04/06/2026
Stretto di Hormuz: transiti navali — quadro aggiornato a giugno 2026
Dato chiave del 1° giugno
Il Comando Centrale USA ha scortato circa 70 navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz nelle ultime tre settimane (quindi indicativamente da metà maggio). La notizia è riportata dal New York Times citando fonti ufficiali USA. Agenzia ANSA
La maggior parte delle navi ha navigato con i transponder spenti per evitare di essere individuate. Le autorità USA non hanno specificato il tipo di navi né le rotte esatte. Le imbarcazioni che transitano senza autorizzazione iraniana rischiano di essere attaccate. Gli analisti marittimi segnalano che le rotte scortate dagli USA seguono percorsi più vicini alla costa dell'Oman. Agenzia ANSA
Contesto: crollo dei volumi rispetto alla normalità
Prima della crisi, dallo Stretto uscivano circa 65 navi al giorno e altrettante entravano (circa 140 transiti/giorno). Il traffico attuale segna un -96% rispetto alla normalità. Energia Oltre
Quante petroliere e di che nazionalità?
Non esistono ancora dati ufficiali disaggregati "dal 1° giugno". I dati più recenti disponibili sono:
Tra il 1° e il 19 marzo, secondo la società di analisi Kpler, si sono registrati 116 attraversamenti totali (crollo del 95% sui volumi standard). Di questi, 71 erano petroliere — per oltre la metà a pieno carico, dirette prevalentemente verso i mercati orientali. Tra le nazionalità: Iran dominante, poi Grecia (18%) e Cina (10%). Sky TG24
Nelle settimane successive, due superpetroliere cinesi (la Yuan Gui Yang e la Ocean Lily) hanno finalmente lasciato il Golfo dopo oltre due mesi di blocco, trasportando complessivamente circa 4 milioni di barili di greggio. Anche la Corea del Sud ha confermato il transito in sicurezza di una propria nave cisterna. Blue Economy
Nei periodi di parziale riapertura coordinata da Teheran, sono passate principalmente: 3 petroliere omanite, 1 portacontainer francese (CMA CGM) e 1 metaniera giapponese. L'Iran applica una politica selettiva: consentono il transito solo alle navi di Paesi considerati "amici", senza legami con USA o Israele. Il Messaggero