20/04/2020
In questo periodo siamo tutti in isolamento, chi volontariamente, chi costretto.
Se non si può viaggiare fisicamente, andare al mare, in montagna o a visitare un museo, possiamo pur sempre praticare un viaggio interiore: possiamo viaggiare nelle parole, nella storia e persino prima della storia, fino a sentire gli echi dell’antico significato di una voce.
Perché non parlare di un etimo – isola - in questo momento di isolamento?
Che cos’è un’isola? Una terra circondata dalle acque. Chiaro, no?
Molti sognano di ritrovarsi in un’isola paradisiaca e l’immaginazione di molti, gli occhi chiusi, suggerisce un luogo soleggiato, con palme, spiagge immacolate e acque cristalline. La parola deriva dal latino e continua nelle lingue romanze: “insulă” in romeno; ”isla” in castigliano; ”ilha” in portoghese; ”île” in francese.
I latini usavano questa parola anche per indicare un edificio simile agli odierni condominii.
Persino in tedesco e in inglese, fuori del dominio romanzo, insŭla ha prodotto rispettivamente Insel e island.
Immergiamoci ora più addentro nel flusso del tempo, risaliamo il significato della parola fino ad arrivare alla ricostruzione dell’indoeuropeo comune, la lingua che ha originato le parlate che si estendono dal subcontinente indiano al portogallo; dall’Irlanda all’Iran.
Nelle lingue più studiate per ricostruire l'indoeuropeo - sanscrito, greco antico e latino - vi sono tre parole diverse per indicare il concetto di isola.
In latino la parola è un composto di in+sul+a, dove è una variante della radice indoeuropea *sṛ che ha il significato di “scorrere”, “fluire”. Così anche in greco antico la parola è composta. νῆσος (nesos) significherebbe “che sta in mezzo alle acque”.
In sanscrito, la lingua più vicina al sistema indoeuropeo, si ha dvīpa, dove sta per due e sta per acqua. Questa parola oltre che isola significa anche pen*sola e persino continente (uno dei nomi dell’India è proprio Jambudvīpa, il continente della melarosa).
Ora, il fatto che le tre principali lingue indoeuropee studiate dai filologi per risalire alla lingua comune utilizzino tre diversi composti induce a pensare che nella lingua comune una parola per riferirsi alle isole non esistesse e che molto probabilmente le terre dove vivevano e parlavano i nostri comuni antenati erano lontane da ogni isola di sorta.
Questo breve viaggio nell’etimo della parola isola, che in italiano porta a “isolamento”, la condizione in cui ci ritroviamo in questo periodo, è un costrutto storicamente determinato, frutto dell’inventiva e dell’immaginazione.
Noi di Govaitra ci auguriamo che in questo periodo dove non si può viaggiare da un luogo all’altro, durante questo tedioso isolamento, possiate recarvi nella vostra isola felice dove potrete dar libero corso all’immaginazione e progettare il prossimo viaggio in tutta serenità.