Studio Legale Nobis: Famiglia, matrimonio, minorenni, violenza e stalking.

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Studio Legale Nobis: Famiglia, matrimonio, minorenni, violenza e stalking. Affrontiamo problemi inerenti la famiglia, i coniugi, i figli, abusi e violenze, stalking, ecc..

03/09/2026

La sesta sezione penale della Corte di cassazione ha affermato che, in tema di in , il silenzio della persona offesa, posta in condizione di interloquire sulla richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare ai sensi dell’art. 299, comma 3, cod. proc. pen., è ininfluente ai fini della valutazione della sussistenza del pericolo concreto e attuale di reiterazione, costituendo tale interlocuzione esercizio di una mera facoltà, dalla cui mancanza non può desumersi né l’insussistenza di condizioni di pericolo né l’assenza di timore della vittima per la propria incolumità.

02/09/2026

Il “salvavelox” non sana la mancata omologazione: senza omologazione la multa è e resta illegittima.
E’ confermato con la sentenza n. 504/2026 del Tribunale di Frosinone, firmata dal Giudice dottor Luigi Petraccone, che il recente D.M. 125/2026 (cd. “Decreto Salvavelox” o “Decreto ”) non elimina la netta distinzione tra approvazione e omologazione.

Con un particolare nuovo: non elimina la netta distinzione tra approvazione e omologazione.

Il dibattito sugli si arricchisce di uno snodo fondamentale: con la sentenza n. 504/2026 del Tribunale di Frosinone, i giudici (e non sono certo i primi) confermano che il recente D.M. 125/2026 (cd. “Decreto Salvavelox”) non elimina la netta distinzione tra approvazione e omologazione.

Il Ministero ha tentato, tramite decreto, di considerare automaticamente “omologati” dispositivi che in passato avevano ottenuto la sola approvazione.

Tuttavia, in base al principio della gerarchia delle fonti:
-Un Decreto Ministeriale (fonte secondaria) non può derogare o riscrivere l’art. 142, comma 6, del Codice della Strada (fonte primaria), che esige la preventiva omologazione.
-Omologazione e approvazione mantengono procedure, test di laboratorio e finalità giuridiche del tutto diverse.
-L’onere di provare la regolare e la taratura spetta sempre alla Pubblica Amministrazione.
Pertanto, i verbali elevati con apparecchiature prive di una vera e propria omologazione originaria restano impugnabili ed illegittimi, poiché le scorciatoie normative regolamentari non superano il vaglio dei giudici di merito e di legittimità.

28/08/2026

Il dibattito sugli si arricchisce di uno snodo fondamentale: con la sentenza n. 504/2026 del Tribunale di Frosinone, i giudici confermano che il recente D.M. 125/2026 (cd. “Decreto Salvavelox”) non elimina la netta distinzione tra e .
Il Ministero ha tentato, tramite decreto, di considerare automaticamente “omologati” dispositivi che in passato avevano ottenuto la sola approvazione. Tuttavia, in base al principio della gerarchia delle fonti:
-Un Decreto Ministeriale (fonte secondaria) non può derogare o riscrivere l’art. 142, comma 6, del Codice della Strada (fonte primaria), che esige la preventiva omologazione.
-Omologazione e approvazione mantengono procedure, test di laboratorio e finalità giuridiche del tutto diverse.
-L’onere di provare la regolare omologazione e la taratura spetta sempre alla Pubblica Amministrazione.
Di questo avviso la , con innumerevoli sentenze emesse nel 2026!
Pertanto, i verbali elevati con apparecchiature prive di una vera e propria omologazione originaria restano impugnabili ed illegittimi, poiché le scorciatoie normative regolamentari non superano il vaglio dei giudici di merito e di legittimità!
Scrivici in caso di multa al whatsapp 3346170394!

27/08/2026

Il Tribunale di Cagliari annulla le delibere per senza fondo preventivo. Una sentenza che blocca i cantieri al buio nei .
La recente pronuncia del Tribunale svela un meccanismo protettivo che molti amministratori ignorano o fingono di non vedere. Il fondo speciale previsto dal Codice civile non rappresenta un fastidio burocratico, ma lo scudo principale contro i fallimenti e le guerre tra vicini per i debiti impagati. Questa sentenza scardina l’abitudine tutta italiana di avviare i lavori condominiali al buio, con la speranza di recuperare le risorse finanziarie in un secondo momento.
La sentenza numero 1607/2026 del Tribunale di Cagliari traccia un confine netto tra le decisioni legittime e gli abusi di potere. Il giudice stabilisce la nullità radicale della delibera condominiale assunta a maggioranza che approva interventi di ristrutturazione senza la contemporanea istituzione di un accantonamento economico. L’assemblea ha l’obbligo di vincolare una somma di denaro esattamente pari all’ammontare della spesa preventivata e votata.
L’assenza di questa copertura finanziaria preventiva trasforma la decisione della maggioranza in un atto privo di valore. Questo vizio non si prescrive mai. Ogni singolo condomino ha il potere di impugnare la decisione in ogni tempo, paralizzando di fatto l’attività dell’amministratore e dell’impresa appaltatrice.
La nullità assoluta cancella ogni effetto della votazione e azzera gli impegni assunti sulla base di un presupposto illecito.

26/08/2026

La sospensione della patente per scatta quando si commettono due violazioni uguali nell’arco di due anni (per alcune infrazioni, come l’eccesso di velocità in centro abitato, basta un anno). Si applica anche se le due violazioni sono state commesse con veicoli diversi, purché dalla stessa persona.
La sospensione della rappresenta una sanzione accessoria, che si aggiunge alla sanzione pecuniaria, ed è prevista dal codice della strada per diverse violazioni. Un’ipotesi particolare si verifica in caso di recidiva, ovvero di commissione della stessa violazione in un determinato periodo di tempo.
Il codice della strada prevede la sospensione patente dopo due infrazioni nel corso del biennio per molte tipologie di violazione.

Presupposto per l’applicazione sospensione della patente per recidiva è che la prima violazione sia definita nel momento in cui viene commessa la seconda violazione.
La violazione può essere considerata definita quando:
■ Il trasgressore ha effettuato il pagamento (anche in misura ridotta)
■ Sono decorsi inutilmente i termini per presentare ricorso contro la prima sanzione
■ In caso di presentazione del ricorso, quando questo sia stato rigettato con provvedimento definitivo.
In caso di applicazione della recidiva, inoltre, poiché è prevista la sospensione della patente di guida non è prevista la possibilità di effettuare il pagamento della sanzione in misura ridotta (con il cosiddetto sconto del 30% sull’importo della sanzione).
In caso di recidiva per eccesso di velocità, la legge prevede sanzioni sempre più severe, che possono includere l’estensione del periodo di sospensione della patente o, nei casi più gravi, la revoca definitiva del titolo di guida! 🫣😱!
Per questo bisogna non essere troppo leggeri nel conferire indati patente ed evitare, per quanto possibile, di farsi decurtare i punti anche se sono pochi, perché potrebbe scattare il provvedimento di recidiva e successivamente arrivare alla sospensione della patente!

25/08/2026

Parcheggiare sulla rampa condominiale o negli spazi destinati alle può integrare una violazione dell’art. 1102 c.c. quando la sosta impedisce o rende più difficoltoso agli altri l’uso della parte comune secondo la sua destinazione.

In particolare, le possibili conseguenze sono:

* ordine di rimozione dell’auto e divieto di continuare la condotta;
* azione giudiziaria per ottenere il ripristino del libero uso degli spazi comuni;
* risarcimento dei danni, se viene provato un pregiudizio patrimoniale; la Cassazione ha riconosciuto il danno patrimoniale anche in relazione all’impedimento dell’uso di una rampa condominiale.
* se il comportamento è reiterato, può essere contestato anche se le singole soste sono brevi: la Cassazione ha precisato che non esiste un tempo minimo perché si configuri l’abuso dell’uso della cosa comune, quando la sosta impedisce agli altri il godimento.

21/08/2026

Il danno da fermo tecnico, derivante dal di un veicolo sostitutivo in caso di , non richiede la prova dell’effettivo pagamento del corrispettivo, essendo sufficiente la dimostrazione dell’assunzione dell’obbligazione di pagamento, purché il costo del noleggio sia conseguenza diretta del sinistro e risulti congruo rispetto al periodo di indisponibilità del .
Per il Supremo Consesso, il danneggiato è tenuto a dimostrare l’esistenza del contratto di noleggio, il collegamento causale con il sinistro e la congruità della spesa, ma non anche l’effettivo versamento del corrispettivo.

La decisione conferma un principio di particolare rilievo pratico: il danno patrimoniale derivante dal noleggio dell’auto sostitutiva sorge con l’assunzione dell’obbligazione di pagamento e non con il successivo esborso della somma. In tal modo, il Tribunale Supremo esclude un aggravamento dell’onere probatorio non previsto dall’ordinamento.
Tuttavia, resta fermo che il danneggiato deve dimostrare l’effettiva necessità del noleggio, il nesso causale con il sinistro e la congruità della spesa.

La decisione, depositata il 9 luglio 2026, riguarda una vicenda maturata nel contesto della missione NATO in Kosovo, all...
18/08/2026

La decisione, depositata il 9 luglio 2026, riguarda una vicenda maturata nel contesto della missione NATO in Kosovo, all’interno del Regional Command West, e affronta un tema centrale nel diritto penale : il limite entro cui un militare può contestare o non eseguire un ricevuto da un superiore.
Un Capitano, comandante della Compagnia trasmissioni, avrebbe più volte inoltrato comunicazioni verso unità o enti esterni senza prima interessare il proprio superiore, un Colonnello comandante del Battaglione di Supporto Logistico.
Secondo la contestazione, il Colonnello aveva stabilito che tutte le pratiche di natura tecnico-amministrativa e logistica dovessero passare preventivamente dalla sua attenzione prima di essere comunicate all’esterno del Battaglione.
Il Tribunale Militare di Roma, con sentenza del 10 dicembre 2024, aveva ritenuto il Capitano responsabile del reato contestato. La Corte Militare di Appello di Roma, il 1° ottobre 2025, aveva confermato integralmente la condanna.
La difesa del Capitano ha sostenuto che l’ordine impartito dal Colonnello fosse illegittimo, perché le attività oggetto delle comunicazioni sarebbero rientrate nell’ambito COMSEC, cioè nella sicurezza delle comunicazioni.

La Cassazione ha respinto questa impostazione, richiamando il principio secondo cui l’ordine militare è penalmente rilevante, ai fini della disobbedienza, quando è funzionale al servizio o alla .

La Corte ha richiamato anche l’orientamento della Corte costituzionale, secondo cui la tutela penale della disobbedienza non mira a proteggere il prestigio personale del superiore, ma il corretto funzionamento dell’apparato militare.

In altri termini, non ogni ordine è automaticamente assistito da tutela penale, ma lo è quando trova fondamento nell’interesse del servizio e non in ragioni personali o private.

16/08/2026

Gli atti persecutori tra condomini sono sempre più comuni e riconducibili grazie alla sensibilizzazione che si sta dando al problema. Essi configurano un vero e proprio reato previsto e punito dall’art. 612 bis del codice penale e sono definiti anche più comunemente come Come si riconosce questo reato:
Rumori e dispetti: produzione continua di baccano apposito, lancio di oggetti o liquidi, danneggiamenti a cose o auto. Controllo ossessivo: appostamenti nelle scale, sguardi minacciosi, osservazione continua degli spostamenti. Offese e minacce: insulti verbali, urti alla porta o intimidazioni frequenti.Nota: semplici liti o rumori occasionali non bastano; serve la natura persecutoria e continuativa del gesto. Differenza con le liti normaliLe normali discussioni di condominio restano semplici bisticci o violazioni del regolamento.Lo stalking richiede la reiterazione (almeno due episodi forti) e l’effetto psicologico di ansia o modificazione delle abitudini (es. non uscire di casa per non incontrare il vicino).

16/08/2026

Nella separazione, l’assegno di mantenimento rappresenta uno degli aspetti più delicati da definire, soprattutto quando uno dei due coniugi forma una nuova famiglia. La fine di un solleva spesso tensioni su due fronti cruciali: la responsabilità della rottura e la ridefinizione degli equilibri economici, specialmente quando subentrano nuovi figli e nuove spese. Con la recente ordinanza depositata a fine giugno, la Corte Suprema di Cassazione ha tracciato confini chiari sull’addebito per e sui limiti entro i quali una “nuova famiglia” giustifica la riduzione o rimodulazione dell’assegno di .

La Cassazione ha ribadito una regola ferrea sull’onere della prova. Chi tradisce e abbandona la casa familiare, per evitare l’addebito della separazione, non può limitarsi ad affermare genericamente che il rapporto era già compromesso. Deve invece dimostrare con assoluta certezza e con prove solide che la convivenza era diventata intollerabile ben prima dell’infedeltà. I giudici hanno ritenuto insufficienti i messaggi e le chat, considerandoli semplici sfoghi legati a singoli litigi piuttosto che la prova di una rottura irreversibile. Anche il fatto di dormire in stanze separate è stato giudicato un elemento inidoneo, da solo, a dimostrare la fine effettiva dei doveri coniugali in un’epoca certa e antecedente al tradimento. Corte di Cassazione, I civile, ordinanza 29 giugno 2026, n. 22235.

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