la vostra curiosità: lo scopo di questo articolo è meramente questo. Con umiltà, senza avere la presunzione della ragione. Bensì elaborando ragionamenti basati sulla pura logica e applicandoli ai fatti, attuali o futuri che siano, per trarne conclusioni ragionevoli sulla probabile evoluzione di questo nuovo asset. Non abbiate pregiudizi di sorta, visioni limitate ed ottuse. Adottate invece una mentalità aperta, abbracciate il futuro. Perché lo stesso è alle porte: accoglietelo o vi travolgerà. Nella nostra società sempre più globale e digitalizzata sta nascendo un nuovo asset (….e se lo ha affermato pure Morgan Stanley che ha sempre remato conto Bitcoin…. è tutto dire). Stanno finalmente sparendo il luoghi comuni in base ai quali BTC veniva definito una gigantesca frode, il più colossale schema “Ponzi” di tutti i tempi, la più imponente “svendita di tulipani” mai avvenuta (il mondo intero non è più la piccola Olanda di una volta), la bolla internet elevata all’ennesima potenza, l’inizio della fine dell’economia mondiale (quando invece è esattamente l’opposto), arrivando persino ad insultare chi ne abbracciava il concetto fin dall’inizio, la più audace è “creatura malefica” (really?!...il diavolo stesso si tira in ballo?!). Tutte definizioni roboanti atte ad incutere il più profondo terrore negli investitori (tristemente, non è una battuta). Ormai non ci crede più nessuno (probabilmente anche perché hanno esagerato, ottenendo l’effetto contrario). Fatevelo spiegare dalle popolazioni sud-americane per esempio come mai non comprano più dollari ma Bitcoin. La storia ci insegna che stravolgimenti così importanti non possono essere fermati. Tutto si può sostenere o contraddire ascoltando giustamente, intelligentemente e soprattutto rispettosamente l’opinione di tutti (non denigrando, nell’assurda pretesa di imporre le proprie convinzioni come invece fanno alcuni “esperti” analisti, “esperti” economisti o perfino “esperti” premi Nobel), però continuando a prendere come riferimento la storia umana un fatto inconfutabile deve essere ammesso: il Popolo ha SEMPRE ragione. Veritas filia temporis: coloro che non capiscono ora, capiranno in futuro. Siamo appena agli albori: l’adozione di Bitcoin è ELEMENTARMENTE inevitabile. Come lo è sempre stata l’evoluzione umana.
IDOLATRIA
Mi sembra giusto e quasi doveroso terminare con questa nota frase: “The root problem with conventional currency is all the trust that's required to make it work. The central bank must be trusted not to debase the currency, but the history of fiat currencies is full of breaches of that trust. Banks must be trusted to hold our money and transfer it electronically, but historically they lend it out in waves of credit bubbles with barely a fraction in reserve” ( Satoshi Nakamoto). Questo problema è risolto! Concludo appropriandomi sfacciatamente e deliberatamente del delirio che appartiene solo alle menti credenti più pure: lode a Bitcoin, lunga vita a Bitcoin. Secondo il mio umile parere, niente meno che il futuro salvatore del mondo. Senza nemmeno attendere la prossima crisi finanziaria, la quale secondo pareri piuttosto unanimi potrebbe avvenire addirittura tra un paio d’anni. “Coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi”. Io ci credo. Ciecamente. E voi?