04/03/2021
“Nelle intercettazioni mi chiamavano L’ignorante. 'Oh, l’ignorante non deve sapere nulla'.
Hanno ragione, sono ignorante.
Non mi vergogno.
Sono cresciuto a Scampia: papà lavorava anche 18 ore al giorno per garantirci una vita quasi normale.
Poi una leucemia fulminante lo ha stroncato in due mesi. Aveva 29 anni, mia mamma 27 e io quasi 10. Sul letto di morte teneva stretto i miei 3 fratelli, tutti più piccoli. Stavo sulla porta, cercavo di non piangere. Da lontano mi ha fatto un cenno con la mano: diventavo il capofamiglia, altro che studiare. E infatti sbaglio i congiuntivi.”
Tanti auguri ad Armando Izzo.
“L’ignorante” con saldi principi in un mondo in cui spesso i principi vengono scartati dai soldi.