23/05/2025
Nel mondo: norme modellate da ambiente e abitudini locali
Anche fuori dall’Europa, le stranezze non mancano. In Giappone è severamente vietato schizzare i pedoni passando su pozzanghere, una regola che riflette l’attenzione verso il rispetto degli altri. In Thailandia, invece, si può essere multati per aver guidato a torso n**o poiché ritenuto comportamento non conforme al decoro pubblico.
Negli Stati Uniti, la frammentazione normativa genera regole ai limiti dell’assurdo: in Georgia non si può sputare dal finestrino, mentre in Minnesota è illegale trasportare animali non domestici come gorilla sul sedile posteriore.
In Russia, un’auto sporca può costare caro, anche se la definizione di “sporco” resta arbitraria.
In alcuni paesi africani, come il Botswana, è obbligatorio dare la precedenza alla fauna locale, comprese le giraffe, mentre in Nuova Zelanda e in Australia è necessario fermarsi davanti a mandrie di pecore o a colonie di granchi in migrazione – come accade ogni anno a Christmas Island, dove alcune strade vengono addirittura chiuse per facilitare il passaggio dei crostacei.
In Sudafrica esistono limiti di velocità adattati agli spostamenti notturni degli animali selvatici, mentre in Kenya è vietato usare i fari abbaglianti nei centri urbani, anche in assenza di traffico.
Insomma, da una parte all’altra del pianeta, le norme con cui regoliamo il traffico non solo tutelano la sicurezza ma raccontano anche molto delle società che le hanno create: abitudini, priorità, sensibilità culturali. Per questo, prima di mettersi al volante in un Paese straniero, è sempre buona norma non solo allacciare la cintura, ma anche informarsi con attenzione sulle normative locali… per non rischiare di essere multati per aver indossato le scarpe sbagliate o mangiato un panino.