26/07/2026
Sei settimane fa SpaceX completava la più grande IPO della storia. Giovedì scorso il titolo è tornato esattamente al prezzo di collocamento: 135 dollari. Un giro completo che dice più cose di quanto sembri.
Non è il business a essere in discussione. Starlink ha chiuso il 2025 con 11,4 miliardi di ricavi, in crescita del 50%, ed è l'unico segmento in utile. Il punto è il multiplo: a 141 volte i ricavi, secondo Morningstar, il mercato non sta prezzando l'azienda che esiste oggi, ma una sequenza di opzioni sul futuro. E tra queste opzioni ce n'è una che mi ha colpito leggendo il prospetto depositato alla SEC: SpaceX dichiara, nero su bianco, di voler estrarre metalli dagli asteroidi.
Sarebbe facile liquidarla come fantascienza. I numeri suggeriscono prudenza — nessuno ha mai estratto un grammo di metallo nello spazio, e il pioniere del settore ha perso entrambe le sonde lanciate finora. Ma i fattori strutturali raccontano un'altra metà della storia: il platino è al terzo anno consecutivo di deficit di mercato, con scorte ridotte a tre mesi di domanda, e il costo per portare un chilogrammo in orbita continua a scendere. McKinsey paragona questa fase dello spazio a internet negli anni Novanta. Nel 1996 nessuno sapeva prezzare l'e-commerce: chi lo ignorò del tutto sbagliò quanto chi lo prezzò dentro ogni titolo.
Ne ho scritto sul blog, provando a separare ciò che il mercato sta già prezzando da ciò che non sa ancora come prezzare. Il pezzo completo è su mfeniellofmj.com.
http://mfeniellofmj.com/2026/07/26/pacex-borsa-space-mining-economia-spazio/?utm_source=facebook&utm_medium=jetpack_social
Sei settimane dopo la più grande IPO della storia, SPCX è tornata al prezzo di collocamento. Analisi della valutazione, di Starship e dello space mining