17/06/2026
https://www.facebook.com/share/p/1LriTWYNba/
🪙 Le banche centrali globali vogliono espandere le proprie riserve in : secondo il sondaggio annuale del World Gold Council, il 45% degli istituti aumenterà le quote di metallo giallo, la percentuale più alta mai registrata dall’indagine (iniziata nel 2018), con un aumento del 2% rispetto a quella dell’anno prima.
La maggior parte delle risposte è arrivata dopo la guerra in Medio Oriente che ha causato un incremento dei e un calo del prezzo dell’oro (che non dà interessi). Negli ultimi giorni, dopo l’intesa tra Usa e Iran, il valore del metallo è risalito: oggi era attorno a 4.350 dollari l’oncia.
Molte banche centrali vogliono acquistare oro per l’andamento del metallo prezioso durante i periodi di crisi (è infatti noto come il bene rifugio per eccellenza), per diversificare i portafogli e per proteggersi dall’inflazione e dai rischi geopolitici. Inoltre diverse banche centrali lo stanno utilizzando anche per ridurre la dipendenza dal dollaro, la cui quota nelle riserve globali è attesa in calo nei prossimi anni. E, per finanziare gli acquisti, usano soprattutto valuta locale o vendono altre attività.
Anche le strategie di deposito stanno cambiando: la Banca d’Inghilterra rimane la sede di deposito più popolare (lo è nel 57% dei casi), il deposito nazionale si è classificato al secondo posto con il 49%, seguito dalla Banca dei Regolamenti Internazionali con il 16%, e infine la Banca Nazionale Svizzera che ha registrato un calo scendendo al 6%.
Secondo un recente rapporto della , l’oro ha superato i titoli di Stato Usa nelle riserve estere delle banche centrali, come conseguenza della forte crescita dei prezzi. Inoltre, la Cina ha acquistato 350 tonnellate di oro, la Polonia 320, la Turchia 220 e l’India 130. Il maggiore acquirente globale l’anno scorso è stato però Tether (circa 100 tonnellate) che ha superato la Polonia.