Giovanni Gelsomino Intermediario Assicurativo e Previdenziale

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Giovanni Gelsomino Intermediario Assicurativo e Previdenziale Quello che mi distingue è poter diventare il vostro consigliere di fiducia

Ecco gli importi che permettono ai titolari di in fondo pensione di ricevere il 100% del montante maturato👛
20/01/2024

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Milano traina le borse europee🏦
02/02/2023

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Il mese appena concluso passa alla storia come uno dei migliori in assoluto a Piazza Affari. Questa prima finestra di gennaio ha premiato in modo trasversale tutti i settori, dalle banche (UniCredit +34,7%) ai tecnologici (St +30,6%), passando per l’auto (Iveco +35%)

Il rischio biometrico (morte, invalidità permanente e autosufficienza) è uno dei rischi per cui gli Italiani sono sotto ...
12/06/2022

Il rischio biometrico (morte, invalidità permanente e autosufficienza) è uno dei rischi per cui gli Italiani sono sotto assicurati. Questo è il quadro che emerge da una ricerca fatta da Elipselife e Prometia in cui risulta che a fronte di un fabbisogno di protezione complessivo di circa 10.000,00 miliardi di euro, soltanto 1.800 miliardi di euro sono coperti (1.500 miliardi dal sistema di welfare pubblico e 300 miliardi da assicurazioni private), mentre rimangono senza alcun tipo di copertura 8.200 miliardi di euro dei 10.000 miliardi che si prevede siano necessari per tutelare la popolazione italiana dal rischio biometrico.
Contestualmente i dati del Libro Blu pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli riportano che nel 2017 gli Italiani hanno investito oltre 100 miliardi di euro nei giochi d’azzardo legali in Italia, con una spesa procapite di circa 1.700,00 euro all’anno (quasi 150,00 euro al mese).
Allo stesso tempo assicurarsi contro il rischio biometrico costa poco infatti se prendiamo in esame un lavoratore di 40 anni potrebbero bastare appena 300,00 euro di premio annuo, cioè meno di 1 Euro al giorno, versati in una polizza collettiva, per garantire ai propri familiari un indennizzo fino a 300mila euro in caso di morte prematura, ossia l’equivalente di 30.000 Euro di reddito per 10 anni.
Eppure, anche se un 40enne che guadagna 30.000 euro all’anno, in caso di premorienza, può assicurare 10 anni di autonomia alla sua famiglia spendendo meno di un caffè al giorno, stando alle indagini Elipselife e Prometia e ai dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, è molto più probabile che quel 40enne quell’euro preferisca investirlo ogni giorno in un gratta&vinci anziché in una polizza caso morte.
Razionalmente questi dati ci sembrano assurdi, soprattutto quando le persone affermano di non avere abbastanza soldi per assicurarsi e poi le vediamo spendere somme nettamente superiori al costo di una polizza per beni che a noi sembrano secondari o, addirittura, li vediamo tentare la sorte ogni giorno con il gratta&vinci e altri giochi.
Investire nel gioco confidando nella fortuna batte investire in assicurazioni in previsione di eventi tragici.
I dati dicono che il mondo del gioco d’azzardo legale raccoglie il 2.119% in più del comparto assicurativo legato al rischio biometrico.
Con questi dati alla mano è fin troppo facile concludere che, quando un cliente ci dice di non avere abbastanza soldi per assicurarsi, quasi sempre mente sapendo di mentire.
Cosa ci sta dicendo in realtà un cliente, quando ci dice di non avere abbastanza soldi? Che non sente il bisogno di assicurarsi? Che assicurarsi costa troppo rispetto al valore che lui gli attribuisce? Che vuole assicurarsi ma non vuole farlo con noi? O ci sta dicendo semplicemente la verità e davvero non ha i soldi?
Il cliente non ha la corretta percezione del rischio biometrico, per questo non sente il bisogno di assicurarsi
Ipotizziamo che il cliente non senta il bisogno di assicurarsi e usi la scusa di non avere soldi per evitare di farsi coinvolgere in un acquisto che non reputa necessario.
Cosa possiamo fare noi assicuratori per rendere più consapevoli le persone dei rischi che corrono e della scopertura a cui vanno incontro se vivono a lungo senza un reddito adeguato o se smettono di produrre reddito a causa di una invalità grave o, peggio ancora di una morte prematura?
So bene che la prima reazione sarebbe di indignarsi per la superficialità con cui le persone mettono a repentaglio la propria sicurezza economica e quella dei familiari. Ma difficilmente con la nostra indignazione riusciremmo a far cambiare idea a chi si concede, ogni giorno o ogni settimana, la possibilità di sognare giocando la schedina, comprando un gratta&vinci o giocando ad una slot machine e dice di non avere (e magari non li ha davvero) i soldi per proteggersi in modo adeguato.
Se indignarsi non serve, noi intermediari cosa possiamo fare per riuscire a far nascere nelle persone un bisogno di protezione tale da spingerli ad investire una parte del loro reddito in sicurezza anziché nell’illusione di una svolta che non arriva?
Perché la percezione del rischio aumenti, dobbiamo essere capaci di aiutare le persone a prendere pienamente coscienza dei rischi che corrono e di quali potrebbero essere le conseguenze economiche a cui andrebbero incontro se quei rischi si trasformassero in danni.
Solo quando abbiamo piena coscienza di un problema ci attiviamo per trovare una soluzione.
Senza la piena coscienza di avere un problema nessuno di noi si preoccupa di trovare una soluzione.
Tutti noi sappiamo di essere mortali e che si può morire in ogni momento, ma pochi di noi si soffermano davvero a riflettere a quali conseguenze andrebbero incontro i loro familiari se dovessero morire prematuramente.
Allo stesso modo tutti sappiamo che non potremo contare su una pensione adeguata quando saremo anziani e che la situazione sarebbe ancora più grave se, invecchiando, perdessimo la nostra autosufficienza, eppure pochi di noi riflettono sui disagi economici a cui potrebbero andare incontro.
E quanti, quando ci riflettono, si bloccano davanti all’idea di rinunciare oggi ad una parte, magari anche consistente, di entrate per garantirsi domani qualcosa che, nel loro immaginario, è ancora tanto lontana?
Per aiutare le persone a percepire in modo adeguato il rischio biometrio, come prima cosa bisogna imparare a guardare la vita con i loro occhi
Se vogliamo aiutare le persone a cambiare la loro percezione del rischio biometrico e quindi a cambiare la loro scala delle priorità, dobbiamo provare a metterci nei loro panni e a ragionare con la loro testa.
In che modo? Facendo domande per capire quali sono le loro convinzioni, le loro paure, i loro sogni, le cose più care, le persone più care e cosa li preoccupa quando pensano a loro o cosa vorrebbero per loro.
Se lo facessimo, magari, potremmo comprendere perché, in una situazione in cui tutto è precario, la remota speranza che pochi euro possano bastare a cambiare la vita è più forte della fatica di rinunciare a quegli stessi soldi per proteggere se stessi e la propria famiglia e potremmo aiutarli a guardare la loro vita da un altro punto di vista. Un punto di vista in cui costruire sicurezza viene prima di vivere nella precarietà e col fiato del rischio sul collo.
Potremmo anche comprendere perché si può essere bloccati dalla paura che quei soldi possano rivelarsi spesi invano, visto che alla fine può non accadere nulla o può accade proprio quella cosa per cui non si è comunque coperti o, addirittura, può accadere quando non siamo più coperti, visto che tante polizze sui rischi biometrici non sono a vita intera.
Portare le persone ad avere una corretta percezione del rischio biometrico ha come conseguenza che non solo le persone sono più propense ad assicurarsi, ma sono anche più propense a coinvolgere le aziende per creare piani di welfare, di tipo assicurativo, che prevedano coperture caso morte, infortuni, malattia e assistenza.
Ad oggi, sempre stando ai dati di Elipslife e Prometia, il 97% dei 23 milioni circa di lavoratori in Italia non è coperto da polizze collettive adeguate per il rischio decesso e c’è ancora meno attenzione verso il rischio di infortuni, invalidità permanente e perdita di autosufficienza.
Considerato che il verificarsi di un grave infortunio o di una malattia invalidante, durante il percorso lavorativo di una persona, risulta sempre più probabile di una vincita al lotto, e che gli effetti, se il rischio non è stato coperto in modo adeguato, risultano devastanti, nel lungo periodo, sia per chi rimane che per la collettività, chiamata a sostenere previdenza, sanità e assistenza sociale attraverso il pagamento di imposte indirette, appare evidente quanto sia importante educare alla corretta percezione del rischio.
In particolare lo è verso i lavoratori più giovani e più a basso reddito, quelli che non hanno accesso ad alcuna forma di contrattazione collettiva previdenziale e verso quei 23 milioni di lavoratori italiani che, a quanto pare, ripongono speranze di uno stile di vita migliore e di assicurarsi le risorse necessarie investendo nel gioco anziché in una polizza.

La gestione del rischio (Managment Risk) è il processo con cui si misura il rischio a cui è sottoposta una persona e di ...
30/04/2022

La gestione del rischio (Managment Risk) è il processo con cui si misura il rischio a cui è sottoposta una persona e di conseguenza la sua famiglia.
Oggi affrontiamo un caso pratico ed emblematico quello del Commercialista, figura di spicco nella vita di moltissimi lavoratori per il ruolo di consulente che ricopre.
Prendiamo in esame la situazione del Commercialista Antonio Bianchi di 49 anni coniugato con 2 figli a carico e reddito annuale lordo di 50 mila euro e con un’anzianità contributiva pari a 18 anni e 3 mesi.
INVALIDITA’ TEMPORANEA O PERMANENTE (grado %)
30%: nessuna - 60%: nessuna - 80%: € 5.235 - 100%: € 13.627 (importo comprensivo dell’assegno di accompagnamento pari a € 6.148 annui)
IPOTESI PREMORIENZA: i superstiti riceverebbero:
coniuge: € 4.487 - 1° figlio: € 1.496 - 2° figlio: € 1.496
N.B. La pensione di invalidità da malattia è uguale alla pensione di invalidità permanente da infortunio, il cui importo dipende anche dal reddito dichiarato.
Ecco nel dettaglio le prestazioni di welfare statale riconosciute:
a)In caso di invalidità permanente riconosciuta del 30% non darà luogo ad alcuna prestazione in quanto inferiore al minimo previsto (66,7%)
b) Nel secondo caso in esame, l’invalidità riconosciuta al professionista (60%), non darà luogo ad alcuna prestazione in quanto inferiore al minimo previsto (66,7%)
c) Nel terzo caso in esame, nonostante una invalidità riconosciuta notevole (80%), la prestazione liquidata è davvero modesta rispetto al reddito nonostante i contributi versati non siano pochi
d) Nel quarto caso in esame l’invalidità riconosciuta è totale (100%); purtroppo la prestazione liquidata, sebbene sembrerebbe più alta delle precedenti risulta assolutamente insufficiente per gestire una situazione del genere.
Nell’esempio preso in considerazione emerge quanto siano inadeguate le prestazioni di assistenza rispetto al tenore di vita e rispetto alle necessità di una famiglia così composta, che dovrà far fronte ad una gestione della spesa quotidiana ben al di sopra di quanto percepito come assistenza pubblica.
In caso di premorienza dell’iscritto alla cassa, nonostante ci siano i requisiti minimi per avere diritto alla pensione superstiti, si può notare come i livelli di tutela sia molto esigui ed insufficienti alle necessità del coniuge e dei figli.
Il suggerimento parte spontaneo ovvero dotarsi di una adeguata polizza T.C.M. ed una polizza di tutela infortuni e malattia con capitali congrui, che interverrà anche nei casi di invalidità oggi privi di copertura (vedi prestazioni riconosciute) e da non tralasciare anche la protezione L.T.C. (perdita autosufficienza).

16/04/2022
Cosa vuoi di più se non una consulenza personalizzata🤝
07/04/2022

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Pianifichiamo insieme il tuo futuro✍️
02/04/2022

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Cerchiamo qualcuno che ci difenda diventando il nostro riparo, perché proteggere è sinonimo di amare❤️🔐
19/03/2022

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Rottama le tue polizze e ripartiamo insieme🛫🧳
12/03/2022

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11/03/2022

𝗦𝗰𝗼𝗽𝗿𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗲' 𝗽𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝘀𝗼 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗹𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗶𝗱𝘂𝗰𝗶𝗮🎓

Con quale spirito affronteresti una traversata nel deserto🏜️sapendo di poter disporre di una bottiglietta d'acqua⛲ ogni ...
10/03/2022

Con quale spirito affronteresti una traversata nel deserto🏜️sapendo di poter disporre di una bottiglietta d'acqua⛲ ogni 500 metri❓
Senz'altro con totale serenità e sicurezza‼️

Allora perché nel corso della nostra vita non adottare la stessa oculatezza, iniziando a pensare alla varie Tutele Assicurative quali: 1)𝗜𝗻𝗳𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶🤕 2)𝗦𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮🏥 3)𝗣𝗿𝗲𝘃𝗶𝗱𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲👴 4)𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗮𝗹𝗲💰💰💰.

Il primo step da fare è quello di proteggersi dal rischio di non poter più generare reddito e quindi difendersi da eventi fortuiti e violenti quali gli infortuni specie se invalidanti e/o dalle malattie (𝗥𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶 𝗜𝗻𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶).

Lo step successivo ma contestuale è quello di iniziare a lavorare per colmare il gap pensionistico (𝗥𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶 𝗖𝗲𝗿𝘁𝗶).

Poi se metti su famiglia con figli piccoli e/o sottoscrivi un mutuo pensa a proteggerli assicurandoti contro il rischio premorienza.

Quindi proteggi il tuo investimento immobiliare🏘️ e salvaguardia il tuo patrimonio con una corretta 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗶𝗮📝✍️


Vuoi sapere il tuo gap previdenziale o l'ammontare delle coperture fornite dall'INPS o dall'Inail o dalle casse previden...
25/02/2022

Vuoi sapere il tuo gap previdenziale o l'ammontare delle coperture fornite dall'INPS o dall'Inail o dalle casse previdenziali. Contattami per un incontro gratuito📇

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