25/04/2025
Scontro con bande italiane ad Acerra. L’area è stata completamente distrutta e gli abitanti sterminati”. Il rapporto della divisione Hermann Göring, con il suo tono burocratico-amministrativo, è una confessione. La dichiarazione impunita dell’eccidio appena compiuto dall’esercito nazista ad Acerra, in provincia di Napoli. Una strage, quella avvenuta tra il 1 e il 3 ottobre 1943 che, considerato l’alto numero di vittime civili (88), ne fa il massacro più sanguinoso, in Campania dopo le quattro giornate di Napoli, di fine settembre di quell’anno. Come nel caso di altre stragi di civili compiute dall’esercito di Adolf Hi**er, anche questa si inserisce nella difficile ritirata tedesca, resa più complicata da episodi di resistenza anche civile. Fu quindi probabilmente una rappresaglia punitiva ed “esemplare“, un messaggio diretto alla popolazione civile.
L’eccidio – nel quale morirono donne, anziani, ragazzi, bambini – fu l’ultimo atto di un mese di violenze, saccheggi, stupri, razzie, rastrellamenti ai quali la popolazione reagì in massa, dando vita a una forma di resistenza organizzata e provocando il ferimento di un soldato tedesco. La reazione dei nazisti – come ricostruisce l’Atlante delle stragi nazifasciste – si scatenò la mattina del primo ottobre.
Il centro storico della città fu dato alle fiamme a cominciare dagli edifici nobiliari. Nell’opera distruttiva delle truppe naziste morirono molte persone. Gli uomini furono catturati e avviati alla deportazione nei campi di concentramento. Il vescovo Nicola Capasso intervenne per mediare, ma fu messo tra i rastrellati. Stessa sorte ebbe un prete che non aveva interrotto la funzione dopo l’ingresso in chiesa dei nazisti.
La strage non si fermò con la fine di quel primo ottobre. La mattina del 2 una delle due bande partigiane attive in città si mise in azione contro una motocarrozzetta tedesca. I soldati scapparono ma poi ritornarono con i rinforzi. La popolazione, incitata da un comandante partigiano, insorse. Nel centro del paese furono alzate barricate con trattori, carri e altri mezzi soprattutto agricoli per impedire il passaggio dei mezzi nemici. I tedeschi fecero fuoco sulla folla con carri armati e mitragliatrici sulla strada principale, nei cortili, nelle abitazioni. Alcune delle vittime furono passate per le armi con esecuzioni sommarie, colpi di pi***la alla nuca o fucilazioni.
Per l’atto eroico dei suoi cittadini il Comune di Acerra è stato insignito della medaglia d’oro al merito civile.
"La resistenza non è mai finita, è un'aria che si respira ogni giorno." (Enzo Biagi)
La presidenza delle Acli metropolitane di Napoli APS, guidata da Umberto Cristadoro, celebra gli ottant'anni della Liberazione del Paese dall'oppressione nazifascista, ricordando che la libertà non è un diritto dato per sempre, ma una conquista che va rafforzata quotidianamente non dimenticando che quello che è stato può sempre tornare.