Fleet Consulting Bari

Fleet Consulting Bari Consulenza e servizi di gestione per fleet manager
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L'esperienza pluriennale nell'ambito automotive è messa a disposizione di coloro i quali intendono ottimizzare le risorse economiche ed organizzative legate al tema della mobilità, sia come aziende strutturate che come clienti privati. La nostra consulenza mira ad analizzare in modo attento le esigenze dei nostri interlocutori per creare soluzioni concrete ed applicabili in tempi brevi, oltre ad o

ffrire un ventaglio di opportunità commerciali e diventare partner delle aziende che hanno nella mobilità un elemento per costruire il proprio business. La sicurezza è il nostro primo elemento che mettiamo davanti ad ogni scelta, i consumi ed il rispetto dell'ambiente poco dopo. Conciliare qualità e contenimento dei costi non è sempre possibile, ma l'esperienza vissuta con i maggiori attori commerciali dell'industria automobilistica ci consentono di orientare i clienti verso le scelte più razionali, senza vivere l'ansia di un investimento sbagliato. Ottimizzare significa anche saper accogliere anche i nuovi strumenti e renderli propri: il noleggio, oggi sempre più diffuso, è uno di essi ma non l'unico. Inviateci un messaggio per testare i nostri servizi, senza alcun impegno.

10/10/2022
23/03/2020

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21/02/2017
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15/05/2016

Consiglio n.1:
Quando scegliete una nuova vettura valutate la sua posizione nella classifica di vendita; questo aspetto si riflette sul suo indice di rivendibilità futura con importanti vantaggi commerciali.
In caso di acquisto diretto infatti sarà più facile rivendere l'usato e, nel caso di acquisto con formula noleggio a lungo termine, la società che eroga il canone avrà un migliore valore residuo, che vuol dire costo più basso.

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01/05/2016

C'è chi vorrebbe inibire totalmente le connessioni internet degli smartphone una volta a bordo delle vetture e chi, al contrario, renderle possibili con strumenti e tecniche che eliminino dal pericolo di distrazioni.
Nell'estratto riportato la direzione intrapresa dalle principali piattaforme: Apple e Android

Un articolo che vale la "pena" di rileggere ed imparare a memoria.
01/05/2016

Un articolo che vale la "pena" di rileggere ed imparare a memoria.

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27/03/2016

Sensibilizzare i fleet manager affinché le auto aziendali soddisfino gli elementari dispositivi di sicurezza e gli accessori che concorrono nel raggiungerla è alla base delle strategie comunicative promosse dai principali attori nel panorama automobilistico per il mercato Business

25/03/2016

Legge di stabilità - super ammortamento

La legge di Stabilità per il 2016 ha previsto la possibilità di operare un super-ammortamento per gli investimenti in beni materiali nuovi effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016. La disposizione è finalizzata ad incentivare gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi attraverso una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente riconosciuto dei beni medesimi, in modo da consentire, ai fini della determinazione dell'IRES e dell'IRPEF, l'imputazione al periodo d'imposta di quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria più elevati.

Tra le modifiche normative introdotte dalla legge di Stabilità 2016 (art. 1, comma 91) ve ne sono alcune che intervengono sulla disciplina fiscale degli ammortamenti, in relazione alla quale è stata prevista la possibilità di operare un maxi ammortamento sugli investimenti in beni materiali strumentali.
La disposizione è finalizzata ad incentivare gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi attraverso una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente riconosciuto dei beni medesimi, in modo da consentire, ai fini della determinazione dell'IRES e dell'IRPEF, l'imputazione al periodo d'imposta di quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria più elevati.
Il beneficio interessa tanto i beni strumentali acquistati in proprietà quanto quelli acquisiti in leasing.
Sono esclusi dal beneficio, tuttavia, gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi per i quali il D.M. 31 dicembre 1988 stabilisce coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%, gli investimenti in fabbricati e costruzioni, nonché gli investimenti in beni di cui all'allegato 3 della legge di Stabilità 2016.
L'acconto per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2015 e per quello successivo corrisponde a quello che si sarebbe determinato in assenza delle disposizioni in commento.

Ambito applicativo

In particolare, in tale ambito, la novella disciplina ha disposto che - ai fini della deducibilità degli ammortamenti di tali nuovi cespiti - il costo sostenuto da imprese e professionisti per la loro acquisizione possa essere maggiorato del 40% rispetto a quello imputato (in base ai prescritti coefficienti tabellari) nel conto economico.
Da un punto di vista pratico ciò sta a significare che gli interessati a tale agevolazione dovranno effettuare, in fase di dichiarazione dei redditi, una ulteriore variazione in diminuzione rispetto all’ammortamento imputato a conto economico per lo stesso bene: questa agevolazione di natura esclusivamente fiscale determinerà un doppio binario sul piano civilistico e fiscale:
- l’agevolazione in commento determina l’irrilevanza contabile del beneficio fiscale
- consentirà al contribuente di effettuare una diminuzione in sede di dichiarazione dei redditi: essendo le differenze definitive e non temporanee non è necessario stanziare alcuna fiscalità differita.
Occorre tener presente che la norma può essere applicata in quanto il maggior componente negativo di natura fiscale derivante dal maggior ammortamento rispetto a quello imputato al conto economico risulta deducibile come deroga al principio di imputazione al Conto Economico (art. 109 comma 4 lettera b, TUIR) per espressa disposizione di legge. Conseguentemente in virtù della nuova previsione normativa sussiste per le fattispecie in esame la possibilità di dedurre i maggiori ammortamenti che non sono stati imputati nel Conto Economico.
Godono dell’agevolazione i beni materiali strumentali nuovi. Non rientrando, quindi, nel beneficio:
- gli investimenti in beni immateriali;
- gli investimenti in beni “usati”.
Per beni “nuovi” si deve intende sia il bene acquistato dal produttore, sia il bene acquistato da un soggetto diverso dal produttore e dal rivenditore purché non sia già stato utilizzato né da parte del cedente né da alcun altro soggetto (circolare n. 90/2001).
Attenzione
Nell’ipotesi in cui i beni siano complessi (ossia alla realizzazione degli stessi abbiano concorso anche beni usati), per soddisfare il requisito della novità è necessario fare riferimento all’intero bene. In tale evenienza, il requisito di bene nuovo resta soddisfatto purché l’incidenza del costo relativo ai beni usati non prevalga rispetto al costo complessivamente sostenuto (Agenzia Entrate, circolari n. 5E del 2015 e n. 44E del 2009).
In riferimento al requisito della strumentalità è necessario che i beni siano di uso durevole e atti ad essere impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo dell’impresa. Restano, quindi, esclusi dall’agevolazione i beni merce (o, comunque, trasformati o assemblati per la vendita) e i materiali di consumo.
Ambito temporale

L’agevolazione ha natura temporanea: è stato, infatti, disposto che l’agevolazione può essere applicata esclusivamente agli investimenti effettuati nella finestra temporale che va dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016.
Attenzione
Pur se la norma non lo prevede espressamente, è da ritenersi che per individuare l’esatto momento in cui l’investimento è stato effettuato, in modo da poter verificare se lo stesso rientri nell’arco temporale utile a fruire dell’agevolazione, ci si deve avvalere delle disposizioni del TUIR e far, quindi, riferimento ai criteri generali. Ne consegue che le spese sostenute per l’acquisizione dei beni mobili si devono considerare compiute alla data della consegna o spedizione ovvero, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale.
Ambito soggettivo

L’agevolazione introdotta dalla legge di Stabilità 2016 sulla disciplina fiscale degli ammortamenti effettuati trova applicazione rispetto agli investimenti effettuati sia dai soggetti titolari di reddito d’impresa, sia dagli esercenti arti e professioni.

Vendite auto elettriche: ecco gli 8 mercati più importantiQuali sono i mercati mondiali più importanti per la vendite de...
12/03/2016

Vendite auto elettriche: ecco gli 8 mercati più importanti

Quali sono i mercati mondiali più importanti per la vendite delle auto elettriche? Risponde alla domande uno studio di IHS Automotive, società di ricerca americana specializzata nello studio del mercato automotive.
I risultati? Sorprendenti e in continua evoluzione. La Norvegia si conferma un caso più unico che raro, con il 18,5% di auto elettriche sulle vendite totali nel primo quarto 2015, si tratta di 9.076 veicoli, con una crescita del 41% rispetto allo stesso periodo del 2014. Un veicolo su 5 è elettrico. A superare la soglia del punto percentuale sul totale delle auto vendute sono solo tre Paesi: Norvegia, Olanda (con il ragguardevole 5,6%, pari a 6.199 auto) e Francia, con 7.588 auto e una quota del 1,2%. Ci arriva vicino l’Uk, che con ogni probabilità sfonderà il muro dei decimali nei report di fine anno.
Auto elettrica mercati principali
I principali 8 mercati mondiali per l’auto elettrica

IL CASO INGLESE
Il Regno Unito regista nel 2015 un più 392% nella vendita di auto elettriche, andando a raggiungere lo 0.9% di quota di mercato, cioè 6.464 vetture. Il merito? Degli incentivi. Soldi veri: il governo nel 2015 ha fatto un investimento di 31 milioni di sterline (circa 51 milioni di euro) per le infrastrutture di ricarica, più altri 15 destinati a progetti di Ricerca e Sviluppo. In più, chi ha deciso di comprare un’auto elettrica o ibrida ha goduto di uno sconto del 35% (fino a un massimo di 5.000 sterline, circa 6.850 euro) per le automobili omologate per emissioni di CO2 massime di 75 grammi al chilometro e uno sconto del 20% (fino a un massimo di 8.000 sterline) per i veicoli commerciali. L’obiettivo, dichiarato da David Cameron, è fare del Regno Unito il “leader mondiale nelle tecnologie a bassissime emissioni”.
USA E CINA
In termini assoluti, la parte del leone in termini di vendite di auto elettriche la fanno Usa e Cina, rispettivamente con 29.458 e 17.168 auto vendute nei primi quattro mesi del 2015, pari a una quota di mercato dello 0,6 e 0.4%.
Clone cinese Texa
Youxia X, il “clone” cinese della Tesla
In Cina il mercato automobilistico è in forte espansione, come poteva esserlo in Italia negli anni del boom, con un rapporto autovetture circolanti per 1000 abitanti di 80/90 veicoli. Per questo l’impatto positivo dell’elettrico potrebbe essere ancora più importante. Nel suo piano anti-inquinamento il Ministero dei trasporti cinese ha fissato come target per i prossimi 5 anni 300.000 nuove immatricolazioni di modelli EV e ibridi, poco su un totale di 20 milioni di nuove immatricolazioni registrate annualmente. L’obiettivo è raggiungere nel 2020 un totale di 5 milioni di veicoli green. Nonostante il sostegno dei sussidi pubblici, il prezzo di un’auto elettrica o ibrida è il doppio di un’auto ad alimentazione tradizionale. C’è però un benefit specificatamente legato alla realtà cinese: la certezza per i possessori di auto elettrica di avere assegnata una targa. A Pechino e in altre metropoli infatti la targa, che dà il diritto di acquistare e circolare su una nuova auto, viene in generale attribuita attraverso una lotteria.
GLI ALTRI PAESI
In Europa, oltre all’Olanda, che vede un mercato in crescita del 74%, crescono con una buona percentuale anche la Francia, dove quest’anno si è tenuta la conferenza Onu sul clima, con il più 101% pari e la Germania con il 98% di crescita e 5.323 auto, numeri che stanno ad indicare le mosse sia dei principali produttori sia dei governi che incentivano l’acquisto. In controtendenza il Giappone, con 3.692 auto vendute e una quota di mercato in calo rispetto allo stesso periodo del 2014.

20/02/2016

Automobili e Autocarri : Approfittare o No del SuperAmmortamento previsto dalla nuova Legge di Stabilità 2016 ?

Per Aziende, Professionisti, Agenti ed Artigiani la Legge di Stabilità 2016 prevede la vantaggiosa agevolazione garantita dalla maggiorazione del 40% delle quote di ammortamento e dei canoni leasing dei beni strumentali nuovi (tenendo conto degli eventuali limiti di legge)

Cos’è e come si applica il cosiddetto super-ammortamento?

Il super ammortamento o maxi ammortamento è una misura introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 e consistente nell’agevolare gli investimenti produttivi delle imprese, grazie ad un’accelerazione del processo di ammortamento fiscale del cespite in oggetto.
Attraverso il super ammortamento o maxi ammortamento le aziende che investono in beni strumentali possono ammortizzare fiscalmente il bene al 140 per cento in luogo del 100 per cento.

Il super ammortamento o maxi ammortamento al 140 per cento può essere applicato da «tutte le aziende che investono in beni strumentali strettamente inerenti al core business "per tutti i beni strumentali acquistati tra il 15 ottobre 2015 ed il 31 dicembre 2016*

Il super ammortamento al 140% è un’agevolazione fiscale applicabile anche al parco auto di cui un’azienda è dotata, con riferimento a tutte le possibili forme giuridiche attraverso cui esso è gestito.

Ma quali sono gli effetti prodotti dal super ammortamento 2016 sull’acquisto delle auto aziendali?
Il super ammortamento al 140 per cento produce effetti fiscali, economici e finanziari diversi sull’acquisto delle auto a seconda che si tratti di auto a deducibilità integrale, auto concesse in benefit ai dipendenti, auto non assegnate o auto acquistate in leasing.
Ecco gli effetti fiscali del super ammortamento da considerare prima di procedere all’acquisto dell’auto.

Super ammortamento 2016 auto a deducibilità integrale

Quali effetti fiscali, economici e finanziari vengono prodotti dal super ammortamento 2016 applicato alle auto a deducibilità integrale? Per rispondere a questa domanda occorre innanzitutto inquadrare l’oggetto della nostra analisi.
Dal punto di vista fiscale, un auto si considera a deducibilità integrale se impiegata come strumentale nel core business aziendale o ad uso pubblico (si pensi ai noleggiatori, ai tassisti o alle autoscuole).
Nel caso delle auto a deducibilità integrale il super ammortamento 2016 introdotto dalla Legge di Stabilità produce effetti identici a quelli prodotti su ogni altro tipo di cespite: la deduzione (agevolazione) fiscale sarà pari al 140% del costo da ripartire lungo la durata fiscale prevista per l’ammortamento.

In termini di risparmio di imposte ciò significa che:
per i soggetti IRES, fermo restando l’aliquota del 27,50%, ci sarà un risparmio dell’11%;
per i soggetti IRPEF il risparmio di imposte potrebbe salire al 18% per i redditi d’impresa più elevati.

Super ammortamento 2016 auto concesse in benefit ai dipendenti

Quali sono, invece, gli effetti fiscali, economici e finanziari che vengono prodotti dal super ammortamento 2016 applicato alle auto concesse in benefit ai dipendenti?
In questo caso il super ammortamento 2016 è sempre pari al 140% del costo dell’auto ma la deduzione fiscale è limitata al 70% del costo medesimo (cioè la percentuale che il TUIR prevede in questa particolare fattispecie). In termini numerici si avrà quindi un risparmio netto pari al 28% del costo con un’agevolazione IRES pari a circa l’8%.

Super ammortamento 2016 auto non assegnate

In ordine, invece,alle auto non assegnate gli effetti prodotti dal super ammortamento 2016 sono più difficili da calcolare. Perché?
Le auto non assegnate hanno un limite superiore di deducibilità fiscale pari ad euro 18.076, limite che sale a 25.823 euro per gli agenti.
Il super ammortamento 2016 alza del 40% i suddetti limiti.
Ciò significa che potrebbero verificarsi due casi:

se il costo dell’auto non assegnata è pari o inferiore ai limiti sopra indicati, allora il super ammortamento sarà pari al 40% di tale ammontare;
se, invece, il costo dell’auto non assegnata è superiore ai limiti sopra indicati, allora il super ammortamento sarà fissato nel limite di questi importi ovvero:
7.230 euro con riferimento al limite generale di 18.076 euro;
10.329 euro con riferimento al limite specifico di 25.823 euro per gli agenti.
Resta immutato il limite di deducibilità fiscale del 20% fissato dal TUIR per le auto non assegnate.

Super ammortamento 2016 auto acquistate in leasing

Quali sono, infine, gli effetti prodotti dal super ammortamento 2016 sulle auto acquistate in leasing?

In questo caso occorre distinguere le seguenti situazioni:

per le auto a deducibilità integrale e per quelle in benefit ai dipendenti l’effetto prodotto dal super ammortamento è quello di poter accelerare il recupero dell’agevolazione fiscale in 24 mesi (la metà del periodo di ammortamento per un auto), 36 per un veicolo di categoria autocarro fiscale.

Per le auto a deducibilità limitata non è invece ancora chiaro come si dovrà procedere in ordine al calcolo dei canoni rilevanti fiscalmente. Da questo punto di vista occorrerà obbligatoriamente attendere i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Resta in vigore il comune principio di equivalenza dell'applicazione della norma indipendentemente dalla modalità di acquisto.

E' escluso dal beneficio del Super Ammortamento l'utilizzo di veicoli ( o beni strumentali in genere) attraverso il sistema di noleggio a lungo termine.

In linea di massima possiamo affermare che il super ammortamento rappresenta un'occasione per fare investimenti ritardati proprio a causa di scarsi benefici fiscali fino ad ora prodotti dall'attuale normativa e ci riallinea alle opportunità legislative presenti in diversi paesi europei.

Linkedin: Roberto Catalano
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